Lino Banfi e la maschera di pugliese grasso e pelato, la battuta su Sanremo e lo smoking
Lino Banfi torna a far parlare di sé con aneddoti inediti, ricordi di carriera e dettagli privati capaci di accendere il racconto. Tra lettere di raccomandazione, scene degli anni settanta e ottanta, scelte televisive e momenti legati a Sanremo, emerge una prospettiva personale ma rigorosamente ancorata ai fatti: dalla lunga esperienza sul set fino a un rammarico legato a Quentin Tarantino.
lino banfi, lettera di raccomandazione e suggerimento per l’esordio
Un episodio curioso viene rievocato da Banfi attraverso una lettera che attribuisce al principe De Curtis. Lo scritto, nato come raccomandazione, serviva a sostenere l’opportunità di portare in scena un giovane Banfi. Nell’aneddoto, l’autore della lettera avrebbe anche formulato una richiesta precisa sul rispetto dei confini, sottolineando che Banfi non doveva oltrepassare i limiti nei rapporti con le ballerine. La narrazione richiama inoltre l’attenzione a evitare atteggiamenti basati su frasi e forme verbali non appropriate, citando espressamente il tema dei congiuntivi e dei condizionali.
autobiografia e battaglie interiori nelle scene erotiche
Il racconto si collega all’uscita dell’autobiografia “90, Non mi fai paura!”, pubblicata da HarperCollins. In questo contesto, Banfi richiama le esperienze maturate durante le scene di nudo al fianco di attrici degli anni settanta e ottanta, indicando una lista di colleghe con cui ha condiviso momenti legati alla recitazione erotica: Edwige, Anna Maria Rizzoli, Nadia Cassini, Gloria Guida, Barbara Bouchet.
Il punto centrale del ricordo riguarda il contrasto tra lavoro e reazioni personali: davanti a colleghe nude, Banfi descrive una “battaglia interiore” durante le scene. Il dilemma è sintetizzato nella scelta tra “provarci” o “resistere”, con la consapevolezza che, in alcuni momenti, la mente partiva per pensieri difficili da controllare, evocando un’immagine che rimanda a scenari fuori dall’ordinario.
da avanspettacolo e commedia sexy al nonno libero di “un medico in famiglia”
La narrazione riassume anche una carriera ampia, dall’avanspettacolo fino alla commedia sexy al cinema, fino all’approdo televisivo. In particolare, Banfi indica “Un medico in famiglia” come coronamento di una lunga cavalcata nazionale, descrivendo l’ingresso nel personaggio del Nonno Libero come esito di un percorso durato quasi un secolo.
impressioni iniziali sul format spagnolo e lettura del “nonno italiano”
Banfi ricorda di aver visto il format spagnolo e di aver avuto prime impressioni negative. Secondo la sua versione dei fatti, il personaggio appariva un po’ scurrile, mentre lui pensava al classico nonno italiano capace di far emergere un’identità più riconoscibile. Nel ricordo, il successo del progetto viene collegato anche a questo elemento: l’interpretazione avrebbe reso l’idea più familiare, fino a far vivere l’esperienza sul set come se fosse a casa.
sanremo e la mancata presentazione: smoking e applauso mancato
Un altro passaggio riguarda un episodio legato a Sanremo, rimasto per lui a lungo poco conosciuto. Banfi afferma che Biagio Agnes avrebbe giudicato la sua maturità adatta alla conduzione del Festival. La scelta, però, non sarebbe stata condivisa dall’organizzazione: viene citato Aragozzini, indicato come figura che non lo riteneva abbastanza bello in smoking.
platea e saluti con carlo conti e amadeus con fiorello
Banfi aggiunge un dettaglio pratico: prima di smettere, avrebbe desiderato un applauso da parte del pubblico durante un saluto legato alla partecipazione al Festival. Racconta di essere stato ospite in platea insieme a Carlo Conti, e in precedenza insieme a Amadeus e Fiorello. Nel ricordo, la sua aspettativa sarebbe stata quella di ricevere un saluto, come si aspettava potesse accadere in occasione della presenza del pubblico e delle conduzioni.
pancia tonda e vicende con méesguè: l’equilibrio tra dimagrimento e ritorno
Il racconto include anche un riferimento ai problemi di peso, presentati come parte del rapporto tra il proprio corpo e l’attenzione culturale verso figure considerate attraenti. Banfi collega l’argomento a una sofferenza personale, spiegando che durante i tentativi di dimagrimento si recava da Mességué e seguiva una routine in cui perdeva 10-12 chili, per poi recuperarli. Nel ricordo viene citata una sorta di “sicurezza” legata alla maschera da pugliese grasso e pelato, mantenuta come identità riconoscibile.
riferimento a tarantino e il rammarico mai realizzato
Infine, Banfi torna su un rammarico: l’assenza di un suo coinvolgimento in un film di Tarantino. Racconta che Quentin Tarantino gli avrebbe fatto grandi elogi, collegando l’interesse del regista al fatto che fosse un cultore dei B movie. Nel racconto, Banfi sostiene che in quel momento il regista fosse probabilmente “allegro” e che, nonostante l’occasione non si sia trasformata in un progetto, l’importanza resti anche nel fatto di aver ricevuto quei commenti. La chiusura richiama un elemento di speranza: tra conterranei pugliesi, Banfi dice di aver immaginato un occhio di riguardo.
Personaggi citati nell’esperienza raccontata:
- Lino Banfi
- principe De Curtis
- Edwige
- Anna Maria Rizzoli
- Nadia Cassini
- Gloria Guida
- Barbara Bouchet
- Carlo Conti
- Amadeus
- Fiorello
- Biagio Agnes
- Aragozzini
- Mességué
- Quentin Tarantino


