Bollette elettriche in spagna: perché costano meno che in italia grazie alle rinnovabili

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Bollette elettriche in spagna: perché costano meno che in italia grazie alle rinnovabili

La bolletta elettrica italiana risente di una combinazione di fattori strutturali che rendono il prezzo dell’energia particolarmente esposto alle oscillazioni dei mercati. Due elementi risultano determinanti: la forte dipendenza dal gas naturale e il peso della componente fiscale, che nel complesso incidono sull’elettricità anche in periodi non segnati da crisi internazionali. Il confronto con altri Paesi europei, in particolare la Spagna, mette in evidenza come la formazione del prezzo all’ingrosso possa cambiare sensibilmente in base al mix energetico e alla fonte che, di volta in volta, determina il valore finale.

prezzo unico nazionale: perché il gas incide sull’energia elettrica

Il prezzo di riferimento dell’energia elettrica acquistata sulla borsa italiana, noto come prezzo unico nazionale (Pun), viene determinato da un meccanismo legato al funzionamento del mercato elettrico. In Europa, la formazione del prezzo avviene tramite il cosiddetto sistema del prezzo marginale: il valore pagato ai produttori dipende dall’ultima fonte necessaria a coprire la domanda. In altre parole, l’energia che completa il fabbisogno nazionale viene spesso rappresentata da combustibili come carbone o gas; essendo tra i più costosi, diventano anche quelli che fissano il prezzo.

mercato del giorno prima: come si forma l’offerta marginale

Il ruolo operativo è affidato al gestore dei mercati energetici (Gme), collocato tra l’offerta dei produttori e la domanda dei consumatori. Il Gme raccoglie l’energia che serve al Paese dai produttori, che ogni giorno presentano le proprie offerte sul mercato del giorno prima. La selezione parte dalle offerte con prezzo dichiarato più basso, spesso riconducibili alle fonti rinnovabili, come solare ed eolico, insieme all’apporto idroelettrico. Successivamente si considerano le offerte con prezzo più alto finché l’energia complessiva risulta sufficiente a soddisfare il fabbisogno nazionale.

In questo passaggio, una componente frequente in Italia riguarda i produttori legati a centrali a gas. Il gas deve essere acquistato al prezzo del mercato corrente, e questo influisce sui costi di produzione. Il meccanismo del prezzo marginale rende quindi decisivo quale tecnologia completi l’offerta necessaria: se a colmare il fabbisogno è il gas, il prezzo finale risulta fortemente ancorato a quel combustibile.

europa e spagna: quando l’offerta marginale è più favorevole

Nel sistema europeo, il prezzo finale viene fissato a partire dall’ultima offerta necessaria a coprire completamente la domanda, l’offerta marginale, che coincide anche con la soluzione più cara. A quel prezzo vengono pagati tutti i produttori, inclusi quelli che generano con rinnovabili. Il modello era stato introdotto anche con l’obiettivo di incentivare le energie rinnovabili e, in diversi contesti, ha mostrato efficacia.

La differenza emerge nel ruolo che assume la fonte marginale: in Italia l’offerta marginale necessaria a colmare la domanda proviene più spesso dal gas, mentre in Spagna il ruolo ricade più frequentemente sulle rinnovabili. Un elemento ulteriore riguarda l’autorizzazione concessa dalla commissione ue a Spagna e Portogallo, che ha permesso l’introduzione per due anni di un tetto al prezzo del gas usato per produrre elettricità. Questa misura è indicata come uno dei fattori che ha contribuito a un calo del prezzo all’ingrosso rispetto alla media europea del 32% nei primi mesi del 2025.

mix energetico: differenze tra italia e spagna

Il dato quantitativo del 2023 descrive un divario netto: in Italia la produzione elettrica da impianti a gas raggiunge quasi il 45%, contro il 17% della Spagna. Ne deriva un andamento dei prezzi dell’elettricità più collegato al costo del gas nel caso italiano, mentre il contesto iberico beneficia di un maggiore peso delle tecnologie alternative.

