Moige class action inibitoria contro algoritmi predatori: valutazione delle associazioni genitori europee

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Moige class action inibitoria contro algoritmi predatori: valutazione delle associazioni genitori europee

La tutela digitale dei minori in Europa torna al centro di un confronto strutturato e orientato all’azione, con un’attenzione particolare rivolta a piattaforme e sistemi algoritmici. A Parigi l’Assemblea Generale dell’Epa (European Parents' Association) ha discusso le strategie di protezione dei bambini e degli adolescenti, includendo anche iniziative collegate a progetti finanziati dall’Unione Europea. Nel cuore del dibattito si colloca la scelta di intraprendere un’azione legale inibitoria di classe contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok, con l’obiettivo di sollecitare strumenti concreti di contenimento dei rischi derivanti dall’uso dei social.

epa e tutela digitale dei minori: assemblea a parigi e progetti europei

L’assemblea di Epa, riunita a Parigi, ha approfondito la tutela digitale dei minori europei attraverso diverse angolazioni, anche grazie alla partecipazione a progetti finanziati dall’ue. In parallelo, i rappresentanti delle associazioni hanno condiviso le ragioni dell’iniziativa giudiziaria e valutano la possibilità di replicare l’impostazione nei rispettivi contesti nazionali, facendo riferimento all’esperienza sviluppata in Italia.

30 associazioni e un filo conduttore: evidenze scientifiche e pratiche illecite

Il punto di convergenza tra le 30 associazioni di epa è la denuncia supportata da evidenze scientifiche riguardo a pratiche ritenute illecite e lesive messe in atto dalle piattaforme nei confronti di bambini e adolescenti in Europa. Tra gli aspetti richiamati figurano la manipolazione algoritmica, lo scroll infinito, la profilazione comportamentale e l’uso dell’intelligenza artificiale per aumentare la permanenza in piattaforma.

Questi meccanismi vengono ricondotti a una forma di tecnologia persuasiva definita captologia, indicata come capace di incidere sul sistema dopaminergico del cervello in sviluppo, con l’effetto descritto di generare dipendenza e produrre danni permanenti.

class action inibitoria contro meta e tiktok: ragioni e modello italiano

Nel quadro dell’assemblea, è stata presentata l’iniziativa giudiziaria che mira a un provvedimento inibitorio di classe nei confronti delle piattaforme Meta (Facebook e Instagram) e TikTok. L’approccio viene collegato al modello italiano sviluppato dal Moige (Movimento Italiano Genitori), indicato come esperienza pioneristica nel panorama europeo per azioni inibitorie contro i social in materia di tutela dei minori.

prima class action inibitoria europea pendente a milano

L’esperienza italiana viene descritta come prima class action inibitoria europea contro i social in tema di tutela dei minori. L’istanza risulta pendente davanti al Tribunale delle Imprese di Milano, con una prima udienza fissata al 14 maggio.

Secondo quanto condiviso, la vicenda è proposta come modello replicabile e adattabile ai diversi ordinamenti nazionali, con la consapevolezza che la battaglia contro gli algoritmi capaci di creare dipendenza nei minori viene considerata non confinata entro i confini nazionali.

scienza e dati richiamati: vulnerabilità dei minori e impatto sulla salute mentale

Il dibattito si fonda anche su riferimenti scientifici e documentazioni legate agli effetti dell’uso dei social sui minori. Nel richiamo alla vulnerabilità biologica viene indicato che la corteccia prefrontale raggiunge la piena maturazione intorno ai 25 anni, rendendo i minori più esposti alla manipolazione computazionale.

studio jama pediatrics e rapporto della commissione europea

Tra le fonti citate compare uno studio pubblicato su Jama Pediatrics nel giugno 2025 (Maza et al.). Inoltre, viene richiamata la Commissione Europea con lo studio intitolato Benessere e salute mentale a scuola (maggio 2024), che documenta il peggioramento della salute mentale degli studenti europei direttamente correlato all’uso inadeguato dei social.

diritto europeo e inerzia regolatoria: dsa, dma e ai act

Le azioni inibitorie che hanno portato all’iniziativa concreta del Moige vengono presentate come coerenti con basi previste dal diritto europeo. Vengono citati il Digital Services Act (Dsa), il Digital Markets Act (Dma) e il Regolamento sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), indicati come strumenti che riconoscono esplicitamente l’esistenza di un’IA manipolativa e ne vietano le applicazioni considerate più lesive.

Le associazioni riunite a Parigi denunciano però che, nonostante questi strumenti, non sono state adottate misure concrete ed efficaci a protezione dei minori. L’obiettivo della class action viene quindi descritto come una risposta all’inerzia regolatoria, utilizzando le tutele collettive previste da ciascun ordinamento tramite il recepimento della Direttiva europea sulle azioni rappresentative.

pilastri della class action: verifica dell’età, stop alla dipendenza algoritmica, trasparenza

L’iniziativa viene strutturata su tre pilastri fondamentali. Il primo riguarda il rispetto dell’obbligo di verifica dell’età. Il secondo punta a eliminare i meccanismi di dipendenza algoritmica. Il terzo pilastro impone un dovere di informazione trasparente sui rischi per la salute dei minori.

Lo studio richiamato viene inoltre indicato come risorsa utile a supportare le associazioni europee partner nella strutturazione delle rispettive azioni, tenendo conto delle diverse legislazioni nazionali.

impegno e coordinamento: dichiarazioni di moige ed epa

Antonio Affinita, direttore generale del Moige, evidenzia l’accoglienza riservata dalle associazioni europee all’iniziativa giudiziaria e la disponibilità a mettere esperienza e competenza a disposizione dei partner di Epa. Stefano Crico, presidente europeo di Epa (European Parents' Association), sostiene che la protezione dei minori non sarebbe perseguita adeguatamente dalle piattaforme, richiamando danni attribuiti ad algoritmi progettati per creare disagio e dipendenza. Nel messaggio viene ribadita la volontà di un’alleanza tra le associazioni membri e la spinta affinché l’Europa assuma una posizione unitaria a difesa dei bambini.

personaggi e rappresentanti citati

  • Antonio Affinita, direttore generale del Moige
  • Stefano Crico, presidente europeo di Epa (European Parents' Association)

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