Francesca barra non ho mandato mia figlia al concerto di shiva regole per lo smartphone con i figli

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Francesca barra non ho mandato mia figlia al concerto di shiva regole per lo smartphone con i figli

Il rapporto tra genitori e smartphone torna al centro del dibattito con una proposta concreta: l’idea che il telefono dei figli non debba essere lasciato senza direzione, ma inserito in uno spazio guidato dalla famiglia. Fraancesca Barra, conduttrice del talk politico 4 di sera su Rete4 e autrice di Il no che vorrei dirti — Smartphone, chat e social, guida pratica per genitori smarriti, descrive come lei e il marito Claudio Santamaria abbiano gestito accesso al web e utilizzo dello smartphone per quattro figli, nati tra il 2006 e il 2022.

smartphone per i figli: lo spazio guidato dai genitori

Il punto di partenza è una frase netta: lo smartphone per i figli è uno spazio guidato da chi fa da riferimento in famiglia. Barra racconta che la sensibilità nasce da un episodio quotidiano: mentre la figlia giocava, la chiamava ripetutamente, non perché non fosse presente, ma perché lei, pur essendo accanto, era impegnata tra consultazione di notizie, scrittura di email e uso del telefono, senza rispondere subito. Da quell’esperienza emerge un timore educativo: con la crescita, la distrazione del cellulare rischia di far passare come “normale” l’assenza di contatto reale, sostituita da conversazioni con chi non ti guarda davvero.

patto educativo e regole: smartphone non come regalo

Quando due dei figli hanno ricevuto il telefono, Barra e Santamaria hanno impostato un patto educativo. Il dispositivo non viene descritto come un regalo, ma come uno strumento, anche per restare in contatto con il papà, separato dalla famiglia in quel contesto. Il percorso, secondo Barra, risulta più semplice con il figlio maggiore, mentre con la figlia dodicenne emergono nuove complessità: l’evoluzione dei social, l’arrivo dell’intelligenza artificiale e i rischi connessi al deep web.

limiti e difficoltà: proteggere senza isolare

Barra descrive la situazione della figlia Emma come caratterizzata da una forte adesione alle regole. Eppure anche dopo un pigiama party, nel giro di pochi secondi, i coetanei caricano foto direttamente sullo stato di WhatsApp. Spiegare che ciò significa rendere visibili immagini a molte persone, con la possibilità di un utilizzo non corretto, diventa un compito delicato. Di conseguenza, la ricerca dell’equilibrio è definita come una delle sfide principali per i genitori: proteggere senza trasformare la protezione in isolamento.

social, contenuti e confini: la gestione delle scelte degli adolescenti

Nel confronto educativo entrano anche le concessioni tipiche dell’età: ad esempio il tema dei concerti di rapper considerati “rozzi” e “misogini”. Barra racconta di essersi trovata anche a non autorizzare un concerto legato a Shiva. La dinamica descritta è centrata sulla spiegazione: testi del brano letti, mostrati e discussi, con una domanda rivolta alla figlia, volta a far emergere una prospettiva personale su come ci si sentirebbe se un ragazzo parlasse in quel modo.

educare alla tenuta: quando i contenuti sembrano ingiusti

Barra evidenzia che in alcuni casi può prevalere la sensazione di ingiustizia. Proprio lì, secondo il suo metodo, diventa importante non mollare: i limiti non sono presentati come imposizione fine a sé stessa, ma come passaggio necessario per costruire consapevolezza.

esempio quotidiano e alternative: “cucina smartphone free”

Un altro cardine del racconto riguarda l’autorevolezza costruita con l’esempio. Barra dichiara di aver disinstallato app ritenute principalmente utili a distrarre, affermando di essersi così riappropriata di tempo per sé e per i figli. Inoltre, la famiglia ha stabilito che la cucina è “smartphone free” anche per gli adulti.

gestire la frustrazione con esperienze condivise

Nel ragionamento educativo compare anche un principio pratico: insegnare che esiste un tempo fatto di sguardi sollevati dal cellulare. Per renderlo possibile vengono citati passatempi e attività insieme, come il “martedì della lettura” e lezioni di uncinetto. Barra sottolinea che togliere il telefono senza proporre alternative può alimentare frustrazione; offrire esperienze, invece, aiuta i ragazzi a scoprire che esiste altro.

risultati e abitudini: “valore della noia” e giornata senza telefonini

Alla domanda su eventuali risultati, Barra indica dinamiche percepite in casa. I figli paiono aver scoperto il valore della noia, soprattutto attraverso situazioni quotidiane come il ristorante: se da piccoli, per tenerli buoni, non si mette in mano un telefono, dopo un po’ che si annoiano finiscono per inventare un gioco autonomamente.

giornata bucolica e famiglia in campagna

Nel racconto compare anche una giornata volutamente trascorsa senza telefonini nella campagna milanese: bagni al fiume, rotolamento sull’erba, fango e terra. Santamaria viene descritto come improvvisato costruttore di utensili nel bosco, in un’immagine che mette al centro la dimensione condivisa, concreta e priva di dispositivi.

condivisione online e “finestra incontrollabile”: la scelta di non postare

La gestione dello smartphone si collega anche alla presenza sui social. Barra afferma di non postare foto dei propri figli, scelta maturata nel tempo. Il motivo espresso è chiaro: condividere qualcosa di bello significa aprire una finestra incontrollabile in cui non entrano soltanto persone “perbene”.

famiglia di riferimento: i figli e i nomi citati

Nel racconto compaiono i membri della famiglia e le persone coinvolte nella gestione delle regole digitali:

  • Fraancesca Barra
  • Claudio Santamaria
  • Emma
  • Atena
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