Giornata mondiale della terra, mercalli: emissioni militari al 5% ma fuori accordi di parigi

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Giornata mondiale della terra, mercalli: emissioni militari al 5% ma fuori  accordi di parigi

La Giornata Mondiale della Terra diventa un momento di allerta e responsabilità: le immagini della quotidianità, tra energia, politiche climatiche e scelte belliche, mostrano quanto la “povera Terra” stia ancora chiedendo attenzione concreta. Luca Mercalli, climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, descrive la giornata come un grido sommesso ma diretto: mentre risuonano esplosioni e rombi di missili, il pianeta “alza una piccola bandierina” con un messaggio inequivocabile, “ci sono anche io”.

Al centro del richiamo c’è una denuncia sul modo in cui l’energia viene impiegata, con particolare riferimento alle armi. Mercalli afferma che l’uso peggiore delle risorse energetiche e minerarie è quello orientato a devastare, uccidere e distruggere i territori. Nel quadro più ampio delle emissioni, evidenzia inoltre un punto tecnico che riduce la percezione pubblica: le emissioni legate alle attività belliche non vengono conteggiate nell’Accordo di Parigi.

emissioni delle armi e accordo di parigi: perché incidono ma non risultano

Il discorso si collega al funzionamento delle COP, nate con l’obiettivo di ridurre la CO2 in molte aree: industria, trasporti, abitudini individuali come consumi alimentari e scelte energetiche. Mercalli sottolinea che, mentre si lavora su questi fronti, le emissioni dell’apparato militare restano fuori dal conteggio stabilito nell’Accordo di Parigi.

Questa impostazione porta a una conseguenza pratica: secondo le stime citate, le emissioni collegate alle armi corrisponderebbero al 5,5% delle emissioni mondiali. Se l’apparato militare fosse considerato come un singolo Paese, sarebbe indicato come il quarto emettitore al mondo.

clima attuale e record termici: segnali che si intensificano

La situazione climatica viene descritta come segnata da temperature record. Mercalli richiama il Rapporto sul clima del 2025 diffuso dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale a marzo, con la conferma che gli ultimi undici anni sono stati i più caldi di sempre. Gli estremi meteo, secondo i dati evocati, risultano in aumento e sono confermati anche dal settore assicurativo, che registra spese crescenti per affrontare le catastrofi climatiche.

Un ulteriore indicatore citato riguarda la CO2 atmosferica: la quantità presente oggi non avrebbe eguali negli ultimi 13 milioni di anni; per trovarne un valore simile sarebbe necessario tornare a circa tredici milioni di anni fa, quando non esistevano ancora gli esseri umani.

aumento medio di temperatura: 1,4 gradi e ruolo degli oceani

La temperatura media globale viene indicata a 1,4 gradi in più rispetto al periodo preindustriale. Mercalli specifica che nelle zone continentali i valori risultano più alti perché l’oceano sta incassando una parte significativa dell’energia, contribuendo a “mascherare” l’entità del riscaldamento.

Nel quadro dell’assorbimento energetico, viene richiamata una distribuzione netta: solo il 10% del calore si manifesta come effetto percepibile sulla terraferma, mentre il restante 90% viene assorbito dagli oceani. L’energia così accumulata rimarrà “immagazzinata” per periodi molto lunghi, condizionando il clima delle generazioni future.

percezione dei cambiamenti climatici: variabilità, sintesi difficile e dati in tempo reale

La scarsa percezione del cambiamento viene collegata a una difficoltà di lettura degli eventi: grandi variabilità geografiche possono alternare rapidamente periodi di caldo estremo a settimane di gelo. Questo andamento, pur essendo espressione del cambiamento climatico, rende più complesso costruire una sintesi mentale coerente e stabile.

Oltre la variabilità, la tendenza media viene descritta come “inequivocabile” verso un aumento delle temperature, evidenziata dai dati satellitari in tempo reale di Copernicus climate pulse. In aggiunta, nei mesi successivi viene indicato un rafforzamento di El Niño, fenomeno che riscalda in modo anomalo l’oceano Pacifico, sommandosi al riscaldamento globale e aumentando il rischio di record assoluti delle temperature.

transizione energetica: crescita del rinnovabile e limiti dell’approccio

Quando si parla di transizione energetica, Mercalli invita a considerare due aspetti distinti. Da un lato emerge un certo ottimismo legato alla crescita delle fonti rinnovabili in diversi Paesi: viene citato che la nuova richiesta energetica del 2025 è stata colmata interamente dalle rinnovabili. Questo elemento segnala una direzione positiva sul piano delle aggiunte di capacità.

Dall’altro lato, il punto critico è che la sostituzione del fossile con il rinnovabile dovrebbe avvenire in modo strutturale, non semplicemente aggiungendo nuova energia al sistema globale. L’aggiunta di domanda dipende sia dall’aumento della popolazione sia dal miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi in via di sviluppo. Nonostante i progressi, viene affermato che petrolio, carbone e gas rappresentano ancora l’80% del totale dell’energia utilizzata.

energia primaria e scarsa consapevolezza: più del solo elettrico

La mancanza di consapevolezza viene collegata al modo in cui l’energia viene comunemente percepita. Secondo Mercalli, quando si parla di energia si tende a pensare all’elettricità, che però costituisce soltanto il 20% dei consumi complessivi. L’altro 80% è associato al flusso di petrolio e gas che attraversa la vita quotidiana: benzina, riscaldamenti e consumi collegati all’energia primaria.

Per questo, l’attenzione dovrebbe spostarsi sull’insieme dell’energia primaria, cioè sul tipo di fonti che sostiene gran parte delle attività quotidiane.

decrescita forzata ed efficienza: serve una visione strutturale

Tra le misure citate nei giorni in cui si discute di decrescita forzata e di pratiche come smart working o minore uso dei condizionatori, Mercalli indica il limite principale: le soluzioni sono spesso temporanee e non si inseriscono in una visione strutturale. Secondo l’impostazione descritta, sarebbe necessario orientare il futuro verso un uso più parsimonioso dell’energia.

La direzione auspicata include riduzione, efficienza e transizione verso il rinnovabile come obiettivi di riferimento, non solo nei momenti emergenziali ma ogni giorno. La frase conclusiva ribadisce che la strada del riscaldamento globale è in forte accelerazione e che, nel presente, gli interventi per fermarla risultano insufficienti.

Luca Mercalli (climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana)

Giornata mondiale della Terra, Mercalli: “Siamo alla catastrofe climatica, ma continuiamo a inquinare persino con l’apparato militare”

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