Attacchi di panico e ritiro tv: il racconto di beppe braida e degli altri casi simili

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Attacchi di panico e ritiro  tv: il racconto di beppe braida e degli altri casi simili

Beppe Braida racconta un percorso segnato da popolarità televisiva, cambiamenti inattesi e una nuova ripartenza dai palchi. Fino al 2009, il suo volto è rimasto familiare a molti spettatori: la presenza in tv, però, si interrompe e la spiegazione resta sfumata. Ancora oggi, chi lo riconosce per strada domanda il motivo della sua assenza, spesso con richieste dirette e anche con scambi di identità, come l’errore sul cognome. Braida risponde ricordando il periodo in cui produceva battute e frasi dal tono surreale, mentre oggi preferisce indicare che la questione andrebbe posta a chi gestisce la programmazione televisiva.

La distanza dal piccolo schermo si riflette anche nell’attività pubblica: sugli strumenti social rimane presente, ma fa notare una differenza generazionale percepita tra il proprio pubblico storico e quello più giovane, considerato un po’ fuori tempo rispetto al suo modo di comunicare.

breve ritorno sul passato tv e la sparizione dal piccolo schermo

Il ricordo della tv torna spesso quando Braida viene fermato nei luoghi pubblici. C’è chi associa ancora la sua figura a frasi diventate celebri e chi non comprende perché non compaia più nelle trasmissioni. La risposta di Braida mette in evidenza un punto essenziale: non esiste una motivazione chiara che possa indicare in modo diretto. Il sentimento di amarezza resta sullo sfondo, anche per un mancato coinvolgimento in “Zelig 30”.

Nel frattempo, il lavoro teatrale continua e si inserisce in un’alternativa costruita per mantenere il contatto con il pubblico. L’idea di ripartire dai luoghi reali, cioè dalle piazze, diventa un modo per trasformare l’interruzione televisiva in una nuova traiettoria.

beppe braida tra formazione, comicità e primi passi televisivi

La storia personale di Braida parte dall’infanzia e da un periodo definito come posseduto dal demone della “cretineria”. Seguono studi da geometra che si interrompono al quarto anno, anche per via di una valutazione legata al comportamento: i dettagli vengono raccontati come parte di un percorso non lineare.

Con la crescita emergono le relazioni e la collaborazione in ambito musicale tramite una band formata con amici, poi si inseriscono il servizio militare e l’avvio dei primi concorsi legati alla comicità. L’ingresso in televisione arriva nel 1991, in un passaggio ricordato come decisivo.

i trettré e l’occasione come autore

Nel 1991 i “Trettrè” vengono a Torino per uno spettacolo. Braida li conosce nei camerini e consegna a Mirko tutto il materiale scritto fino a quel momento. Dopo circa tre mesi, arriva una risposta: l’artista dice che lo spettacolo gli è piaciuto e propone a Braida di diventare uno degli autori del “Tg delle vacanze”. In alcune occasioni, oltre al lavoro di scrittura, Braida appare anche in video per realizzare telepromozioni.

zelig: l’origine del tg e il ruolo creativo

La crescita successiva porta Braida a “Zelig”, con un contributo legato al proprio stile. L’idea viene spiegata come un processo creativo che parte da un suggerimento del direttore artistico: Giancarlo Bozzo propone di realizzare qualcosa sui telegiornali. Braida lavora insieme all’autore dell’epoca, Renato Trinca, scrivendo un testo che porta all’intuizione del tormentone.

Il punto centrale riguarda l’uso della parola “attentato” trasformata in elemento ricorrente. Da lì, la via si sviluppa fino al consolidarsi di un popolare formato associato al suo modo di costruire la comicità.

colorado e la sostituzione improvvisa

Dopo una popolarità intensa, Braida accetta la conduzione di “Colorado”, pur in un contesto di ascolti non particolarmente favorevoli. Nel programma diventa capo comico, ma l’esperienza non dura a lungo perché avviene una sostituzione improvvisa.

La dinamica viene ricostruita con un dettaglio pratico: Braida scopre la notizia casualmente dal sito TvBlog, con un titolo riportato come “Nicola Savino fa fuori Beppe Braida”. La reazione è di rabbia, ma il racconto sottolinea anche l’assetto del mondo dello spettacolo, descritto come un ambiente in cui lo stupore non sarebbe coerente.

Una volta presa contezza della svolta, emerge la necessità di ripartire. Nel 2009 il percorso prosegue con l’approdo alla Rai accanto ad Antonella Clerici in “Tutti Pazzi per la Tv”.

evaporazione e attacchi di panico

Successivamente, Braida indica che il telefono inizia a squillare meno. Alla richiesta del motivo, risponde senza una spiegazione precisa: “non lo so, non ne ho idea”. Inquadra il fenomeno come legato all’ambiente dello spettacolo, definendolo “evaporazione”. Descrive anche un impatto emotivo sul proprio corpo, arrivando a riferire l’insorgenza di attacchi di panico come conseguenza del cambiamento.

ripartenza tra spettacoli e tv: isola dei famosi nel 2021

Dal periodo di fragilità Braida si riallinea proponendo nuovamente i suoi spettacoli, mantenendo visibilità e continuità attraverso nuove occasioni dal vivo. Nel 2021, durante il periodo del Covid, arriva anche una breve parentesi televisiva all’Isola dei Famosi.

Il racconto di quella fase include un passaggio di contesto: dopo circa un mese, gli viene comunicato che il padre ha il Covid ed è in ospedale, mentre la madre risulta asintomatica a casa. In quel momento la scelta di rientrare in Italia appare inevitabile.

domande rapide: paura della morte, idoli e sogno

L’intervista si sposta anche su temi diretti. Alla domanda sulla paura della morte la risposta è netta: no, è inevitabile. Gli idoli citati includono Grillo e Benigni, oltre alla Smorfia e ai Trettrè. Tra tutte le preferenze emerge anche un riferimento specifico a Verdone: Braida dichiara di vendere l’anima al diavolo pur di fare un film con lui.

Il sogno finale diventa una richiesta di continuità creativa in un contesto televisivo: riuscire a portare in tv uno spettacolo tra la gente.

personaggi citati

  • beppe braida
  • giancarlo bozzo
  • renato trinca
  • mirko (dei trettrè)
  • antonella clerici
  • nicola savino
  • antennella clerici
  • giovanni grillo
  • roberto benigni
  • verdone
“Non mi hanno più chiamato in tv, non ho idea del perché, non sono l’unico. Il mio corpo ha provato ad adeguarsi emotivamente e ho iniziato a soffrire di attacchi di panico”: Beppe Braida racconta
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