Iran trump all uranio perché la tregua è a rischio
Lo Stretto di Hormuz torna al centro della tensione internazionale: l’Iran lo chiude, i negoziati con gli Stati Uniti rallentano e il rischio di una ripresa delle ostilità emerge con forza. La scadenza del cessate il fuoco prevista per il 21 aprile si avvicina, mentre nelle ultime ore cambiano gli equilibri sul fronte diplomatico e militare. Teheran smentisce Donald Trump su più punti, alimentando una nuova escalation e spingendo la Casa Bianca a muoversi in via urgente.
chiusura di hormuz: ruolo dei pasdaran e stop al transito
La riapertura dello Stretto, indicata come possibile dopo l’annuncio di una “fumata bianca” legata a Trump, non si concretizza. Gli Stati Uniti mantengono il blocco navale e l’Iran fa scattare misure restrittive, rendendo di fatto complesso il passaggio. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, afferma che è impossibile per gli altri attraversare Hormuz finché l’Iran non può farlo pienamente, aggiungendo che, se Washington non revoca il blocco, il transito sarebbe certamente limitato.
La gestione della situazione viene collegata, in modo esplicito, alla volontà dei Pasdaran. In una nota del comando centrale militare Khatam Al-Anbiya, viene indicato che il controllo dello Stretto sarebbe tornato alla condizione precedente, sotto stretta gestione e controllo delle forze armate iraniane.
effetti immediati sulla rotta petrolifera e sull’economia
Lo Stretto di Hormuz rappresenta una via cruciale per il commercio di energia: la sua chiusura o la sua limitazione prolungata avrebbe conseguenze rapide sui mercati. La possibile riattivazione di una chiusura prolungata farebbe impennare i prezzi di petrolio e gas, con ricadute dirette in diversi Paesi, inclusa l’Italia, su benzina, diesel, bollette e inflazione.
incidenti nello stretto: navi sotto colpi e regole di avvicinamento
Nel clima di forte contrapposizione, due navi indiane finiscono sotto colpi sparati, attribuiti presumibilmente ai barchini dei Guardiani della Rivoluzione. I Pasdaran diffondono un avvertimento: nessuna nave, di alcun tipo, deve lasciare il proprio ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar dell’Oman. Qualsiasi tentativo di avvicinarsi allo Stretto di Hormuz viene indicato come collaborazione con il nemico, con l’imbarcazione responsabile considerata bersaglio.
preparativi navali statunitensi e possibile sequestro in mare
Nelle stesse ore, secondo quanto riportato, la Marina degli Stati Uniti si prepara ad abbordare e, in alcuni casi, a sequestrare petroliere e navi cargo collegate all’Iran in acque internazionali. L’operazione sarebbe costruita su un modus operandi già utilizzato in relazione al Venezuela, ampliando così il raggio della pressione statunitense verso la Repubblica islamica anche oltre il Medio Oriente.
negoziati in stallo: scambi e valutazioni senza risposta definitiva
In questo contesto, l’Iran non concede ancora il via libera a un nuovo round di negoziati formali con gli Stati Uniti. L’indisponibilità a fissare una risposta definitiva emerge anche dalle informazioni che descrivono colloqui in corso dietro le quinte, con la mediazione del Pakistan indicata come elemento rilevante.
Trump parla di colloqui imminenti, Teheran frena
Trump continua a dichiarare imminente un nuovo incontro tra delegazioni: negoziati nel fine settimana, definendoli positivi. Teheran, invece, nel quadro di quanto riportato, sostiene che negli ultimi giorni sono state avanzate nuove proposte da parte statunitense, in fase di valutazione, senza però arrivare a una risposta definitiva.
posizione iraniana sulla linea negoziale
Il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano avverte che l’Iran non scenderà a compromessi e ribadisce la linea secondo cui non ci sarebbe ritiro né tolleranza su questioni decisive. Nel frattempo, la distanza tra Washington e Teheran resta marcata e Trump torna ad alzare il tono, dichiarando che la tregua non sarebbe prolungata e che il blocco navale resterebbe attivo.
riunione nella situation room: possibile ripresa della guerra
Anche la Casa Bianca affronta la nuova fase della crisi. Il presidente rimane a Washington nel weekend e, nel pomeriggio di sabato, convoca una riunione nella Situation Room per discutere la recrudescenza della tensione nello Stretto di Hormuz. Nel meeting, Trump si confronta con figure di vertice dell’amministrazione e dei servizi, tra cui il vicepresidente Jd Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e l’inviato Steve Witkoff.
Alla riunione partecipano anche il direttore della Cia John Ratliffe e il capo di Stato maggiore congiunto dell’esercito Dan Caine. Un funzionario statunitense sottolinea che, in assenza di una rapida svolta, la guerra potrebbe riprendere nei giorni successivi.
uranio arricchito e tregua: nodo nucleare al centro delle dichiarazioni
La tensione tra Washington e Teheran si lega anche al destino dei 440 chili di uranio arricchito al 60% detenuti dalla Repubblica islamica. Il materiale, attraverso passaggi considerati relativamente semplici, può arrivare alla soglia del 90% di arricchimento necessaria per la produzione di armi nucleari. Trump sostiene ripetutamente che l’Iran consegnerebbe l’uranio, ma le smentite arrivate già nella giornata di venerdì portano il presidente americano a correggere la linea: l’uranio verrebbe preso in un modo o nell’altro.
risposta iraniana: nessun trasferimento
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, afferma che trasferire l’uranio arricchito negli Stati Uniti non sarebbe mai stato un’opzione e che il materiale non verrà spostato da nessuna parte. In parallelo, Trump ribadisce che il blocco navale rimane e avanza l’ipotesi di un ritorno all’uso della forza: “forse dovremo tornare a lanciare bombe”, come ulteriore avvertimento rivolto a Teheran per spingerla al tavolo dei negoziati.
Partecipanti alla riunione nella Situation Room
- Jd Vance
- Marco Rubio
- Pete Hegseth
- Scott Bessent
- Susie Wiles
- Steve Witkoff
- John Ratliffe
- Dan Caine