Gravina non ho fallito figc tra le più apprezzate in europa e difende rocchi fango

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Gravina non ho fallito figc tra le più apprezzate in europa e difende rocchi  fango

Un mese dopo il disastro in Bosnia e il mancato accesso dell’Italia ai Mondiali, per la terza volta consecutiva, Gabriele Gravina continua a difendere la propria gestione federale senza arretrare. Nella sua prima intervista dopo le dimissioni, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, l’ex presidente della Figc respinge l’idea di un fallimento personale, rivendica l’impegno complessivo della Federazione e affronta, punto per punto, le critiche legate alle riforme e alle scelte sportive.

gabriele gravina: “non ho fallito” e spiegazione delle dimissioni

Gravina apre ribadendo la propria posizione: “Non ritengo di aver fallito”. Il presidente chiarisce che, sul piano dei risultati, ammette la presenza di “piccoli episodi” considerati negativi, ma sostiene che guardando l’attività complessiva e i progetti realizzati la federazione sarebbe tra le più apprezzate in Europa. Il tema centrale riguarda però anche il periodo successivo al fallimento sportivo, con Gravina che prova a distinguere responsabilità diverse.

dimissioni come scelta personale, non come imposizione

Secondo l’ex presidente, non ci sarebbe stata alcuna costrizione: “Non sono stato costretto a dimettermi”. La decisione viene presentata come “scelta personale”, legata a un impegno verso i tifosi italiani: Gravina afferma di aver assunto il dovere di portare la squadra ai Mondiali e di non averlo mantenuto. L’atto dimissionario viene quindi definito giusto, anche se accompagna la narrazione con una critica al contesto istituzionale.

isterie istituzionali e “capro espiatorio”

Gravina afferma che sarebbe stato opportuno non sovraesporre la Figc, accusando l’esistenza di “isterie istituzionali” di vario tipo. Sul piano delle responsabilità, sostiene che le colpe attribuite alla Federazione sarebbero ingiustificate: “Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha”, descrivendo inoltre confusione di ruoli e una ripetizione dello schema già visto in passato, con la ricerca di “un capro espiatorio”.

riforme bloccate da leggi e statuti: la risposta di gravina

Un passaggio importante riguarda le mancate riforme nel suo quasi 8 anni alla guida della Figc. Gravina ripropone una giustificazione costante: leggi, statuti e regole vanno rispettati. L’ex presidente sostiene che non sarebbe possibile avviare un meccanismo di cambiamento se non esiste accordo tra tutti i soggetti coinvolti, affermando che “Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d’accordo”.

commissariamento e autonomia dello sport: confronto con l’ipotesi del governo

Gravina respinge l’ipotesi del commissariamento, definendola incompatibile con l’autonomia dello sport e con i riferimenti statutari e sovranazionali. Nel suo ragionamento cita autonomia dello sport, statuti e principi legati a Uefa e Fifa. Afferma inoltre di aver sentito parlare di interventi commissariali su modifiche che, a suo avviso, potrebbero essere realizzate autonomamente.

rottura istituzionale e richiami sul rispetto delle competenze

Secondo Gravina, quando si prova a invadere il campo altrui si attiva un principio di “rottura istituzionale”. In questa fase la discussione si collega anche a un passaggio dedicato alla presenza di Claudio Lotito in una commissione: Gravina critica il fatto che partecipi a un’istanza su cui ritiene mancasse coerenza, ricordando che Lotito sarebbe presidente della Lazio e che avrebbe avuto vent’anni nel consiglio federale, con conseguente capacità di incidere sul dibattito.

modifica di norme e “vincolo sportivo”: le perplessità di gravina

L’ex presidente solleva dubbi su alcune discussioni in corso, citando la legge 91/1981 che afferma essere stata abrogata e il tema del “vincolo sportivo”, sostenendo che sarebbe stato rimosso dall’attuale governo. In chiusura del punto ribadisce la necessità di rispetto per il calcio, chiedendo coerenza nelle valutazioni e nelle iniziative.

una sola nazionale o molte: la difesa sull’attività complessiva

Gravina risponde anche alle critiche secondo cui la Figc dovrebbe essere valutata solo sulla base della prima nazionale: sostiene che l’attività federale includa più formazioni, sottolineando la presenza di squadre maschili e femminili. L’argomentazione serve a rafforzare la tesi per cui il giudizio dovrebbe essere più ampio rispetto al solo risultato nel ciclo considerato.

scelta di gattuso e ripescaggio per i mondiali: le valutazioni di gravina

Parlando della scelta del ct Gattuso, Gravina afferma che, per lui, si trattava dell’“uomo giusto”. L’ex presidente sostiene che in quel momento fosse necessario un profilo in grado di far riscoprire ai ragazzi valori e attaccamento alla maglia. Nello stesso tempo riconosce che sarebbe mancato il risultato sportivo, legandolo alle conseguenze del ciclo che non ha portato all’obiettivo.

ripescaggio ai mondiali: idea fantasiosa per gravina

Riguardo all’ipotesi che l’Italia possa disputare la Coppa del Mondo grazie a un ripescaggio, Gravina usa parole molto nette: “Mi sembra un’idea fantasiosa e vergognosa”. Nel suo ragionamento il tema diventa anche un confronto con i tifosi italiani, presentati come gli unici a meritare la partecipazione ai Mondiali, con l’idea che una negoziazione basata sulla loro passione risulterebbe inappropriata.

elezioni Figc e corsa al successore: impegno di gravina

Nel capitolo dedicato alle elezioni interne alla Figc, in programma il prossimo 22 giugno, Gravina dichiara di aver assunto un impegno solenne: non tirare la volata a nessuno. Quando vengono menzionati Malagò e Abete, l’ex presidente li definisce due ottimi dirigenti, mantenendo però la posizione di neutralità rispetto alla competizione per la successione.

inchiesta sugli arbitri e caso rochi: la posizione garantista di gravina

La chiusura dell’intervista affronta l’inchiesta della procura di Milano sul mondo arbitrale e il coinvolgimento dell’ex designatore Gianluca Rocchi, accusato di frode sportiva. Gravina sceglie un’impostazione basata sul principio di garanzia: “Dovremmo essere garantisti”, denunciando un trattamento in cui si percepirebbe tutela “solo a corrente alternata”.

garantismo e rispetto: “stiamo buttando fango senza sapere nulla”

Secondo Gravina, dietro quel ruolo ci sarebbe una persona, con una vita e una famiglia. L’ex presidente conclude con un invito a non procedere tramite accuse generalizzate: “stiamo buttando fango senza sapere nulla”, mantenendo il focus sul rispetto dei principi di garanzia.

Ospiti e figure citate nell’intervista:

  • Lilli Gruber
  • Gabriele Gravina
  • Gattuso
  • Claudio Lotito
  • Luciano Spalletti
  • Gianluca Rocchi
  • Malagò
  • Abete
Gravina: “Non ho fallito, la Figc è tra le più apprezzate in Europa”. Poi difende Rocchi: “Fango senza sapere nulla”

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