Libro A spasso con Lucy: contributo della carne all evoluzione umana

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Libro A spasso con Lucy: contributo della carne all evoluzione umana

Un confronto al Parlamento europeo ha riportato al centro un tema capace di intrecciare evoluzione umana, valore nutrizionale, dimensione sociale e rapporto sempre più delicato tra uomo, nutrimento e ambiente. L’incontro è stato organizzato da Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili, con l’obiettivo di discutere il ruolo delle proteine animali nel dibattito contemporaneo, mettendo in dialogo scienza, politica e cultura alimentare.

proteine animali e evoluzione umana: i temi dell’incontro al parlamento europeo

Il confronto ha preso le mosse dall’idea che il modo di nutrirsi abbia contribuito in modo determinante alla nascita della civiltà. Nel corso dei lavori è emersa la centralità delle proteine animali nella storia dell’umanità e la necessità di mantenere un’analisi fondata su evidenze, senza scadere in contrapposizioni tra categorie di cibo ridotte a etichette “buono” o “cattivo”.

il punto di partenza: il valore del libro “a spasso con lucy”

Al centro dell’evento è stato presentato il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali”, scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno e pubblicato da Guerini e Associati. Il libro viene descritto come un viaggio nell’evoluzione umana con un duplice obiettivo: far emergere l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e spiegare come la carne abbia avuto un ruolo nello sviluppo della specie.

La narrazione è accompagnata da Lucy, la paleo-antenata vissuta oltre tre milioni di anni fa, indicata come compagna di percorso per ricostruire le origini dell’alimentazione umana.

partecipanti e conduzione dell’evento

Accanto all’autore Pietro Paganini, ha partecipato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l’Università degli studi di Bari. La tavola rotonda ha visto anche il contributo degli eurodeputati Stefano Cavedagna, Benoît Cassart, Carmen Crespo Díaz e Dario Nardella. L’apertura dell’incontro è stata affidata all’eurodeputato Carlo Fidanza. La moderazione è stata svolta dal giornalista ambientale Andrea Bertaglio.

la carne come “motore” dell’evoluzione e la centralità dell’onnivorismo

L’evento ha trattato la carne come elemento legato ai cambiamenti biologici e culturali. È stato ricordato che l’alimentazione onnivora e adattiva degli antenati avrebbe contribuito all’aumento della massa cerebrale, allo sviluppo della postura eretta e all’implementazione del linguaggio. Sul piano sociale, l’alimentazione avrebbe sostenuto la nascita di comunità e l’uso di strumenti, con un effetto complessivo descritto come determinante per la nascita della civiltà.

Nel dibattito, è stato inoltre evidenziato che l’onnivorismo, considerato una caratteristica dell’essere umano, oggi viene spesso messo in discussione, con ricadute sul percepito valore delle proteine animali. Pietro Paganini ha sottolineato che semplificare il cibo a categorie contrapposte non rappresenta scienza, invitando a riportare il confronto su evidenze, evoluzione e libertà di scelta.

proteine animali e nutrizione: densità nutrizionale e nutrienti ad alta biodisponibilità

Il valore nutrizionale della carne è stato discusso attraverso il concetto di densità nutrizionale, intesa come quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Elisabetta Bernardi ha collegato la presenza della carne nella dieta a un passaggio importante per aumentare la disponibilità di nutrienti specifici, tra cui amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco, indicati come presenti in forma altamente biodisponibile.

transizione proteica: proteine animali e proteine vegetali non equivalenti

Nel corso dell’incontro è stata affrontata la cosiddetta “transizione proteica”, cioè l’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza effetti sul valore e sull’apporto nutrizionale. Bernardi ha spiegato che il rischio risiede nel ridurre una realtà biologicamente complessa a una mera sostituzione tra alimenti, ribadendo che l’essere umano si sarebbe evoluto in un contesto onnivoro, integrando alimenti senza escluderne.

proteine animali, ambiente e filiere: climalteranti e miglioramento dell’efficienza

Il confronto non si è limitato ai profili nutrizionali. Il volume affronta anche gli aspetti ambientali legati alla produzione di carne, con un contributo scientifico attribuito a Giuseppe Pulina, professore di Etica e Sostenibilità degli Allevamenti presso l’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili.

Pulina ha richiamato che l’agricoltura, e quindi la zootecnia che le appartiene, viene indicata come l’unica attività produttiva che, contemporaneamente, emette gas climalteranti e li rimuove dagli ecosistemi. Nel volume viene riportato che le filiere agroalimentari in Europa hanno ridotto l’impatto da gas serrigeni di oltre il 18% tra il 1990 e il 2021, grazie al miglioramento tecnologico e a sistemi produttivi primari più efficienti, con minore consumo di risorse sia per unità funzionale sia complessivamente. Tale percorso è presentato come collegato a un parallelo abbattimento dei carichi ambientali.

cultura, politica e scienza: carne, tradizioni e dialogo pubblico

La discussione ha incluso anche il piano culturale. Stefano Cavedagna ha riportato una lettura legata alla cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, associandola a ideologie definite ultra-ambientaliste che, secondo il suo intervento, trascurerebbero l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Nel suo richiamo, la lettura del volume viene descritta come un modo per riscoprire radici e comprendere come le proteine di origine animale abbiano plasmato l’uomo e le comunità.

Dario Nardella ha posto l’accento sull’esigenza di evitare che il cibo diventi terreno di battaglia ideologica, richiamando la presentazione del libro al Parlamento europeo come occasione in cui la scienza possa dialogare con la politica lontano da dogmi e semplificazioni. Il discorso ha rafforzato l’idea che le proteine animali siano parte della storia evolutiva e continuino a svolgere un ruolo essenziale in una dieta equilibrata e sana.

rapporto uomo-ambiente e ritorno al “cibo naturale”: il ruolo della semplicità

Nel corso dell’incontro è stato affrontato il rapporto tra uomo, ambiente e nutrizione, con la necessità di sostenere e promuovere un “cibo naturale” come valore culturale. L’impostazione presentata mira a contrastare il rischio di un’alimentazione che perda definitivamente il legame con la terra.

Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha sottolineato che cucinare elementi provenienti dalla natura è tra le prime attività dell’umanità, mentre oggi sarebbe stato in gran parte smarrito il legame con l’origine degli alimenti. Nel suo intervento è stato citato l’esempio secondo cui molti bambini non saprebbero che il pane deriva dal grano. È stato inoltre segnalato l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati, accompagnato da una crescente messa in discussione delle proteine animali, come latte e soprattutto carne. Cassart ha concluso indicando la necessità di ristabilire un legame con l’origine dell’alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole.

personalità presenti all’evento

  • Pietro Paganini
  • Carola Macagno
  • Elisabetta Bernardi
  • Stefano Cavedagna
  • Benoît Cassart
  • Carmen Crespo Díaz
  • Dario Nardella
  • Carlo Fidanza
  • Andrea Bertaglio
  • Giuseppe Pulina
Categorie: NewsPoliticaSalute

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