A Cuba l embargo Usa uccide: storia del dottor López pilota in prima linea per la sanità pubblica

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A Cuba l embargo Usa uccide: storia del dottor López pilota in prima linea per la sanità pubblica

L’Istituto di Neurologia e Neurochirurgia (INN) de L’Avana è il cuore di un lavoro sanitario quotidiano che unisce assistenza medica e ricerca. Dentro reparti, sale operatorie e spazi dedicati ai più giovani, si racconta un’impronta fatta di competenze, organizzazione e continuità clinica, messa però costantemente alla prova da ostacoli legati a forniture e infrastrutture. La storia di Orestes López Piloto, Direttore dell’INN, descrive con concretezza cosa significhi gestire un ospedale in condizioni difficili e mantenere intatto l’obiettivo di curare.

orestes lópez piloto e inn dell’ avana: guida della neurologia e della neurochirurgia

Orestes López Piloto è nato da una famiglia contadina nera dell’Oriente di Cuba. Dopo aver studiato medicina, è diventato medico e oggi ricopre il ruolo di Direttore dell’Istituto di Neurologia e Neurochirurgia (INN) de L’Avana, nella capitale cubana.

La trasformazione dell’istituto segna una svolta decisiva: prima della Rivoluzione cubana l’INN era tra le strutture più costose dell’isola e accessibile a pochi. Con la vittoria della guerriglia dei “barbudos”, nel 1965 l’istituto si è convertito in un centro totalmente gratuito, mantenendo una missione fondata su ricerca e assistenza.

continuità assistenziale e risultati clinici: visite e interventi nel 2025

L’INN opera con un’intensa attività sanitaria: nel solo 2025 ha effettuato 25.373 visite e 431 interventi in sala operatoria. Questo volume di interventi richiede pianificazione rigorosa, risorse adeguate e disponibilità stabile delle infrastrutture di supporto.

Nel racconto del Direttore emergono anche le domande che accompagnano l’operato quotidiano, collegate alle difficoltà vissute dal sistema sanitario. L’attenzione si concentra in particolare sull’impatto di misure che incidono sulle possibilità di approvvigionamento e sulle condizioni operative necessarie alle cure.

interruzione in sala operatoria: caso sara e sfide energetiche

Metà febbraio, la scena è quella di un intervento complesso su una paziente, Sara, affetta da tumore vascolare. L’operazione richiede anche importanti risorse ematiche: per le trasfusioni è necessario predisporre sangue prima, durante e dopo l’intervento. Il dispositivo operativo è pronto, ma all’improvviso l’energia elettrica viene meno.

La sala operatoria affronta una sequenza critica: salta l’elettricità, il personale si muove rapidamente per valutare come procedere, e viene avviato un confronto con i familiari. La decisione comporta la necessità di sospendere l’operazione. Dopo due ore, l’energia torna disponibile e l’intervento può riprendere.

Il contesto fa emergere un tema specifico: i generatori previsti per garantire l’autonomia energetica, almeno in emergenza, risultano presenti in numero di due, come avviene in ogni struttura medica. Il punto non è l’assenza dell’assetto tecnico, ma il funzionamento non sempre immediato e la necessità di nuovi generatori. Acquistare e sostituire un generatore viene indicato come un processo tutt’altro che lineare, legato a vincoli legati al blocco statunitense.

impatto del blocco energetico sulle liste operatorie pediatriche

Quando la continuità elettrica non è garantita, la conseguenza diretta è la posticipazione delle operazioni. In ambito pediatrico, l’attesa può protrarsi oltre i tempi programmati. Orestes illustra infatti un lungo elenco di bambini che da mesi attendono l’ingresso in sala operatoria e che, a causa di questi eventi, devono aspettare ancora. La durata dell’ulteriore rinvio non è determinabile con certezza.

reparto pediatrico e umanità quotidiana: materiali, sofferenza e lavoro sanitario

Nel reparto pediatrico vengono mostrati elementi che richiamano direttamente l’ambiente vissuto dai piccoli pazienti. Le mattonelle prodotte in base ai disegni realizzati dai bambini diventano un segno tangibile di presenza, cura e attenzione agli aspetti più delicati dell’esperienza ospedaliera.

