Epstein mossad e altri delitti impuniti: cosa sappiamo e perché resta tutto senza colpevoli
Il caso Epstein ha alimentato per anni domande rimaste senza risposta, tra inchieste, denunce e una rete di contatti che sembrava restare sempre fuori fuoco. Un lavoro giornalistico del 2019 ha provato a mettere insieme i tasselli: una ricostruzione che ruota attorno al presunto funzionamento di un sistema di potere, al ruolo di specifici intermediari e alle relazioni con ambienti politico-finanziari e servizi informativi. L’attenzione si concentra su come possano convivere impunità, connessioni internazionali e passaggi di influenza difficili da individuare, fino a dare forma all’idea di un “iceberg” che non viene mai visto davvero.
mega group e connessioni politiche: Ronald Lauder
La ricostruzione attribuisce a Ronald Lauder un ruolo centrale dentro l’ecosistema che ruota attorno al Mega Group. Lauder viene descritto come erede del marchio Estée Lauder e come soggetto attivo sul fronte politico-istituzionale: secondo la ricostruzione, entrò al Pentagono come vice-segretario aggiunto alla Difesa durante l’amministrazione Reagan. Viene inoltre indicato un intreccio di frequentazioni con figure come Cohn, Trump e Netanyahu.
Lauder viene presentato come presidente del World Jewish Congress e come finanziatore del Likud. Un passaggio specifico riguarda l’organizzazione di una cena dell’associazione sionista statunitense B’nai B’rith, con presidenti onorari del convito come Murdoch, Trump e Alan Greenberg, tutti indicati come collegati a Epstein.
Dopo la morte di Cohn, Lauder avrebbe lasciato il Pentagono e avrebbe assunto l’incarico di ambasciatore in Austria, dove la ricostruzione sottolinea un’attività volta a manipolare le elezioni del 2012. Il racconto attribuisce a Lauder anche il reperimento del passaporto austriaco per Epstein, nel quale Epstein non avrebbe avuto i requisiti per ottenerlo. Nel contesto europeo, la ricostruzione descrive la creazione di un network televisivo, il Central European Media Enterprise (Cme), realizzata insieme a Mark Palmer. Palmer viene indicato come assistente di Kissinger e come fondatore del National Endowment for Democracy (Ned), descritto come un proxy della Cia.
lobbying e finanziamenti politici: Max Fisher, Adelson e Marcus
Accanto alle figure istituzionali, la ricostruzione attribuisce al Mega Group un presidio anche sul piano del lobbying negli Stati Uniti. In questa cornice compare Max Fisher, indicato come fondatore della Republican Jewish Coalition. La fonte descritta associa agli sponsor principali della struttura il nome di Sheldon Adelson e Bernard Marcus, descritti come tra i finanziatori più importanti di Trump.
La ricostruzione attribuisce inoltre a Fisher il ruolo di mentore di Les Wexner. Sul piano storico, viene richiamato il periodo del Proibizionismo, quando Fisher avrebbe intrattenuto affari con i Bronfman e con la mafia di Lansky, legata all’importazione di liquori dal Canada. Il quadro include anche un’indicazione di consulenze a molti presidenti degli Stati Uniti, oltre a Kissinger.
Les Wexner e la ricchezza di Epstein
Un punto cardine della ricostruzione riguarda il legame economico tra Epstein e Les Wexner. Wexner viene indicato come unico cliente dell’hedge fund di Epstein, e la fonte stabilisce che da tale relazione sarebbe derivata la ricchezza di Epstein. Tra gli elementi menzionati compare il regalo della mansion di New York con un valore stimato di 56 milioni di dollari.
