Crisi del carburante tagli ai voli ecco perché serve ottimizzare il sistema ferroviario

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Crisi del carburante tagli ai voli ecco perché serve ottimizzare il sistema ferroviario

Le cancellazioni di decine di voli in tutta Europa stanno mettendo in evidenza una pressione crescente sul trasporto aereo: la crisi dei carburanti sta già incidendo sul settore e sta spingendo diverse compagnie a rivedere tempi, rotte e presenze negli aeroporti. Tra i fattori citati emergono costi energetici, oneri aeroportuali e aggravi fiscali, con prospettive poco rassicuranti per i viaggi estivi.

In parallelo, si rafforza l’idea di trasferire una quota di domanda verso alternative più praticabili, soprattutto per distanze medio-brevi. Il confronto con l’alta velocità ferroviaria diventa così un elemento centrale, non soltanto per motivi di tempo e comodità, ma anche per i diversi impatti ambientali.

cancellazioni voli europei e crisi carburanti

Ryanair e altre compagnie aeree continentali hanno annunciato la cancellazione di decine di voli in diversi Paesi europei. Il quadro descritto attribuisce l’accaduto anche all’effetto della crisi dei carburanti, che sta iniziando a riflettersi concretamente sull’operatività.

Ryanair collega i tagli a una combinazione di voci di costo, tra cui rincari delle tasse aeroportuali, incremento delle imposte statali sul trasporto aereo e aumento delle tariffe per i servizi di gestione del traffico.

Nel contesto, viene segnalato che la competitività tariffaria sarebbe sostenuta anche da dinamiche legate ai sussidi e al co-marketing dei gestori aeroportuali. Viene inoltre richiamata la presenza di fattori interni come salari e trattamenti normativi indicati come sotto la soglia media del settore, oltre a una propensione all’elusione fiscale tramite “scappatoie” legali.

riduzione rotte e aumento tariffe per i voli estivi

Oltre a Ryanair, anche altre compagnie sarebbero orientate ad abbandonare oppure a ridurre drasticamente la presenza negli aeroporti considerati troppo onerosi, spostando l’operatività verso pochi scali più competitivi. Le indicazioni sul periodo estivo restano negative: le prospettive per i voli estivi non sarebbero rassicuranti, con l’arrivo di un forte aumento delle tariffe.

2026 e carburante: gestione emergenza e load factor

Per il 2026 viene indicato che il prezzo del carburante è più che raddoppiato. In alcuni aeroporti, inoltre, il problema viene collegato al fatto che l’Europa importerebbe circa la metà del carburante da aree considerate instabili.

La gestione dell’emergenza viene descritta come legata a due leve: l’incremento del coefficiente di riempimento dei voli (load factor) e la garanzia dei collegamenti essenziali per le isole e per la continuità territoriale.

limiti dei carburanti sostenibili e necessità di ridurre rotte brevi

Nel breve periodo non sarebbe possibile ridurre in modo significativo il consumo di carburante fossile mediante carburanti definiti “sostenibili”, prodotti da biomasse o da rifiuti, indicati come ancora scarsi e costosi.

La riduzione delle rotte brevi, da tempo auspicata dall’Unione europea e applicata solo in parte, viene richiamata come una necessità che oggi diventa più urgente. Un esempio citato è la tratta Lione-Parigi, in Francia, dove risulterebbe esistere una legge specifica.

alta velocità vs aereo: scelta possibile su molte distanze europee

Molte rotte aeree europee, soprattutto quelle sotto la fascia 600-800 km, potrebbero essere sostituite in modo significativo dall’alta velocità ferroviaria. Il viaggio in treno, secondo quanto riportato, sarebbe spesso inferiore a 4-5 ore da centro città a centro città.

Viene anche sottolineato che il treno risulterebbe meno inquinante dell’aereo e offrirebbe frequenze maggiori, rendendo più competitiva l’alternativa sul piano operativo e ambientale.

casi di successo ferroviario: quote di mercato e tempi di percorrenza

L’alta velocità ferroviaria, rispetto all’aereo, avrebbe già superato quest’ultimo per quota di mercato in Spagna e Francia. Un caso indicato è la tratta Parigi-Londra, coperta in 2 ore e 30 minuti, utilizzata dal 60-70% dei passeggeri.

Rispetto all’aereo, viene riportato che quest’ultimo, pur potendo risultare talvolta più economico, sarebbe meno comodo e presenterebbe tempi complessivi più lunghi, anche per via dei trasferimenti aeroportuali considerati disagevoli.

Sulla stessa linea viene citata anche la tratta Milano-Zurigo, percorribile in treno dopo l’apertura del tunnel del Gottardo in circa 3 ore e 30 minuti, con i voli operati quasi esclusivamente per connessioni intercontinentali.

alta velocità in italia: rete AV, frequenze e riassetto operativo

In Italia, fino a due anni prima, l’alta velocità era descritta come una best practice europea sia sull’asse Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli sia sull’asse Torino-Milano-Venezia.

Il trend sarebbe poi rallentato per l’eccessivo aumento delle frequenze, descritto anche come intervalli fino a ogni 20 minuti, che avrebbe finito per saturare la rete. Il risultato riportato include ritardi e soppressioni, con la necessità di un ripensamento gestionale da parte di Rfi.

Il riposizionamento proposto prevede che i treni vengano accoppiati e che ciò permetta di raddoppiare i posti a sedere senza intasare la rete AV. L’effetto negativo viene associato alla ripresa di traffico sulla rotta Linate-Fiumicino, tornata sopra il milione di passeggeri l’anno.

interoperabilità ferroviaria europea e integrazione tra sistemi

In assenza di linee AV transfrontaliere, il miglioramento delle ferrovie europee viene indicato nell’aumento dell’integrazione tra sistemi ferroviari, descritti come ancora troppo chiusi e non sufficientemente collegati. L’interoperabilità europea viene richiamata come tema discusso con risultati ancora limitati.

Crisi del carburante, iniziano i tagli ai voli: è ora di ottimizzare il sistema ferroviario
Categorie: Economia

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