Accanto agli spazi, viene descritta la sofferenza che coinvolge pazienti, familiari e personale sanitario. Il personale desidera fare di più, prova a fare l’impossibile, ma non sempre riesce a superare gli ostacoli che rallentano o impediscono l’erogazione regolare delle cure.

blocco statunitense e sanità: condizionamenti su farmaci, macchinari e tecnologie

All’interno del settore sanitario, anche quando Cuba mantiene un livello riconosciuto di eccellenza, il blocco statunitense è descritto come una limitazione strutturale: impedisce l’acquisto di farmaci, macchinari e tecnologie mediche di produzione statunitense o contenenti anche solo una quota pari al 10% di tecnologia USA.

Le ricadute riguardano la possibilità di reperire terapie oncologiche. Vengono citate come esempi l’impossibilità di trovare farmaci come Pemetrexed per il cancro ai polmoni, Palbociclib per il cancro alla mammella e Brentuximab vedotin per il linfoma di Hodgkin.

memoria storica del blocco: condanna internazionale e riferimento al memorandum mallory

Il blocco statunitense viene presentato come una misura destinata a generare conseguenze economiche e sociali nel tempo. Si richiamano sia il fatto che la misura sia stata condannata dall’Assemblea dell’Onu, sia la sua continuità: risulta in vigore da 67 anni.

Viene inoltre citato un documento del 1960, il Memorandum Mallory, descritto come un testo in cui si rivendicava l’uso di “tutti i mezzi possibili” per indebolire l’economia di Cuba, limitando risorse finanziarie e forniture, con l’obiettivo di ottenere effetti come fame, disperazione e abbattimento del Governo.

strategie dell’inn per affrontare la crisi: risparmio energetico, turni e trasporti

Di fronte al cosiddetto blocco energetico, l’INN adotta misure organizzative. Il Direttore spiega che l’istituto usa meno spazi e meno sale rispetto al passato, con l’obiettivo di risparmiare corrente. A questo si aggiungono cambiamenti nei turni e l’organizzazione di trasporti collettivi per il personale che deve raggiungere l’istituto.

Il funzionamento delle attività cliniche è legato alla disponibilità di spostamenti: viene indicata la difficoltà nel contesto dei trasporti pubblici, descritta come in estrema sofferenza. In assenza di benzina e con mezzi collettivi non sempre efficaci, risulta complicato anche arrivare sul posto di lavoro per infermieri e medici.

medici cubani e solidarietà: brigate internazionali ed esperienza di Orestes López Piloto

La figura del Direttore viene collegata a una prospettiva umana e professionale radicata nel lavoro quotidiano. Il suo percorso è descritto come quello di un medico nato da una famiglia povera di contadini neri della provincia, con un coinvolgimento diretto in esperienze cliniche internazionali.

Nel racconto compaiono le sei brigate mediche a cui ha partecipato in diversi Paesi: Ecuador, Nicaragua, Venezuela, Messico, Bolivia e Nepal.

La narrazione introduce anche il messaggio “Médicos, no bombas”, associato alla rivoluzione cubana e presentato come elemento di rilievo per il mondo intero, richiamando il ruolo dei medici come forma di intervento solidale.

carlos ricardo pérez díaz e la brigata henry reeve: riferimento alla solidarietà

Il contenuto richiama il capo della brigata di medici cubani Henry Reeve, Carlos Ricardo Pérez Díaz, citando la frase “non è dare ciò che ci avanza, ma condividere ciò che abbiamo”. Il riferimento collega l’intervento della brigata in Lombardia durante la fase del Covid-19 in Italia, mentre in Europa si registravano tensioni e competizione per dispositivi come mascherine e ventilatori.

persone citate e figure collegate alle storie raccontate

Nel materiale compaiono diverse personalità direttamente menzionate per contestualizzare il lavoro sanitario, le brigate e i riferimenti storici.

  • Orestes López Piloto
  • Sara
  • Donald Trump
  • Rubio
  • Carlos Ricardo Pérez Díaz
  • Henry Reeve
  • Papa del processo rivoluzionario
A Cuba l’embargo Usa uccide: la storia del dottor López Piloto in prima linea per la sanità pubblica

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