Accanimento terapeutico non voglio i tubi attaccati la scelta di barbara bouchet e il messaggio alle famiglie
Barbara Bouchet torna a far parlare di sé con un ritorno cinematografico da protagonista, mettendo al centro un ruolo capace di sorprendere e di spostare l’attenzione lontano dai codici ai quali è stata associata per anni. A 82 anni, dopo una lunga carriera, l’attrice approda al cinema con Finale: Allegro, film diretto da Emanuela Piovano, liberamente ispirato al romanzo L’età ridicola di Margherita Giacobino. La storia intreccia malattia, perdita e fine vita con un tono dichiarato come mai cupo, anzi luminoso, grazie a una prospettiva focalizzata sulla scelta e sull’autonomia.
finale: allegro di emanuela piovano e il ruolo di karina
Nel progetto, Barbara Bouchet interpreta Karina, una pianista ottantenne omosessuale. Il racconto, così come viene delineato, costruisce la vicenda attorno alla decisione e alla gestione della propria esistenza fino alla fine. Bouchet descrive Karina come una figura che decide tutto per sé e che non subisce intrusioni o influenze esterne. Secondo l’attrice, Karina sa vivere, amare e, soprattutto, stabilire come intende morire. Il film, dunque, mette in scena un percorso in cui la protagonista cerca il controllo dall’inizio alla conclusione della storia.
fine vita e eutanasia: idee di barbara bouchet su diritto e scelte personali
Barbara Bouchet collega il senso del film a un tema centrale: il diritto a disporre della propria morte. L’attrice afferma di non avere dubbi, citando come riferimento le gemelle Kessler. Bouchet dichiara di essere completamente d’accordo con l’impostazione legata alle scelte personali sul fine vita e precisa la propria posizione sul tema dell’accanimento terapeutico. In parallelo, afferma che, nel caso si presentasse una situazione simile, vorrebbe poter decidere direttamente il proprio destino, spiegando anche che l’idea di essere mantenuta in vita tramite tubi attaccati non la rispecchia.
Nel quadro legislativo attuale, Bouchet sottolinea che la legge oggi non consente tali scelte, ma sostiene l’auspicio che si arrivi a una regolamentazione più adeguata in tempi rapidi. Sul film, viene inoltre richiamata una frase di Karina: “La fine si avvicina e non voglio essere impreparata”, che nel racconto segnala la consapevolezza e la volontà di affrontare il momento finale con lucidità.
diritti civili e libertà sessuale: barbara bouchet tra dichiarazioni e palco
Accanto al tema del fine vita, Barbara Bouchet parla anche di diritti civili e di libertà legate alla sfera sessuale, ribadendo la propria posizione. L’attrice racconta di aver sempre sostenuto il principio secondo cui è necessario essere a favore di diritti e libertà sessuale. Questo punto viene collegato a un contesto specifico: il Lovers, indicato come il più longevo festival italiano di cinema queer, che si svolge a Torino. In passato, Bouchet è stata anche madrina del festival e, nel corso di quella esperienza, ha espresso pubblicamente le proprie idee.
torino, il cinema e l’incontro con il pubblico
Il film è stato girato a Torino. In occasione dell’uscita, l’attrice sarà presente in città per una proiezione speciale e per un incontro con il pubblico, previsto per martedì. Il legame con Torino si intreccia quindi sia con la produzione del progetto sia con la dimensione pubblica legata alle iniziative del Lovers, creando un filo coerente tra territorio e temi affrontati.
come barbara bouchet ha ottenuto la parte e il cambiamento rispetto ai ruoli passati
Barbara Bouchet spiega che la regista Emanuela Piovano le propose la parte da protagonista dopo un incontro avvenuto al Lovers. La regista le inviò il copione e l’attrice descrive la reazione come immediata: “Ecco quello che cercavo!”. Secondo Bouchet, il progetto rappresentava finalmente l’occasione di interpretare qualcosa di lontano dalla sua immagine “sexy” del passato.
L’attrice ricorda come, in precedenza, fosse stata incasellata dentro un cliché legato alla faccia e al corpo. In quel contesto, afferma che il resto non veniva considerato e che la “qualità” era percepita come un campo riservato agli uomini. Bouchet contrappone a quell’impostazione il proprio carattere, definendolo esattamente l’opposto e raccontando la difficoltà di farsi comandare da altri.
finale: allegro e l’amore mai realizzato: nessun rimpianto per barbara bouchet
Oltre al tema del fine vita, Finale: Allegro racconta anche una storia di un amore mai realizzato. Su questo aspetto, Barbara Bouchet dichiara di non avere rimpianti sul fronte sentimentale: “No, per nulla.” L’attrice afferma di aver vissuto la propria vita al meglio delle proprie possibilità e di esserne felice.
Personaggi e figure citate:
- Barbara Bouchet
- Karina
- Emanuela Piovano
- Margherita Giacobino
- le gemelle Kessler


