Divieto social per i minori ddl firmato e rinvio: governo al lavoro su un testo tra polemiche

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Divieto social per i minori ddl firmato e rinvio: governo al lavoro su un testo tra polemiche

Un ddl che torna a galla dopo mesi di stallo, un governo che sta studiando una nuova strada normativa e l’ombra di decisioni giudiziarie: il tema della tutela dei minori online accelera sul piano politico, mentre cresce l’attesa sulle tempistiche. Al centro resta l’ipotesi di divieto di accesso ai social per i più giovani, con un orizzonte che ruota attorno ai 15 anni e che, secondo alcune posizioni, dovrebbe essere esteso fino ai 16 anni.

ddl 1136 social ai minori: ripartenza in commissione del senato

Dopo cinque mesi in freezer, è riapparso il ddl 1136 per imporre il divieto di accesso ai social network ai minori di 15 anni. La discussione è prevista nell’ottava commissione del Senato, dove il testo giace dal 21 ottobre 2025. Il riaccendersi del dossier viene collegato al caso della prof accoltellata a Trescore, in provincia di Bergamo, da un tredicenne delle scuole medie.

governo meloni e timori sulla corsa contro i tempi

Nel frattempo, il governo Meloni starebbe lavorando su un altro testo. Secondo Antonio Affinita, direttore generale del Moige (Movimento italiano genitori), l’inquietudine riguarda il rischio che una nuova proposta dell’esecutivo possa non vedere la luce prima della fine della legislatura, quindi entro circa un anno. Affinita indica come strada prioritaria lavorare sulla proposta già incardinata al Senato, ma con interventi necessari: migliorarla e ampliarla, estendendo il divieto fino ai 16 anni.

proposta al senato firmata da lavinia mennuni e sostegni politici

La proposta già presente a palazzo Madama è firmata dalla senatrice di Fratelli d’Italia livia Mennuni con 21 senatori del gruppo. Il testo sarebbe sostenuto anche dalle opposizioni, con una sola eccezione: non il M5s. Nel quadro attuale emerge però che l’esecutivo intende introdurre un proprio percorso normativo, da coordinare con enti regolatori e garanzia.

nuova proposta del governo: agcom, privacy e via ai pareri

Da quanto riportato, il governo vorrebbe presentare una proposta propria da sottoporre all’Agcom e alle authority competenti su temi dei minori e della privacy. L’obiettivo sarebbe ottenere il semaforo verde definitivo richiesto per il via libera. Questa dinamica viene descritta come un possibile ritorno alla fase iniziale, perché il testo del Senato avrebbe già superato i principali passaggi tecnici, mentre la nuova strada potrebbe costringere a ricominciare da controlli e valutazioni.

dubbi interni e ipotesi di accelerazione via decreto

La percezione dei tempi risulta problematica anche tra esponenti del partito proponente. Il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti, firmatario della proposta, ha indicato come quasi impossibile un’approvazione prima delle urne nel 2027. In aggiunta, Gelmetti non esclude che il testo dell’esecutivo possa trasformarsi in decreto per accelerare in modo significativo.

scelte in valutazione e strumenti per introdurre il divieto

Secondo quanto riferito da un altro parlamentare meloniano, in queste ore sarebbe in corso la valutazione della via più rapida. Tra le possibilità considerate emergono un decreto oppure l’uso di emendamenti sul testo già in lavorazione al Senato. L’alternativa di ripartire con un nuovo testo, nelle ricostruzioni, comporterebbe invece un allungamento dei tempi.

palazzo chigi al lavoro: incontro con mantovano e ministri

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, domenica 5 aprile si è svolta una riunione a Palazzo Chigi sul tema della tutela dei minori online. Alla discussione avrebbero partecipato Alfredo Mantovano e i ministri Giuseppe Valditara, Eugenia Roccella, Andrea Abodi e Tommaso Foti.

social e responsabilità: attesa per pareri e punti chiave della norma

Nel quadro del dibattito emerge anche una questione legale legata alla responsabilità. Il Moige sostiene che un eventuale intervento emendativo, se supportato da volontà politica, debba rimanere in Parlamento senza rallentamenti. Antonio Affinita sottolinea due direttrici: non tralasciare aspetti rilevanti, includendo il divieto di algoritmi che creano dipendenza, e chiarire un punto decisivo sulla responsabilità, ossia chi risponde legalmente per azioni compiute dai minori su una piattaforma social dove l’uso avviene in autonomia. La posizione indicata è che la responsabilità dovrebbe ricadere sui colossi tecnologici.

commissione telecomunicazioni: possibile armonizzazione tra testi

Domani mattina, in Commissione Telecomunicazioni (ottava permanente), il nuovo testo del governo potrebbe essere discusso e armonizzato con il ddl 1136, anche attraverso la forma di emendamento. In parallelo, restano però incertezze sui tempi e sulla concreta convergenza dei passaggi.

scadenze giudiziarie: rischio che i tribunali precedano la politica

Con la prosecuzione dell’iter, l’orizzonte resta anche segnato dalle scadenze dei giudici. La sentenza della class action presso il tribunale civile di Milano, contro Meta e TikTok, è prevista per il 14 maggio 2026. Il riferimento alle sentenze e ai procedimenti compare anche nella ricostruzione del contesto internazionale, con richiamo a condanne nei tribunali del New Mexico e della California.

proposta 1136 del 2024 e iter verso la verifica dell’età

Due anni e un giorno prima della prevista sentenza, il 13 maggio 2024, è stata presentata la proposta n. 1136 firmata da livia Mennuni, con l’obiettivo di obbligare le piattaforme alla verifica dell’età degli utenti.

allineamenti europei e solco normativo sulla stretta alle piattaforme

Nel dibattito compare anche un riferimento all’evoluzione europea: il percorso di stretta sulle piattaforme sarebbe stato tracciato da Spagna e Francia con un annuncio di limitazioni per servizi come Facebook. In risposta, si sarebbero moltiplicate proposte finalizzate a impedire ai più giovani l’accesso ai social, prevedendo obblighi di controllo dell’età da parte delle piattaforme.

iniziative parlamentari in camera e senato

Nel contesto nazionale risultano presenti anche iniziative in Parlamento. A Camera è stata firmata una proposta da Mara Carfagna per Noi Moderati. Al Senato è giunto un testo collegato a dem come Antonio Nicita e Lorenzo Basso, mentre in precedenza sarebbe stato depositato un testo da parte del leghista Alberto Stefani nel 2025.

moige, malpezzi e responsabilità politica sull’iter

Simona Malpezzi, dem e relatrice dell’iter in Commissione per quasi due anni, ha indicato come problema la possibile ripartenza dei lavori e l’assenza di tempi certi legati ai pareri attesi. Malpezzi sostiene un emendamento del governo da presentare in Commissione al Senato per accelerare il dossier e blindare la proposta anche alla Camera. Il Moige, dal canto suo, insiste sull’uso del Parlamento come sede per intervenire rapidamente, con una norma completa e chiara su elementi come dipendenza algoritmica e responsabilità.

personaggi e protagonisti citati nel dibattito

Antonio Affinita, Alfredo Mantovano, Giuseppe Valditara, Eugenia Roccella, Andrea Abodi, Tommaso Foti, Matteo Gelmetti, Simona Malpezzi, Lavinia Mennuni, Antonio Nicita, Lorenzo Basso, Mara Carfagna, Alberto Stefani.

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