Milano è rovinata emigrati che partono dopo aver realizzato i sogni: parla tredici pietro

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Milano è rovinata  emigrati che partono dopo aver realizzato i sogni: parla tredici pietro

Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, si è raccontato con franchezza in un’intervista al podcast Tintoria, condotto da Stefano Rapone e Daniele Tinti. Il punto di partenza è stato il suo percorso musicale, fino ad arrivare alle emozioni e alle preoccupazioni legate a un tour che prende avvio il 5 maggio, con otto date in 15 giorni e con un obiettivo pratico e diretto: arrivare agli appuntamenti preparatissimo.

tredici pietro: ansia per il tour e scelta di smettere di fumare

Durante la conversazione, il rapper ha parlato dell’emozione e del carico emotivo che accompagna l’imminente tournée. La tensione, descritta come ansia e terrore, nasce soprattutto dal ritmo serrato delle esibizioni: “Devo fare otto date in 15 giorni”. Per Tredici Pietro, più che contare la grandezza dei luoghi, è determinante la capacità di mantenersi in forma lungo tutte le settimane del calendario.

Nel mezzo di questa preparazione, una decisione risulta centrale: il cantante ha dichiarato di essere un fumatore e di dover abbandonare il fumo, perché per lui rappresenta un nemico della voce. L’idea di rinunciare ai propri vizi è stata collegata anche alla necessità di presentarsi sul palco con piena lucidità e presenza scenica: “Devo mollare tutti i miei vizi tra poco”.

tredici pietro e le sue abitudini: dal fumo adolescenziale all’hashish

Il racconto si è spostato sull’adolescenza, con aneddoti legati al modo in cui viveva il tempo libero. Tredici Pietro ha descritto un periodo trascorso “giocando a pallone in piazza” e andando nel bosco a fumare, specificando che si trattava di attività svolte “di nascosto”.

Dal punto di vista delle sostanze, ha spiegato una progressione personale: da ragazzo fumava “solo sigarette”, mentre in seguito ha indicato un rapporto definito “meraviglioso” con l’hashish.

cannabis e musica: tredici pietro smonta il mito della creatività

Alla domanda sul legame tra consumo di marijuana e musica, Tredici Pietro ha affrontato il tema con un approccio critico. Secondo la sua visione, non esiste una correlazione diretta e stabile tra uso della cannabis e creatività. Ha affermato che alterare la propria persona può fornire un altro punto di vista, ma non a lungo termine.

Ha anche chiarito che gli capita di scrivere dopo aver fumato, senza però considerare quella circostanza un collegamento necessario: per lui, la creatività dipende soprattutto da un altro fattore. La spinta creativa sarebbe collegata all’uscire dalla zona di comfort e allo sperimentare, mettendo la mente nella condizione di vedere qualcosa di nuovo. In chiusura del ragionamento, ha indicato la routine come principale nemica della creatività, e ha aggiunto che assumere una sostanza “quella volta lì” potrebbe anche sembrare un elemento di differenza, ma rischierebbe di trasformarsi in routine.

bologna e milano: il rapporto con la città natale e l’arrivo in lombardia

Tredici Pietro ha inserito nella conversazione anche riflessioni sul contesto urbano. Ha parlato di Bologna come città legata alla sua identità e al suo passato, mentre per Milano ha raccontato un’evoluzione nel tempo. Il trasferimento risale a diversi anni fa, con una fase iniziale caratterizzata da un distacco: “Inizialmente ero molto distaccato”, poi superato da un “approccio diverso”.

Nel merito del suo punto di vista su Milano, ha espresso un giudizio netto riguardo alle dinamiche di immigrazione interna verso la città: secondo lui la città sarebbe “rovinata” da chi si trasferisce con l’idea di inseguire i propri sogni per poi tornare a casa. Il suo commento è stato formulato in modo diretto e personale, senza diluizioni.

da MastroP a tredici pietro: origini, freestyle e crescita musicale

Un passaggio centrale ha riguardato l’inizio della carriera. Tredici Pietro ha spiegato che a 19 anni è diventato “Tredici Pietro”. Prima si muoveva in ambito rap e partecipava a gare di freestyle sotto il nome MastroP. Con il tempo, alcuni amici della sua città hanno smesso di portare avanti la musica, mentre lui ha deciso di proseguire il percorso.

Per trovare un’identità stabile, ha raccontato di aver chiesto consiglio su come chiamarsi. L’idea del nome avrebbe tratto ispirazione da un gruppo di tredici persone, diventando un modo per “portarsi dietro loro”.

tredici pietro tra rap e altri generi: ricerca di emozione e nuovo ascolto

Il racconto prosegue con l’evoluzione musicale. Il cantante ha indicato che all’inizio ascoltava soprattutto rap, poi si è sentito rappresentato anche da altro. Secondo la sua lettura, questa trasformazione arriverebbe “da dentro”.

Ha menzionato una fase in cui si sarebbe trovato meno vicino a un aspetto che associa al rap, definendolo “viaggio d’ego”, senza però fissare con precisione il momento esatto in cui la svolta si sarebbe verificata. Il cambiamento sarebbe stato accompagnato da un processo emotivo: ha descritto l’aver iniziato a emozionarsi con altri generi e a cercare un diverso rapporto con la musica, come ascoltatore.

ospiti e protagonisti dell’intervista

  • tredici pietro
  • stefano rapone
  • daniele tinti
  • gianni morandi
“Milano è rovinata da tutti gli emigrati che vengono, sanno che possono realizzare i propri sogni e poi se ne vanno. Da piccolo mi nascondevo nel bosco per fumare”: parla Tredici Pietro

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