Conte di maio botta e risposta e l’ex capo politico m5s che accende la polemica con il libro una nuova primavera
Un botta e risposta acceso riporta al centro un passaggio delicato della politica recente: i retroscena raccontati da Giuseppe Conte nel volume “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia” diventano il terreno su cui si innesta la replica di Luigi Di Maio. Durante la presentazione del libro a Roma, le affermazioni su alleanze, rapporti istituzionali e dinamiche interne al Movimento 5 stelle hanno innescato un confronto pubblico che intreccia Medio Oriente, memoria politica e scelte sul campo largo.
giuseppe conte e la presentazione del libro al tempio di adriano
La presentazione del libro si è svolta al Tempio di Adriano a Roma. Nel corso dell’evento, Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha risposto alle critiche sollevate da Luigi Di Maio.
Il punto di partenza della replica di Conte riguarda il fatto che, secondo Di Maio, la lettura delle ricostruzioni e delle informazioni riportate da Conte non sarebbe completa. Conte ha espresso una contestazione diretta sull’attenzione dedicata ai contenuti: ha dichiarato di essere rimasto molto sorpreso dal fatto che, mentre accadeva quanto richiamato da Di Maio sul piano internazionale, il tempo per leggere la rassegna stampa del giorno fosse stato trovato comunque.
Conte ha poi indicato la necessità di una lettura integrale del volume per poterne cogliere un’impressione più completa.
luigi di maio contro i retroscena: storie instagram e accuse nel merito
A innescare lo scontro sono state le anticipazioni contenute in “Una nuova primavera”. Nel testo, che secondo le informazioni fornite avrebbe avuto un’uscita ufficiale programmata per il giorno successivo, l’ex premier ricostruisce passaggi che riguardano la rielezione di Sergio Mattarella avvenuta a fine gennaio 2022, oltre a rapporti e frizioni con Mario Draghi, Beppe Grillo e con l’ex ministro degli Esteri.
Di Maio ha contestato la narrazione attraverso storie su Instagram, ritenendole una “pessima caduta di liste”. La contestazione si è concentrata su alcuni elementi giudicati poco coerenti con la fase politica in cui, a suo avviso, i protagonisti della “congiura” descritta nel libro finirebbero per essere gli stessi alleati chiamati a operare nel campo largo, includendo anche circostanze in cui, secondo la sua prospettiva, il sostegno governativo avviene insieme ai partner politici.
la rielezione di mattarella e il confronto sui nominativi
Tra i passaggi richiamati da Di Maio emerge una ricostruzione legata all’incontro a tre descritto da Conte. Nel libro, viene riportato che il 28 gennaio si sarebbe concordato un confronto tra Enrico Letta, Matteo Salvini e il sottoscritto, con una proposta di nominativi.
Secondo l’estratto citato, dopo l’indicazione dei nomi da parte del gruppo, sarebbe stato manifestato l’accordo su un candidato specifico: Elisabetta Belloni. Nel racconto, Belloni viene presentata come figura di alto profilo e con esperienza maturata per anni alla Farnesina, indicata inoltre come segretario generale della Farnesina e poi, dal 2021, a capo del Dis, l’agenzia di coordinamento dell’intelligence.
Nel testo evocato, viene aggiunto che anche Giorgia Meloni avrebbe espresso un orientamento favorevole. A quel punto, racconta Conte, sarebbe partito un attacco concentrico da parte di Matteo Renzi, oltre a una contestazione attribuita a Di Maio e a un ulteriore elemento collegato a Lorenzo Guerini. La ricostruzione riferisce che, in prima battuta, Guerini avrebbe inizialmente condiviso la scelta indicata da Letta, anche se con convinzione limitata.
dinamiche con draghi: l’azione politica messa alla prova
Sul piano delle relazioni durante l’esecutivo di Draghi, nel libro viene richiamato un quadro in cui Conte sostiene di essere arrivato al punto di doversi “mostrare” per proteggere un cambiamento avviato dal Movimento 5 stelle. Nel racconto, viene richiamato quello che viene descritto come un errore politico attribuito a Beppe Grillo nei confronti della comunità del Movimento.
La ricostruzione riportata nel testo collega l’idea di un rapporto personale con Draghi a un possibile conflitto con la rappresentanza dell’intera comunità, con il rischio di indebolire l’azione politica. In varie occasioni, viene ricordato nel contenuto riportato che Grillo avrebbe raccontato un rapporto ritenuto cordiale con Draghi, fondato su chiamate frequenti e su un trattamento rispettoso.
La critica di Conte, come riportata nelle anticipazioni richiamate, è che l’apertura a una collaborazione personale sarebbe stata usata per tenere sotto scacco politico il Movimento. Di conseguenza, viene riportata l’idea di dover intervenire “di prima mattina” dopo una telefonata di Grillo, con l’esigenza di giustificare punto per punto i motivi di contrasto ai provvedimenti del governo.
l’incidente che interrompe i rapporti: de masi e il tentativo di isolare conte
Il contenuto presentato individua anche un episodio descritto come un “incidente” capace di interrompere i rapporti tra Grillo e Draghi. Nel racconto richiamato, l’episodio avrebbe reso pubblico il tentativo di Draghi di convincere il fondatore del Movimento a isolare Conte e ad appoggiare Di Maio.