Nel quadro delle accuse, Wexner viene accusato di aver avuto rapporti sessuali con minorenni sfruttate da Epstein in almeno sette occasioni. La ricostruzione mette quindi in relazione i flussi economici descritti con le condotte attribuite a Epstein e con i soggetti che avrebbero avuto un accesso privilegiato.
vicende giudiziarie e legami mafiosi: Arthur Shapiro e The Limited
La ricostruzione richiama anche elementi tratti da un rapporto di polizia legato all’omicidio dell’avvocato Arthur Shapiro. In quel rapporto, Wexner sarebbe descritto come socio di boss mafiosi. Lo studio legale di Shapiro, secondo quanto riportato, avrebbe rappresentato una società di Wexner, chiamata The Limited, e sarebbe stata oggetto di un’indagine per evasione fiscale e investimenti in paradisi fiscali.
Il decesso di Shapiro viene collegato a una conseguenza procedurale: la morte gli avrebbe impedito di essere interrogato dalle autorità durante un’udienza preliminare. Nel racconto compare anche la ditta di trasporti di Francis Walsh, che avrebbe lavorato per The Limited. Walsh risulterebbe associato a un boss mafioso identificato come Anthony Salerno, appartenente alla famiglia Genovese, mentre il suo legale risulterebbe essere stato Roy Cohn.
intercettazioni e legami col mossad: Eliah Ben Elissar e “Mega”
Un’ulteriore componente della rete attribuita al Mega Group riguarda presunti collegamenti con il Mossad. La ricostruzione include un riferimento a un’intercettazione telefonica riportata dal Washington Post in un articolo del maggio 1997. In tale intercettazione, un funzionario del Mossad chiede all’ambasciatore israeliano Eliah Ben Elissar di recuperare una lettera data ad Arafat dal segretario di Stato Warren Christopher il giorno successivo agli accordi di Hebron tra Arafat e Netanyahu.
Secondo la ricostruzione riportata, il funzionario avrebbe poi informato il proprio superiore a Tel Aviv che l’ambasciatore avrebbe proposto di usare Mega per ottenere il documento. La risposta di Tel Aviv sarebbe stata: “Non è per queste cose che usiamo Mega”. La fonte sottolinea che, all’epoca, non si sapeva cosa fosse “Mega”; l’anno successivo, il Wall Street Journal avrebbe rivelato la natura del termine.
altri collegamenti mega group–mossad: lansky, rafi eitan, robert maxwell e marc rich
La ricostruzione aggiunge ulteriori passaggi per collegare il Mega Group a presunti rapporti con il Mossad. Viene citato Meyer Lansky, associato al riciclaggio tramite la International Credit Bank di Ginevra; il fondatore Tibor Rosenbaum è descritto come un agente del Mossad. Lansky avrebbe collaborato con Rafi Eitan, indicato come superspia del Mossad, per trafugare un dispositivo elettronico della Cia chiamato Promis, richiesto da Israele.
Un’ulteriore parte del quadro riguarda due membri del Mega Group: Robert Maxwell e Marc Rich. La ricostruzione li indica come agenti del Mossad e collega a Maxwell una vicenda operativa: con una honey trap Maxwell avrebbe consentito la cattura in Inghilterra di Mordechai Vanunu, il whistleblower che aveva svelato i segreti atomici di Israele.
La fonte menziona anche la morte di Maxwell, definita misteriosa sul suo yacht, con archiviazione come suicidio e con l’attribuzione a Israele di funerali di Stato.
figure principali citate nella ricostruzione
La ricostruzione include numerosi nomi associati a ruoli finanziari, politici, giudiziari e operativi.
- Jeffrey Epstein
- Whitney Webb
- Ronald Lauder
- Roy Cohn
- Donald Trump
- Benjamin Netanyahu
- Alan Greenberg
- Rupert Murdoch
- Mark Palmer
- Kissinger
- Les Wexner
- Arthur Shapiro
- Francis Walsh
- Anthony Salerno
- Mordechai Vanunu
- Eliah Ben Elissar
- Warren Christopher
- Yasser Arafat
- Rafi Eitan
- Meyer Lansky
- Tibor Rosenbaum
- Robert Maxwell
- Marc Rich
- Les Wexner
- Max Fisher
- Sheldon Adelson
- Bernard Marcus
