Gas russo: scenari, prezzi e impatto sulle famiglie e le imprese in italia

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Gas russo: scenari, prezzi e impatto sulle famiglie e le imprese in italia

La crisi energetica europea sta spingendo governi e operatori a misurare ogni scelta con la variabile più sensibile: la disponibilità di gas per riempire gli stoccaggi e garantire continuità nei mesi più freddi. Il quadro si complica con l’attenzione rivolta allo stop ai traffici nello Stretto di Hormuz, alle tempistiche di recepimento delle nuove regole Ue sul gas liquefatto russo e alla possibile riallocazione dei carichi di Gnl verso destinazioni più convenienti.

gas russo e regole ue: quando cambiano le condizioni

L’analisi fornita da Anne-Sophie Corbeau chiarisce che il tema non riguarda solo l’orizzonte 2027, citato nel dibattito pubblico. Il regolamento europeo inizierà infatti ad avere effetti già molto prima, con scadenze precise che incidono su flussi e contratti.

stop al gnl russo e stop ai gasdotti a contratti di breve termine

Secondo la ricercatrice, l’impatto comincia dal 25 aprile, con lo stop al gas naturale liquefatto in arrivo dalla Russia non coperto da contratti di lungo termine. A seguire, dalla metà di giugno, dovranno cessare anche le forniture via gasdotto legate a contratti di breve termine.

Ne consegue che, pur non configurando ancora una fase in cui l’Europa debba riconsiderare il divieto, lo scenario potrebbe diventare critico in presenza di un blocco prolungato di Hormuz, con effetti che potrebbero protrarsi per diversi mesi, fino a ottobre o novembre. In quel caso il nodo centrale diventerebbe: come riempire gli stoccaggi quest’anno.

stretto di hormuz e alternative nel breve periodo

La possibilità di compensare la chiusura di Hormuz dipende dal mix tra gas via gasdotto e disponibilità di Gnl. Le forniture tramite condotte da Algeria, Norvegia e Azerbaigian, secondo Corbeau, resterebbero più o meno le stesse rispetto all’anno precedente. Il punto delicato resta invece il gas naturale liquefatto.

gnl verso l’europa o verso l’asia: decide la convenienza

In base alla durata della crisi, una parte dei carichi di Gnl potrebbe essere devia verso l’Asia invece che verso l’Europa, soprattutto se la destinazione asiatica risulta disposta a pagare di più. In assenza di indicazioni contrarie, la logica descritta ruota attorno a prezzo e condizioni operative dei mercati.

riempimento stoccaggi e crescita degli acquisti: il caso yamal

Nel frattempo, l’aumento dell’import di Gnl dallo stabilimento siberiano di Yamal nei primi tre mesi dell’anno viene interpretato non come contraddizione, ma come conseguenza di una strategia già vista in passato. In particolare, l’incremento dell’ordine di +17% per una spesa di circa 2,9 miliardi di euro si inserisce in una fase in cui le aziende possono massimizzare gli approvvigionamenti.

perché acquistare prima dello stop: logica “ora o mai più”

Corbeau richiama un precedente del 2022: prima dello stop sul petrolio russo e poi su prodotti raffinati, in Europa si acquistava il più possibile secondo la logica dell’“ora o mai più”. Anche l’andamento meteorologico ha un ruolo: un inverno relativamente freddo avrebbe svuotato rapidamente gli stoccaggi, rendendo razionale inviare verso l’Europa il Gnl disponibile.

Il motivo dei volumi, dunque, viene attribuito a ragioni di prezzo e a logistica. Per chi dispone di contratti a lungo termine (e, in parte, anche a breve termine per Yamal), conviene inviare in Europa piuttosto che in Asia.

flessibilità del sistema: elettricità, gas e decarbonizzazione

Alla tesi secondo cui la flessibilità dipenderebbe dal gas e non da rinnovabili o nucleare, Corbeau riconosce la coerenza con il processo di decarbonizzazione, ma sottolinea che ridurre la dipendenza da combustibili fossili richiede più strumenti.

non basta aumentare le rinnovabili: servono efficienza ed elettrificazione

Per diminuire davvero la dipendenza, secondo l’esperta, occorre combinare l’espansione delle rinnovabili con investimenti in efficienza energetica e elettrificazione dei consumi. Vengono citati esempi concreti: passare dalle caldaie a gas alle pompe di calore e sostituire le auto tradizionali con mezzi elettrici.

