Roma protesta anti lotito: clan e vice di diabolik dietro l’ombra e il marchio che la finanzia
La Lazio resta al centro delle discussioni, con una protesta che intreccia il malcontento dei tifosi e dinamiche giudiziarie emerse nel tempo. Mentre una parte del popolo biancoceleste continua a contestare la gestione societaria legata a Claudio Lotito, nuovi elementi investigativi riportano l’attenzione su come alcuni ambienti della Curva Nord avrebbero saputo trasformare la rivendicazione in strumenti organizzativi e, secondo le ricostruzioni, anche in leve di finanziamento.
protesta Lazio e Curva Nord: finanziamento e gestione dei gruppi
Il quadro descritto ruota attorno a una fascia di tifosi che rinuncia all’abbonamento come forma di protesta contro il presidente e senatore Claudio Lotito, ma anche a una componente criminale che, secondo sentenze, non sarebbe mai stata assente nella Curva Nord dello Stadio Olimpico. In tale contesto, viene segnalata una filiera societaria che, tramite gadget biancocelesti non ufficiali, avrebbe lo scopo di sostenere “La Voce della Nord”, considerata il megafono degli Ultras Lazio.
“La Voce della Nord” viene indicata come strumento di comunicazione e organizzazione, mentre gli Ultras Lazio vengono descritti come eredi degli Irriducibili. In parallelo, emerge l’idea che la protesta contro Lotito non rimanga confinata alle contestazioni sportive, ma venga sostenuta attraverso iniziative materiali e commerciali.
filiera societaria e marchio “Noi oltre 365”: il ruolo di Alessia Abramo
Un elemento rilevante riguarda la presenza di Alessia Abramo, figlia di Ettore Abramo (detto “Pluto”), in una società indicata come “Noi Oltre 365”. Secondo quanto riportato, la connessione risulterebbe compatibile con finalità di autofinanziamento già documentate.
Nel 2022 “La Voce della Nord” avrebbe pubblicato sul proprio profilo un messaggio relativo al materiale del marchio “Noi oltre 365”, presentato come strumento “solo ed esclusivamente per autofinanziare le spese sostenute dal gruppo”. Nel frattempo, la crescita del marchio viene collegata all’apertura di una nuova sede: il pub “Maledetti Laziali” in via Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere Colli Albani a Roma.
punti di riferimento nel territorio: sedi, locali e attività collegate
La localizzazione viene descritta come non casuale. Nelle vicinanze vengono citati diversi riferimenti: l’ex sede degli Irriducibili (sgomberata da tempo), una sede di Forza Nuova e il ristorante “Bisteccheria d’Italia”. Quest’ultimo sarebbe stato aperto nel 2025 da una società fondata da Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, indicato come condannato per reati di mafia e descritto come prestanome del clan Senese.
Nella ricostruzione rientra anche la presenza, tra gli altri, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, definito tifosissimo laziale e indicato come uscito dalla società il 26 febbraio.
Ettore Abramo, “Diabolik” e l’inchiesta: legami nel contesto criminale
Nel racconto investigativo, Ettore Abramo, indicato come 60 anni, viene descritto come ex braccio destro e amico d’infanzia di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”. Piscitelli viene indicato come storico e carismatico leader della Curva, ucciso il 7 agosto 2019 con un colpo di pistola nel Parco degli Acquedotti a Roma.
Entrambi risultavano coinvolti nell’inchiesta “Grande Raccordo Criminale”, da cui sarebbe derivata poi una condanna definitiva per Abramo. Inoltre, Abramo sarebbe stato anche arrestato il 5 dicembre nell’ambito di un’operazione dei carabinieri sulla rete legata ai Senese.
precedenti giudiziari e richiami nelle ordinanze
Il testo collega i riferimenti anche al 2011: il suo nome e quello del presunto boss Michele sarebbero comparsi in un’ordinanza relativa all’operazione “Alba Tulipani”, poi finita nel nulla, ma ritenuta utile per istruire il processo “Affari di Famiglia”, che avrebbe portato alla condanna del ristoratore Caroccia.
investigazioni recenti: perquisizione e stampa di materiale per la contestazione
Sul piano operativo, emerge che venerdì mattina i carabinieri avrebbero eseguito una perquisizione nei confronti di una tipografia ai Castelli Romani, dove sarebbe stato stampato materiale destinato a sostenere la contestazione. La vicenda viene presentata come formalmente distinta dagli affari attribuiti alla famiglia Abramo, ma ricondotta a una denuncia dello stesso Lotito.
Nella denuncia vengono richiamati stalking telefonico, minacce di morte e sciopero del voto. Lo stesso Lotito viene descritto come senatore di Forza Italia.
volantini e reazione dei tifosi
Le frasi contenute nei volantini, affissi in tutta la provincia di Roma, vengono riportate come meno esplicitamente violente: tra le espressioni citate figurano “Libera la Lazio”, “Lotito Vattene” e “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”.
Sul web si sarebbe registrata una reazione dei tifosi laziali, che avrebbero letto l’operazione come una tutela politica rivolta all’uomo di governo. Sul versante investigativo, però, tali elementi sarebbero stati interpretati come segnali da non sottovalutare.
capacità organizzativa e collegamenti con gli ultras
Nei documenti richiamati viene evidenziata una “capacità organizzativa” definita fuori dal comune, tanto elevata da risultare compatibile con la organizzazione di tipo militare dei gruppi ultras, in particolare degli Ultras Lazio, indicati come eredi degli Irriducibili di Fabrizio Piscitelli.
Negli atti si farebbe riferimento anche a un pub di Frascati, Mcm Lazio Beer&Shop, ritenuto riconducibile agli stessi proprietari della tipografia. Inoltre, Mcm Lazio risulterebbe anche come nome di un altro negozio di gadget in via Tuscolana.
la rete tra comunicazione e merchandising: contestazione e controllo del flusso economico
Il percorso delineato collega più passaggi: dalla narrazione di un marchio nato per autofinanziare, alla trasformazione in attività con sedi e vendita di materiale; fino al ricorso a strumenti di stampa e propaganda associati alla contestazione. La descrizione complessiva afferma che, pur con livelli diversi di visibilità pubblica, la Curva Nord e la sigla informativa collegata continuerebbero a mantenere una linea operativa attraverso comunicati e iniziative.
Sullo sfondo viene richiamata anche la paura degli investigatori di un ritorno a dinamiche già emerse nel 2006, quando dietro alla contestazione degli storici capi della curva sarebbero stati individuati merchandising e una “scalata” alla società. Nel racconto viene precisato che il processo in Appello sarebbe ancora in corso.
personaggi e figure citate nella ricostruzione
- Claudio Lotito
- Ettore Abramo (“Pluto”)
- Alessia Abramo
- Fabrizio Piscitelli (“Diabolik”)
- Mauro Caroccia
- Miriam Caroccia
- Andrea Delmastro Delle Vedove
- Michele (presunto boss, citato nell’ordinanza)