la critica di pedro sánchez sul divario dei prezzi

Il tema è stato evidenziato anche da pedro sánchez. A margine del consiglio europeo del 19 marzo, criticando i governi dell’Unione che stanno “utilizzando questa crisi (dovuta al conflitto in Medio Oriente) per minare le politiche sul clima”, ha richiamato il divario dei prezzi dell’energia tra Spagna e altri Paesi come italia, germania e francia. La motivazione indicata riguarda la diversa incidenza delle rinnovabili, dal momento che “oggi le rinnovabili rappresentano quasi il 60% della generazione di energia elettrica” in Spagna.

Nel commento vengono messi a confronto anche i livelli dei prezzi: pochi giorni prima “si attestavano intorno ai 14 euro per megawattora” in Spagna, mentre in Italia, Germania e Francia risultavano superiori ai 100 euro per megawattora. Nel quadro della bolletta, sánchez ha sottolineato che il costo non dipende soltanto dal fornitore e dal mercato dell’energia, ma anche da tariffe del regolatore e dalla componente fiscale governativa, citando per l’Italia oneri di sistema tre volte più elevati rispetto a quelli spagnoli.

La sintesi del messaggio attribuisce alla Spagna esempi pratici di transizione energetica basata sulle rinnovabili: secondo quanto riportato, la scommessa sulle fonti pulite permetterebbe di ridurre l’impatto dei prezzi del gas su cittadini, industrie e imprese.

dal 2019 al 2025: la spagna riduce l’influenza del gas

Il confronto non è sempre stato favorevole alla Spagna. Un report di ember ricostruisce che fino alla prima metà del 2019 la Spagna aveva tra i prezzi dell’elettricità più alti dell’Unione europea. Pur restando tra i Paesi con maggiore capacità di impianti a gas, con 28 gigawatt, l’evoluzione del solare e dell’eolico ha consentito una copertura delle necessità soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando il solare raggiunge livelli elevati, e nelle notti ventose, quando l’eolico aumenta la produzione.

Questo ha ridotto l’influenza dei più costosi impianti fossili sul prezzo: dal 75% delle ore nella prima metà del 2019 al 19% nello stesso periodo del 2025. Nello stesso intervallo, per l’Italia la quota passa dal 74% al 64%.

prezzo medio orario: differenze nelle variazioni

Per quanto riguarda il prezzo medio orario, la Spagna registra una crescita da 44 euro nel 2019 a 62 euro a megawattora nella prima metà del 2025, indicato come inferiore al costo medio di generazione da gas, pari a 111 euro a megawattora. Per l’Italia il confronto risulta più rilevante: da 55 a 127 euro a megawattora.

disaccoppiamento: influenza del gas su una quota minoritaria di ore

Un’analisi più recente di Ember indica che, dall’inizio del 2026, in Spagna il gas influenzerà il prezzo dell’elettricità solo nel 15% delle ore, a fronte dell’89% dell’Italia. Il risultato viene descritto come disaccoppiamento strutturale tra gas ed elettricità, ottenuto tramite la crescita di eolico e solare.

Secondo il commento di beatrice petrovich, analista senior di Ember, mentre i prezzi del gas aumentano in misura elevata (+50% indicato nel contesto), i consumatori spagnoli risulteranno in gran parte protetti grazie al disaccoppiamento. Per l’Italia, invece, con il gas indicato come determinante del prezzo dell’elettricità nell’89% delle ore e con una crescita delle rinnovabili meno rapida, l’impatto potrà risultare più pesante. La differenza viene riassunta come non geografica ma legata a scelte politiche.

Persone citate:

  • Pedro Sánchez
  • Beatrice Petrovich
Bollette elettriche, perché in Spagna sono più basse che in Italia: è il frutto della scommessa (vinta) sulle rinnovabili
Categorie: Economia

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