Insider trading e scommessa milioni sul petrolio prima dell annuncio di trump
Un rapido scatto del prezzo del petrolio, accompagnato da operazioni finanziarie di dimensioni eccezionali realizzate poco prima di comunicazioni politiche decisive, ha riacceso l’attenzione su dinamiche che somigliano a uno schema ripetuto. Nei mercati emergono infatti tre episodi ravvicinati, tutti contraddistinti da movimenti anomali delle posizioni futures e da tempistiche molto strette rispetto ad annunci con impatto immediato sulle quotazioni del greggio.
movimenti sui futures brent: scommessa da 760 milioni e calo del 10%
Il caso più recente riguarda una scommessa stimata in 760 milioni di dollari, piazzata circa venti minuti prima dell’annuncio del presidente Donald Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. La sequenza temporale è al centro delle ricostruzioni perché segue un modello già osservato in precedenza.
Secondo dati di mercato, poco prima delle 15:00 italiane sono stati venduti quasi 8mila contratti futures sul Brent. La dimensione della posizione ribassista, considerata l’orizzonte temporale ristretto, risulta insolitamente elevata per essere costruita rapidamente.
Alle 15:06 Trump ha pubblicato su Truth: “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il transito”. La reazione delle quotazioni è stata immediata: il prezzo del barile è sceso con un crollo del 10% in pochi minuti, generando profitti per chi si era posizionato in anticipo.
precedente 23 marzo: volumi di scambio in aumento prima del rinvio degli attacchi
Il primo episodio evidenziato risale al 23 marzo. In quel momento, poco prima dell’annuncio di Trump sul rinvio degli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, si è registrato un improvviso aumento dei volumi di scambio.
Nel giro di meno di un minuto, i contratti sul WTI al New York Mercantile Exchange sono passati da 733 a oltre 2mila. Sul Brent, invece, si è visto un salto da poche decine a oltre 1.600 contratti. L’intensità degli ordini, legati a posizionamenti di portata elevata, è arrivata circa un quarto d’ora prima del messaggio presidenziale.
Dopo l’annuncio, il prezzo del petrolio ha registrato un calo fino al 14% in pochi minuti, coerente con l’effetto immediato che avrebbe favorito posizioni ribassiste costruite in anticipo.
episodio 7 aprile: short aperte prima del cessate il fuoco
Un terzo caso è stato segnalato il 7 aprile. In quella circostanza, una massiccia posizione short sarebbe stata aperta poche ore prima dell’annuncio di un cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Anche qui la correlazione temporale è considerata rilevante perché l’operazione sarebbe stata seguita da un nuovo calo delle quotazioni del greggio.
risposte della casa bianca e accuse sui social: insider trading e smentite
Interpellata dopo il caso di marzo, la Casa Bianca ha respinto ogni insinuazione, dichiarando di non tollerare che funzionari dell’amministrazione possano trarre vantaggio da informazioni riservate. Nonostante la smentita, sui social sono aumentate le illazioni, con la discussione spostata dalla possibilità di coinvolgimento di funzionari verso ipotesi legate a membri della famiglia Trump.
Dal lato iraniano, invece, alcune dichiarazioni ufficiali hanno definito “notizie false” i contenuti diffusi con l’obiettivo di influenzare i mercati.
nominativi citati e riferimenti alle parti coinvolte
- Donald Trump
- Iran
- Washington
- Teheran
- Casa Bianca
