Progetto Lazio per obesità severa e fragilità: il Consiglio regionale e l'Asl Roma 1 insieme

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Progetto Lazio per obesità severa e fragilità: il Consiglio regionale e l'Asl Roma 1 insieme

Un nuovo percorso multidisciplinare territoriale nasce per affrontare l’obesità severa non solo come condizione clinica, ma come fattore di disuguaglianza sociale. L’iniziativa mira a garantire una presa in carico mirata alle persone più vulnerabili, intervenendo in modo integrato sul territorio della Asl Roma 1 e proponendo un modello di assistenza gratuito e vicino ai bisogni reali dei pazienti.

obesità severa e percorso multidisciplinare territoriale nel lazio

La presentazione è avvenuta presso la Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio nell’ambito di un convegno patrocinato dall’ente regionale. L’evento ha richiamato l’attenzione sull’emergenza legata all’obesità e ha illustrato un modello di presa in carico che combina interventi clinici, supporto psicologico e attività di monitoraggio per pazienti residenti nell’area della Asl Roma 1.

Secondo fonti Istat, circa il 10% degli adulti del Lazio è affetto da obesità, con oltre 150mila persone in condizioni di gravità estrema. Il nuovo percorso intende ridurre le ospedalizzazioni e migliorare i parametri metabolici, offrendo una risposta concreta e gratuita a chi vive in condizioni di fragilità socio-economica.

La progettualità si inserisce nel quadro della Legge n. 149 del 2025, che riconosce l’obesità come malattia cronica, e risponde alle linee guida del DM 77/2022 per potenziare l’assistenza territoriale. L’obiettivo è valorizzare un modello regionale di prevenzione, cura e continuità assistenziale, integrando le realtà di territorio e ospedale per una gestione più efficace della patologia.

Il percorso è pensato per persone tra 18 e 75 anni, con ISEE inferiore a 20.000 euro, affette da obesità severa e comorbidità (tra cui ipertensione, sindrome delle apnee notturne e patologie cardiovascolari) e con precedenti esclusioni o tentativi di perdita di peso falliti. La durata prevista è di 24 mesi, con 12 mesi dedicati all’arruolamento e almeno 12 mesi di follow-up clinico e terapeutico.

obesità severa: caratteristiche operative e destinatari

Il modello prevede un’équipe multidisciplinare che unisce competenze mediche, psicologiche e nutrizionali per intervenire precocemente e migliorare lo stato di salute dei fruitori del servizio. L’obiettivo è contenere il rischio di complicanze cardiovascolari e metaboliche e promuovere una gestione integrata che accompagni il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla diagnosis iniziale alla sorveglianza prolungata nel tempo.

La logica di prossimità coinvolge l’interfaccia tra servizi territoriali e strutture sanitarie, con azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione volte a combattere lo stigma e a garantire accesso equo alle cure per tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni economiche.

obesità severa: inquadramento normativo e impatti attesi

La cornice normativa del progetto valorizza la tutela della salute come diritto universale e orienta l’organizzazione degli interventi su principi di integrazione tra sociale e sanitario. L’iniziativa mira a ridurre in modo misurabile i ricoveri legati all’obesità severa e a promuovere una gestione globale della persona, tenendo conto della complessità delle condizioni di vita dei soggetti interessati.

obesità severa: contributo della sanità di prossimità e integrazione territoriale

Il modello sperimentale privilegia una sinergia tra ambito territoriale e ospedaliero, nello sforzo di offrire cure efficaci e attente alle esigenze specifiche dei cittadini più fragili. L’approccio integrato si propone di allinearsi alle più recenti indicazioni normative e di offrire un’assistenza gratuita che possa incidere positivamente sui parametri metabolici e sulla qualità della vita degli utenti coinvolti.

obesità severa: protagonisti della presentazione

Durante l’evento di presentazione sono intervenute figure istituzionali di rilievo, tra cui:

  • Antonello Aurigemma – presidente del Consiglio regionale del Lazio
  • Giuseppe Quintavalle – direttore generale dell’Azienda sanitaria capitolina
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