A rivelare il fatto, secondo quanto riportato, sarebbe stato il sociologo Domenico De Masi, quando Grillo avrebbe già riferito l’episodio anche a parlamentari del Movimento.
la risposta di luigi di maio: confutazione e accuse sulle “congiure”
La replica di Di Maio viene affidata a tre storie su Instagram. Conte, secondo la ricostruzione di Di Maio, avrebbe fatto trapelare alla stampa alcuni retroscena che lo avrebbero costretto a intervenire.
Di Maio afferma di essere oggetto di accuse riguardanti due aspetti: il presunto ruolo nella rielezione del presidente Sergio Mattarella e l’asserita stima di Mario Draghi nei suoi confronti. Di Maio dichiara di provare orgoglio per questi elementi, mentre contesta la parte in cui, a suo dire, viene riportato un episodio giudicato completamente falso su di lui e su Draghi.
Nel merito del contradditorio, Di Maio richiama la presenza di un protagonista indicato come professore Domenico De Masi, affermando che non potrebbe essere coinvolto in un contradditorio in relazione a quanto contestato.
matteo renzi, lorenzo guerini e i “draghiani” nel campo largo
Di Maio aggiunge una contestazione più ampia: nel libro Conte elencherebbe altri soggetti descritti come “congiurati”, tra cui Matteo Renzi e Lorenzo Guerini, oltre ad altri, accusati di aver sostenuto il governo Draghi dopo la caduta del Conte II e di aver partecipato alla rielezione del presidente della Repubblica.
Secondo Di Maio, quei “draghiani” oggi costituirebbero alleati del “campo largo”. La motivazione richiamata è collegata alle dinamiche di coalizione: Di Maio sostiene che gli stessi soggetti offrirebbero voti utili a sostenere sindaci, presidenze di regione e, in prospettiva, anche ministeri.
Viene inoltre richiamato il ruolo dei collegi uninominali nelle elezioni dell’anno successivo: la contestazione riguarda l’uso del campo largo come bene superiore. Di Maio segnala che Conte, pur affermando di aprire alleanze il più possibile, nel libro si racconterebbe come vittima di quelle stesse persone con cui, invece, secondo Di Maio, si governa insieme.
giuseppe conte e il campo progressista: primarie, coalizione e schlein
Nel corso della presentazione del libro, Conte ha toccato anche il tema del centrosinistra e della definizione delle alleanze. Il quadro descritto indica che Partito Democratico, Movimento 5 stelle e Avs sarebbero già in una condizione definita come iniziale: non per scelta esclusivista, ma perché sarebbe stata costruita una collaborazione di partenza con l’idea di valutare in seguito ulteriori partecipanti.
Conte ha richiamato anche il tema delle primarie, sottolineando di essere stato l’ultimo a chiederle, con la disponibilità collegata a quanto espresso da Schlein. Sul criterio connesso alla leadership, viene riportato un automatismo definito come funzionante a destra attraverso un’abitudine di alleanza, anche se i soggetti restano divisi.
Nel “campo progressista”, secondo la ricostruzione riportata, non esisterebbe una consuetudine analoga: Conte avrebbe precisato che il Movimento 5 stelle non ha mai dichiarato di trovarsi in un’alleanza organica, presentando la coalizione come legata alla costruzione di un programma.
Se le primarie venissero vinte da Schlein, viene indicato che il Movimento sarebbe dentro la coalizione. Se a vincere non fosse un rappresentante del Movimento 5 stelle, secondo la frase riportata, non verrebbe sostenuto che le primarie perderebbero valore.
giuseppe conte e beppe grillo: rapporto, ruolo fondativo e causa sul simbolo
Nel confronto richiamato, Conte ha precisato il proprio posizionamento rispetto a Beppe Grillo. Ha affermato di non considerarsi un nemico, sostenendo di essere semmai stato attaccato da Grillo, mentre di non averlo colpito sul piano personale. Viene indicato che l’apprezzamento riguarda il ruolo di fondatore.
Conte ha inoltre collegato la propria posizione a competenze professionali, citando lo studio delle questioni legate a un eventuale contenzioso. Nel contenuto riportato, Conte ha dichiarato di non avere timore della causa relativa a nome e simbolo del Movimento 5 stelle.
persone citate nel confronto
I nomi presenti nelle ricostruzioni e nelle affermazioni riportate includono:
- Giuseppe Conte
- Luigi Di Maio
- Enrico Letta
- Matteo Salvini
- Elisabetta Belloni
- Giorgia Meloni
- Matteo Renzi
- Lorenzo Guerini
- Beppe Grillo
- Mario Draghi
- Sergio Mattarella
- Domenico De Masi
- Schlein