Vincenzo schettini si difende: sul voto in più tra live e studio, non solo sul clic

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Vincenzo schettini si difende: sul voto in più tra live e studio, non solo sul clic

Vincenzo Schettini, docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico, torna sul tema delle sue lezioni online e respinge l’idea di un rapporto diretto tra visualizzazioni e valutazioni. In un’intervista al programma Melog di Radio24, il divulgatore descrive come il progetto “La Fisica che ci piace” sia nato dall’esigenza di intercettare l’attenzione degli studenti nei luoghi in cui seguono contenuti digitali.

Vincenzo Schettini e l’accusa sulle visualizzazioni

Schettini afferma che l’accusa di pretendere dagli studenti visualizzazioni, in cambio di voti più alti, non corrisponde alla realtà. Secondo quanto raccontato, l’intento iniziale era creare un collegamento con le abitudini degli studenti, partendo da un’osservazione diretta: mentre gli adulti ascoltavano musica, i ragazzi seguivano i gamer e finivano per perdere tempo. Da qui la decisione di ritagliarsi uno spazio nella stessa “piazza” digitale.

Il docente precisa che la sua scelta nasce da un ragionamento pratico: seguire una live su YouTube non sarebbe stato uno strumento per ottenere clic, ma un modo per entrare in un contesto già frequentato dagli studenti.

“La Fisica che ci piace”: monetizzazione e contenuti

Nel racconto di Schettini emerge un punto centrale: la parte economica sarebbe arrivata solo in seguito. Il divulgatore sottolinea che per anni tutto risultava evidente, mentre l’aspetto della monetizzazione non era mai stato messo in discussione. Nel periodo delle prime live, secondo la sua versione dei fatti, sarebbe stato preferibile organizzare lezioni private invece di puntare sulla monetizzazione, che, a suo dire, inizialmente non c’era.

Schettini collega l’evoluzione del progetto al tipo di contenuti prodotti: la crescita arriverebbe perché la fisica divulgata era anche diversa da quella scolastica. I milioni di follower, nella sua interpretazione, sarebbero giunti grazie alla capacità dei materiali di attirare un pubblico ampio, includendo bambini, nonne e anziani, interessati a scoprire aspetti della fisica presenti, anche simbolicamente, nelle calze.

Voti e studio: cosa contava nelle live

Il docente chiarisce poi il rapporto tra partecipazione e valutazione. Durante le live, afferma che l’aumento del voto non derivava dal semplice gesto di cliccare, ma dal lavoro svolto: gli studenti dovevano produrre argomenti, pensare e risolvere problemi.

Il cambiamento dal 2020: part time e fisica come mestiere

Schettini racconta di aver notato, nel tempo, una tendenza: i ragazzi avrebbero studiato sempre meno. A partire dal 2020 sceglie di passare in part time, spiegando che la decisione deriva dalla percezione di un cambiamento in atto. Quando intuisce che ci sarebbe stato “altro”, opta per un part time verticale.

Il divulgatore collega questa fase a un’idea specifica: la convinzione che la fisica fuori dalla scuola potesse trasformarsi in un mestiere. Precisa anche che si tratta di una forma di contratto lavorativo che molti insegnanti scelgono, ciascuno per motivi personali.

Figure citate nel racconto

Vincenzo Schettini e il contesto di trasmissione tramite Melog di Radio24.

  • Vincenzo Schettini
  • Melog (programma radiofonico citato)
“Durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma allo studiare. Era sotto gli occhi di tutti da 10 anni e nessuno ha detto nulla”: Vincenzo Schettini si difende
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