Il punto di attenzione riguarda la catena industriale legata all’elettrificazione: procedere verso un’economia più elettrica può aumentare la dipendenza da un altro Paese, in particolare dalla Cina.

dipendenza dalla cina: pannelli, batterie e rischio tecnologico

Corbeau evidenzia che la Cina risulta dominante per pannelli solari, batterie, minerali critici e veicoli elettrici. L’import di pannelli potrebbe essere gestibile, mentre per le componenti con software e tecnologie con informazioni integrate è necessario evitare che la Cina possa acquisire un potere tale da compromettere la stabilità europea. L’orizzonte indicato è il rischio di provocare un blackout in Europa tramite sistemi digitali o controlli integrati.

spagna, contratti e importazioni: variazioni legate agli accordi

La discussione sul ruolo della Spagna viene collegata alla presenza di contratti specifici per il gas russo e non a una singola scelta energetica. Corbeau spiega che l’impostazione dipende dal tipo di accordo: nel caso spagnolo, ad esempio, Naturgy avrebbe contratti per il gas russo. Analogamente, in Francia il riferimento è a TotalEnergie.

gnl dagli stati uniti: dipendenza diversa rispetto a mosca

Un passaggio centrale riguarda l’origine del Gnl importato nell’Unione europea. L’anno scorso, oltre due terzi del Gnl arrivato nell’Ue proviene dagli Stati Uniti. Corbeau descrive una differenza strutturale rispetto al passato: nel 2021 l’Unione importava circa 155 miliardi di metri cubi dalla Russia, mentre dagli Usa oggi ne arrivano circa 80 miliardi.

più operatori negli usa e maggiore “flessibilità” dei carichi

La differenza non riguarda solo le quantità. La Russia vedrebbe il gas in mano a Gazprom, mentre negli Usa operano molti operatori. Il punto cruciale è la natura del Gnl come bene flessibile: può essere inviato dove conviene di più.

Corbeau collega l’arrivo massiccio di Gnl statunitense in Europa anche alla logistica. L’Europa, rispetto all’Asia, è più agevole da raggiungere: non è necessario attraversare canali come Panama o Suez. A incidere sarebbe anche il prezzo finale al netto dei costi di rigassificazione e trasporto, con condizioni europee più interessanti rispetto all’Asia nel periodo considerato.

quando la flessibilità diventa un rischio

Nel contesto attuale, però, la flessibilità può produrre effetti opposti. Se gli operatori, soprattutto quelli non legati a contratti rigidi, ritenessero più conveniente destinare il Gnl in Asia, potrebbero deviare i carichi. La variabile principale sarebbe il livello dei prezzi, ma conta anche la disponibilità di metaniere: inviare Gnl verso l’Asia richiede tempi maggiori rispetto all’Europa, quindi entra in gioco la capacità logistica delle aziende.

priorità dei governi europei: stoccaggi e rischio inverno

La preoccupazione dominante per i governi europei viene riassunta con chiarezza: a che livelli sono gli stoccaggi e se sarà possibile accumulare abbastanza gas per il prossimo inverno. Corbeau collega l’intensificarsi dell’allarme a due condizioni: un andamento sfavorevole del blocco a Hormuz e un deviamento significativo di gas verso l’Asia.

assenza di carenze immediate, con attenzione alla stagione fredda

L’attuale quadro viene descritto come non riconducibile a carenze immediate. L’Unione continua a contare su produzione domestica di gas e biometano e su forniture rilevanti da Norvegia, Algeria e Azerbaigian. Per questo, secondo l’esperta, aziende e famiglie non resterebbero prive di combustibile né di gas per cucina o acqua calda. Il rischio si sposta sull’inverno: se gli stoccaggi non risultassero sufficientemente pieni, e se la stagione fosse molto fredda, allora emergerebbe un problema.

misure da adottare: interventi sulla domanda

La risposta operativa indicata ruota attorno a una misura prevalente: ridurre la domanda. Poiché gran parte del gas consumato in primavera ed estate è destinata all’industria e alla produzione di elettricità, abbassare il fabbisogno elettrico consentirebbe di risparmiare gas che può confluire direttamente negli stoccaggi in vista della stagione invernale.

azioni anche di piccola entità: esempi citati

Corbeau segnala l’importanza di sommarsi a misure puntuali. In Francia, un dibattito avrebbe riguardato la pratica di tenere aria condizionata accesa con porte aperte. Vengono poi menzionate misure pratiche come spegnere la luce e usare le scale al posto dell’ascensore. La logica resta quella del contributo complessivo: tanti piccoli interventi possono incidere sul consumo complessivo e quindi sul raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio.

figure citate nel confronto

Nel corso delle valutazioni e delle domande poste emergono i seguenti nominativi:

  • Anne-Sophie Corbeau
  • Claudio Descalzi
  • Naturgy
  • TotalEnergie
  • Gazprom
L’esperta: “Lo stop al gnl russo? Se il blocco di Hormuz continua sarà complicato. Va ridotta la domanda, ma i governi lo diranno solo quando saranno con le spalle al muro”
Categorie: Economia

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