Ursula Andress, patrimonio rubato milioni: truffa finita a Firenze

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Ursula Andress, patrimonio rubato  milioni: truffa finita a Firenze

Un nome che ha fatto la storia del cinema e, accanto a esso, un’ombra lunga fatta di manipolazioni, operazioni finanziarie complesse e beni sottratti trasferiti fino al territorio italiano. Ursula Andress, attrice svizzera e celebre Bond-Girl, è al centro di una vicenda giudiziaria sfociata in un maxi-sequestro disposto a Firenze dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura.

Ursula Andress truffata: origine svizzera e sviluppo fino a Firenze

L’episodio riguarda un presunto schema di truffa internazionale che ha coinvolto beni, opere d’arte e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro. La vicenda ha avuto origine in Svizzera e ha poi trovato collegamenti con la provincia di Firenze, concludendosi con un provvedimento giudiziario italiano.

Secondo quanto riportato dall’attrice, la situazione sarebbe nata da un progressivo depauperamento del patrimonio affidato a gestori fiduciari. La ricostruzione avviata dalle autorità elvetiche ha portato alla verifica di mosse opache e di un sistema volto a rendere difficile la tracciabilità dei fondi.

patrimonio svuotato e “paper trail”: circa 18 milioni di franchi svizzeri

Le indagini svizzere hanno ricostruito un percorso finanziario di circa 18 milioni di franchi svizzeri, equivalenti a circa 20 milioni di euro. I movimenti sarebbero passati attraverso società estere, acquisizioni patrimoniali e investimenti in opere d’arte.

Nel quadro investigativo emergono operazioni definite come “stratificazione”, mirate a ostacolare l’identificazione della provenienza del denaro. Successivamente, i capitali sarebbero stati destinati anche a un compendio immobiliare a San Casciano Val di Pesa, legato a un insieme di beni di pregio.

la ricostruzione delle operazioni: società estere e investimenti in opere d’arte

La sequenza delle attività investigative descrive una filiera in cui i fondi avrebbero attraversato più passaggi per rendere meno leggibile l’origine. Tra le componenti individuate rientrano operazioni bancarie, ricostruzioni societarie e incroci di dati patrimoniali, finalizzati a seguire il cosiddetto paper trail fino al reimpiego finale.

beni immobiliari a San Casciano Val di Pesa e compendio agricolo

Il reimpiego dei capitali sottratti sarebbe riconducibile a un compendio immobiliare di prestigio a San Casciano Val di Pesa. Il perimetro comprende 11 unità immobiliari e 14 terreni destinati a vigneti e uliveti. Nel quadro risultano inoltre menzionate opere d’arte e altre disponibilità finanziarie.

Eric Freymond al centro delle accuse: operazioni opache e presunti acquisti intestati

Secondo la stampa svizzera, il principale sospettato sarebbe Eric Freymond, ex gestore patrimoniale ginevrino già associato a precedenti cronache giudiziarie per fattispecie analoghe. Il contesto include anche un contenzioso citato dalla stampa, collegato a Nicolas Puech, erede della maison Hermès.

Le indagini indicano che Freymond avrebbe drenato il patrimonio di Andress investendo in titoli di scarso valore e conducendo operazioni finanziarie opache. Una parte delle manovre sarebbe stata orientata all’acquisto di opere d’arte intestate alla moglie del gestore, con valore reale e collocazione attuale indicati come non chiariti.

giugno-luglio e morte del sospettato: confessione parziale e nuovo scenario giudiziario

La vicenda avrebbe subito un’accelerazione lo scorso luglio. Alle strette dalle accuse, Freymond avrebbe ammesso parte degli illeciti contestati. Solo poche settimane dopo, la stampa svizzera riferisce che il sospettato sarebbe stato trovato morto, presumibilmente per suicidio, lasciando dietro un insieme di conti correnti, società di comodo e prestanome che avrebbero complicato ulteriormente l’azione giudiziaria.

maxi-sequestro a Firenze: ruolo della d.d.a. e cooperazione giudiziaria internazionale

Il coinvolgimento della provincia di Firenze ha reso necessaria l’attivazione di un meccanismo di cooperazione giudiziaria internazionale. Su richiesta delle autorità svizzere, grazie ai fondamenti giuridici legati alla Convenzione europea del 1959, alla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 1990 e all’accordo tra la Confederazione Svizzera e lo spazio Schengen, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze – Direzione distrettuale antimafia – ha coordinato le indagini sul territorio nazionale.

In questo passaggio, gli elementi acquisiti all’estero sono stati trasformati in una linea investigativa autonoma e coerente, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di beni riconducibili al profitto illecito.

sequestro preventivo finalizzato alla confisca fino a circa 18 milioni di franchi

Su delega della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Firenze ha svolto un’attività tecnica basata su analisi documentali, accertamenti bancari, ricostruzioni societarie e incroci dei dati patrimoniali.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, condividendo l’impianto accusatorio della Procura, ha disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni fino a concorrenza dell’intero profitto illecito, pari a circa 18 milioni di franchi svizzeri. L’esecuzione ha interessato San Casciano Val di Pesa e altre località della Toscana.

indagini in corso: possibile presenza di complici e controlli su professionisti in Svizzera

Nonostante la morte del presunto responsabile, la vicenda non si sarebbe chiusa. Il management dell’attrice avrebbe confermato l’intenzione di individuare eventuali complici. In questa cornice proseguirebbero le attività della Procura di Firenze.

Nelle scorse settimane le autorità svizzere avrebbero proceduto a perquisizioni presso gli uffici di un avvocato e di un notaio del Canton Vaud, sospettati di aver collaborato con Freymond. L’avvocato avrebbe respinto ogni addebito, mentre il notaio si sarebbe appellato al segreto professionale.

impatti sulla vita dell’attrice: dolore, shock e conseguenze personali

Ursula Andress ha riferito di essere in uno stato di shock e di aver percepito di essere stata scelta deliberatamente come vittima. Il racconto parla di manipolazione e di un comportamento basato su menzogne senza scrupoli, protratto per otto anni.

Tra le conseguenze descritte compaiono insonnia, ansia e rabbia, insieme alla richiesta che i responsabili vengano puniti con la massima severità.

persone coinvolte nella vicenda

Ursula Andress, Eric Freymond e, nell’ambito delle ricostruzioni e dei contatti giudiziari citati, anche Nicolas Puech. La fase svizzera delle verifiche include inoltre un avvocato e un notaio del Canton Vaud, oggetto di perquisizioni.

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