Zampolli querela fedez e marra per diffamazione sugli epstein files: chiesto risarcimento milioni
Un nuovo capitolo giudiziario si apre attorno a Paolo Zampolli, indicato in contenuti social collegati alla vicenda degli Epstein files. L’imprenditore, amico di Donald Trump, ha avviato una querela per diffamazione aggravata contro Fedez e Mr. Marra, contestando la pubblicazione di specifici passaggi su Instagram e in una puntata del podcast “Pulp Podcast”. La richiesta di risarcimento, formulata tramite il legale, mira a una cifra non inferiore a cinque milioni di euro.
querela per diffamazione aggravata: coinvolgimento di fedez e mr. marra
La querela è stata presentata a Milano e riguarda i contenuti diffusi su una pagina Instagram collegata al podcast e su una puntata di “Pulp Podcast” dedicata agli “Epstein files”. Secondo quanto riportato negli atti, la contestazione si concentra su espressioni che avrebbero associato Zampolli a fatti gravemente lesivi della reputazione, presentati come riferimenti a presunti contenuti nei documenti collegati al caso.
Tramite il proprio legale, l’avvocato Maurizio Miculan, Zampolli chiede un risarcimento “non inferiore ai cinque milioni di euro”, qualificando le affermazioni come false e gravemente diffamatorie.
paolo zampolli e la contestazione sui “killer” ed epstein files
Il materiale contestato include un post pubblicato il 25 marzo nella pagina Instagram del podcast. Nel testo si parla di Zampolli come “killer” negli Epstein files e si sostiene che sarebbe accusato di aver fatto deportare la ex, citando una ricostruzione che viene messa in relazione a un’inchiesta.
riferimento al new york times e posizione difensiva di zampolli
Nel contesto degli addebiti compare un richiamo all’inchiesta del New York Times. Secondo quanto viene menzionato, si afferma che a giugno Zampolli si sarebbe rivolto a un funzionario dell’Ice per far spostare in un centro di detenzione la sua ex e madre di suo figlio, indicata come Amanda Ungaro, arrestata per frode in Florida.
Zampolli, in una dichiarazione riportata, respinge le accuse sostenendo che la notizia non sarebbe accurata: dichiara di non aver chiesto favori, ma di aver chiesto solo informazioni perché preoccupato per il figlio. Viene inoltre indicato che l’episodio sarebbe un attacco alla politica di Trump.
contenuti della querela: assenza di “grave coinvolgimento” e presunte accuse su agevolazioni
Nelle sei pagine della querela depositata lunedì a Milano si precisa che non ci sarebbe alcun “grave coinvolgimento” di Zampolli nel caso Epstein. Viene anche esclusa l’esistenza di una “forma di agevolazione della prostituzione” in favore di Trump prima della sua elezione alla Casa Bianca, circostanza collegata, secondo l’impostazione accusatoria, alla presunta acquisizione di una posizione di privilegio e intoccabilità.
La difesa personale dell’imprenditore sottolinea un rapporto pluriennale con il presidente Usa, descritto come “solida e amicizia fraterna”. Nei documenti si richiama anche un punto centrale: per chi ricopre ruoli di rilievo, risulta particolarmente grave essere accusato di un grave coinvolgimento nel caso Epstein.
accusa specifica nei contenuti podcast: associazione subdola e ruolo attribuito
Un ulteriore passaggio contestato riguarda l’attribuzione a Zampolli di un ruolo collegato al caso, riportato all’interno di una dinamica in cui vengono citate anche altre figure. In particolare, viene indicato che Fedez avrebbe affermato che Zampolli sarebbe “quello che in teoria portava, a detta di Fabrizio Corona, le signorine a Trump e ha fatto conoscere Melania a Trump”, aggiungendo poi la possibilità di approfondire “che cosa c’è all’interno degli Epstein files riguardo Zampolli”.
contestazione della attendibilità delle fonti indicate
Secondo la ricostruzione contenuta nella querela, l’imprenditore considera molto gravi queste affermazioni perché verrebbe attribuito il ruolo di magnaccia, fondando tali riferimenti sulle dichiarazioni attribuite a Fabrizio Corona. In merito, Zampolli evidenzia la non attendibilità della fonte, definita come un personaggio noto e discusso per numerosi casi scandalistici passati e recenti.
Il legale qualifica le circostanze descritte come false e come gravi condotte diffamatorie.
la replica di fedez: diritto di cronaca e trasparenza sulle fonti
La risposta di Fedez è affidata agli avvocati Gabriele Minniti e Andrea Pietrolucci. La replica sostiene che, in relazione alla querela sporta contro il proprio assistito, Fedez avrebbe esercitato il diritto di cronaca.
Secondo la versione difensiva, i contenuti si sarebbero limitati a riportare fedelmente informazioni tratte da documenti pubblici e da dichiarazioni altrui, senza aggiungere commenti personali. L’impostazione afferma che tale operato, orientato alla massima continenza e al rigoroso rispetto della verità dei fatti, escluderebbe l’ipotesi di diffamazione. Gli stessi legali esprimono fiducia nel fatto che la correttezza della condotta venga riconosciuta in ogni sede.
figure citate nella controversia
Nel quadro della querela e delle relative risposte risultano menzionati:
- Paolo Zampolli
- Donald Trump
- Fedez
- Mr. Marra
- Maurizio Miculan
- Gabriele Minniti
- Andrea Pietrolucci
- Fabrizio Corona
- Amanda Ungaro
- New York Times
