Annalisa a genova: tra anziani e bambini l’omaggio a de andrè e il ricordo degli inizi
Annalisa ha inaugurato a Genova la “data 0” della seconda parte del tour, accendendo lo Stadium della Fiumara con uno spettacolo atteso da tempo e realizzato, come dichiarato dalla stessa artista, “da ligure”. Davanti a 4.500 presenti giovedì 23 aprile, il live ha confermato un’impronta coerente con la prima fase del percorso, mantenendo impostazione e ritmo con alcune novità.
annalisa a genova: pubblico eterogeneo e impatto immediato
Tra i momenti più evidenti della serata ha spiccato l’eterogeneità dell’affluenza. Una parte consistente del pubblico apparteneva a una fascia adulta, verosimilmente legata alle apparizioni sanremesi e col tempo diventata sempre più affezionata alle canzoni. Questa componente si è espressa con energia seguendo le coreografie sul palco, alimentando la dimensione corale dello show.
Accanto agli adulti erano presenti anche minori, mentre la quota riconducibile alla generazione z è risultata, in proporzione, meno rilevante.
struttura del concerto: tre atti “sogni” e simbolismi scenici
Il concerto, come già avvenuto nella prima parte del tour, è stato suddiviso in tre atti chiamati “sogni”.
sogno 1 “il fuoco”: vulcano, fuoco e luce al centro della scena
Il primo atto, dedicato a “Il fuoco”, ha aperto lo spettacolo con l’idea testuale: “Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco”. A rappresentare il cuore pulsante dell’esperienza scenica è stato ricreato un vulcano, mentre il nucleo circolare composto da fuoco e luce ha richiamato un vortice fatto di eco e metamorfosi, rimandando all’impostazione del tour precedente.
sogno 2 “il fiume”: indipendenza e scritte sul maxischermo
Il secondo “sogno” è stato “Il Fiume”, con il testo: “Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume”. Durante l’esecuzione di “Nuda”, sul maxischermo sono apparse le parole “nuda” e “vera”.
La scelta ha enfatizzato il tema dell’autonomia nella definizione dei costumi di scena, senza agganci a commenti o osservazioni esterne che, nel tempo, sono state oggetto di discussioni.
comunicazione provocatoria sui look: “mi vuoi più suora o por**diva?”
Il richiamo a un’impostazione comunicativa provocatoria è stato collegato anche a una precedente iniziativa con lo slogan “Mi vuoi più suora o por**diva?”. Il punto centrale è rimasto l’idea di esprimersi sul palco con un’identità coerente, senza lasciare spazio a polemiche sterili legate ad abbigliamento e acconciature, indipendentemente dal tipo di look.
sogno 3 “la tigre”: medley decisivo e chiusura con intensità
Il terzo e ultimo atto è stato “La Tigre”, sintetizzato dalla frase: “Il tempo è una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre”. Nella fase conclusiva, con l’arrivo del momento medley, l’impatto dello show ha raggiunto un picco, segnando un passaggio in cui Annalisa ha fatto la differenza.
dettagli musicali e performance: band, ballerini e scelte vocali
Nonostante la durata di due ore e mezza, il live è stato descritto come dinamico. Dopo “Avvelenata”, Annalisa ha spiegato il significato di “fuoco” come elemento cardine dello spettacolo, legato alla passione che la tiene lì sul palco.
“Delusa”, definita tra i brani più rock/pop del repertorio, ha offerto l’occasione per un acuto finale descritto come eccellente e prolungato.
La cantante è stata affiancata dalla band composta da Daniel Bestonz, Gianni Pastorino e Dario Panza, e da 14 ballerini diretti da Simone Baroni. La direzione artistica dello show è stata affidata a Jacopo Ricci, creative Director e Show Designer, indicato con esperienze di lavoro tra gli altri con Skrillex, The Weeknd, Travis Scott, Achile Lauro e Fedez.
stelle, auto-tune e scelte stilistiche nel mezzo del set
Durante “Stelle” Annalisa ha cantato sospesa nel vuoto. Verso la fine del brano sono stati eseguiti assoli con l’Auto-Tune, presentati come scelta prettamente stilistica. È stato inoltre evidenziato che, per il resto dello spettacolo, l’Auto-Tune è stato evitato.
Poco prima dell’inizio del terzo “sogno”, Annalisa ha proposto anche la cover di “Sweet Dreams”, inserita come momento di transizione verso la parte finale.
interpretazione dei brani: “storie brevi” e l’importanza delle versioni
Nel racconto della serata è emersa l’attenzione al peso attribuito alle canzoni e alla resa tra differenti interpretazioni. Come esempio è stato citato “Storie Brevi”, con un confronto tra la versione studio e quella acustica, descritte come due livelli molto distanti tra loro.
Il nodo centrale è stato individuato nell’interiorizzazione del testo: l’arrangiamento in chiave più minimale renderebbe il messaggio più immediato rispetto a quanto accada con la versione “originale”. Il passaggio di testo riportato ha dato sostanza a questa idea, includendo la sequenza: “Tutti sono al mare e noi no, abbiamo troppe cose in ballo (…) Io e te, quattro mura, una persiana chiusa, chi ci ammazza? Qualche dipendenza che ci manca, assaggia”.
nomi presenti nella serata: band, direzione e cast di supporto
- Annalisa
- Daniel Bestonz
- Gianni Pastorino
- Dario Panza
- Simone Baroni
- Jacopo Ricci
