La storia di quattro amici e il duro scontro tra passato e presente
“I mitici” di Rosalia Messina racconta l’amicizia di quattro persone che, dopo anni di complicità, si perdono di vista e poi si ritrovano davanti a un evento traumatico. Il romanzo alterna presente e passato, tenendo il lettore in movimento mentre il tempo cambia direzione e lascia emergere segreti, ferite e domande rimaste in sospeso.
Al centro della narrazione ci sono due voci, una delle quali è Marco, protagonista e narratore. L’altra è Giulia, donna complessa e determinante per capire le dinamiche del gruppo e della coppia. Tutto ruota intorno a una frattura che segna per sempre la vita di “I mitici”: Stefano, uno dei quattro amici, muore schiantandosi in auto mentre guida ubriaco. Da qui in avanti, il racconto accelera e poi rallenta, senza mai perdere il filo emotivo che lega i personaggi.
“i mitici”: quattro amici tra presente e passato
La storia parte da un punto preciso: l’amicizia nasce al liceo, si consolida per un periodo, poi si interrompe e infine riaffiora dopo un tempo lungo, come accade spesso nella vita. Nel presente, i protagonisti hanno poco meno di cinquant’anni, e la loro memoria lavora sullo stesso scenario, ma da angolazioni diverse.
La prima parte del romanzo scorre con ritmo incalzante, descritta come un treno in corsa senza fermate. L’obiettivo non è ricostruire passo dopo passo l’esito della vicenda, bensì seguire la corsa della narrazione e far avanzare la lettura pagina dopo pagina. Quando il racconto torna al passato, la velocità diminuisce: emergono segreti che fanno male e “fantasmi” che restano nella mente.
le due voci narranti: marco e giulia
Marco offre uno sguardo attraversato da immagini e conseguenze. È una delle voci che guidano la storia e che, nel tempo, si confronta con ciò che ha visto e con ciò che ne è derivato. Giulia, invece, porta un altro tipo di tensione narrativa: è definita bella e difficile, sposata con Ric, il quarto componente del gruppo.
la vita di coppia e la domanda sospesa
La relazione tra Giulia e Ric è rappresentata come una quotidianità fatta di alti e bassi e di momenti di noia. Su tutto pesa la domanda: “sono felice?”. La riflessione non trova risposta, rimane sospesa e si alimenta dell’idea che possa essere meglio non pensarci troppo.
un’immagine che torna in forme diverse
Un passaggio mette in evidenza il conflitto tra ciò che resta impresso e ciò che il tempo trasforma. In passato, la madre di Giulia è una donna forte, affacciata alla giovinezza e alla bellezza. Marco, ospite da Giulia, la vede nuda e solo con le mutandine: un’immagine che diventa per lui un urto emotivo. La conseguenza è descritta in modo diretto: Marco si masturberà pensando a lei.
Nel presente, però, quella stessa immagine non è più riconoscibile. La donna è diventata una vecchietta consumata dall’Alzheimer. La trasformazione radicale mostra come il passato non rimanga identico, ma come torni mutato e, proprio per questo, più difficile da incasellare.
temi centrali: amicizia, sensi di colpa e tradimenti
“I mitici” concentra la propria forza su amicizia e su ciò che la mette alla prova quando arrivano colpa, menzogne e rotture. Tra i temi emergono sensi di colpa e tradimenti, mentre lo sfondo è il mare della Sicilia e il mare d’inverno. Sulle onde affiorano ricordi, nostalgia e rimpianti capaci di far piangere, almeno per un attimo, prima che la storia riprenda la sua marcia.
Nel romanzo si percepisce uno scontro netto tra passato e presente. Il riferimento implicito è chiaro: il tempo non torna indietro e ciò che è stato rimane una distanza difficile da colmare. I quattro amici, con i loro sogni, devono fare i conti con ciò che resta di quei desideri e con l’eventualità che qualcosa, invece, abbia continuato a vivere.
il peso della memoria e la prospettiva finale
Il romanzo colloca questa riflessione lungo tutta la struttura, fino a indicare che l’ultimo capitolo offrirà una risposta al quesito: cosa rimane dei “mitici” e dei loro sogni, fermati ai tempi della scuola come una fotografia, oppure trasformati da un percorso che non si limita al ricordo.
scrittura e impianto psicologico
La scrittura è presentata come elegante e veloce, senza diventare nevrotica. Il punto di forza risiede soprattutto nell’analisi psicologica: i rimpianti e le vigliaccate non vengono trasformati in sentenze, e nemmeno i difetti diventano motivo di giudizio. I personaggi vengono osservati nel loro funzionamento, nelle conseguenze delle scelte e nelle contraddizioni che emergono tra passato e presente.
rosalia messina e attività letteraria
Rosalia Messina, siciliana, vive a Bologna e ha pubblicato diverse opere di narrativa. Tra i titoli citati compaiono “Prima dell’alba e subito dopo” (Perronelab, 2010), “Più avanti di qualche passo” (Città del sole, 2013), “Marmellata d’arance” (Arianna, 2013 e 2025), “Gli anni d’argento” (Algra, 2015), “Morivamo di freddo” (Durango, 2017), “Uno spazio minimo” (Melville, 2017) e “La stagione dell’angelo” (ChiPiuNeArt, 2020).
La lista prosegue con “Nulla d’importante tranne i sogni” (Arkadia, 2023). L’autrice ha vinto numerosi premi letterari e collabora con Letteratitudine, Sololibri e 84 Charing Cross. Inoltre cura la rubrica letteraria quindicinale “Una tisana, un libro” nell’ambito del programma IpsoFacto (Canale Europa TV), condotto da Francesca Ghezzani.
personaggi presenti nel racconto
- Marco
- Giulia
- Stefano
- Ric
