Procura di Roma indaga appalti pilotati nelle ferrovie: gara milioni sotto esame

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Procura di Roma indaga appalti pilotati nelle ferrovie: gara  milioni sotto esame

Una maxi-istruttoria della Procura di Roma ha acceso i riflettori su presunti tentativi di pilotare gare pubbliche legate a tecnologie informatiche e infrastrutture ferroviarie. Al centro dell’attenzione, indagini per ipotesi di corruzione, traffico d’influenze illecite e turbativa d’asta, con un insieme di perquisizioni della Guardia di Finanza che coinvolge società e strutture di rilievo nazionale.

maxi-appalto tecnologie informatiche in ambito ferroviario: indagini e perquisizioni

Nel quadro delle attività investigative è emerso un appalto di importo rilevante, pari a 400 milioni di euro, relativo alle tecnologie informatiche nelle ferrovie italiane. La Procura di Roma sostiene che alcune procedure pubbliche siano state gestite con modalità tali da favorire determinati interessi negli ultimi tre anni.

Le perquisizioni sono state avviate dalla Guardia di Finanza tra Teledife (Ministero della Difesa), Polo Strategico Nazionale, Terna Spa e Rfi Spa. Quest’ultima, società del gruppo Fs, opera nella manutenzione, sicurezza, sviluppo e gestione tecnologica della rete ferroviaria nazionale.

rfi spa: gestione del traffico e sicurezza del trasporto su ferro

Per Rfi, la parte più specifica dell’inchiesta riguarda un appalto inerente la gestione del traffico e della sicurezza del trasporto su ferro. Su quella gara convergono le contestazioni mosse dai pm romani.

nsr srl e francesco dattola: capitolato tecnico, presunti fondi neri e fatture fittizie

Nel cuore dell’inchiesta figurano Nsr srl, società attiva in ambito cybersicurezza e protezione dati, e il suo amministratore di fatto, Francesco Dattola. Secondo quanto riportato negli atti, nel corso del 2023 Dattola avrebbe puntato alla creazione di fondi neri, attraverso il reperimento di notevoli quantità di denaro contante realizzato con un meccanismo basato su fatture fittizie e su cambi di proprietà di Rolex.

I pm indicano che, con tale impostazione, sarebbe stato possibile recuperare circa 600mila euro.

gara rfi del 19 aprile 2024: modifiche al capitolato e preparazione orientata

La gara Rfi risale al 19 aprile 2024. Nelle ricostruzioni dei pm, Dattola avrebbe avuto un ruolo centrale anche nella fase tecnica: sarebbe emersa la necessità che il capitolato tecnico fosse reso conforme alle esigenze di operatori economici di sua fiducia.

Per ottenere questo risultato, Dattola avrebbe fatto richiesta e ottenuto gli atti della gara in anticipo, con l’indicazione che avrebbe suggerito ed ottenuto modifiche e integrazioni alla bozza del documento di gara. Sempre secondo gli inquirenti, questo percorso avrebbe consentito a Dattola di prepararsi per garantire la disponibilità dei prodotti richiesti.

ruolo di riccardo barrile e carlo antonello bisi: passaggio della bozza e condivisioni

All’interno della ricostruzione, un passaggio determinante sarebbe avvenuto tramite un manager Rfi, Riccardo Barrile, indicato come responsabile cyber security. La bozza del capitolato, per i pm, sarebbe stata condivisa con Carlo Antonello Bisi, responsabile Tim per la rete ferroviaria, il quale l’avrebbe poi trasferita proprio a Dattola.

Per entrambi, Barrile e Bisi, sono contestate ipotesi di turbata libertà degli incanti.

terna spa e redhat: insinuazione negli appalti, gara da 6 milioni e ruoli contestati

La mano attribuita a Dattola dagli investigatori non si limiterebbe all’asse ferroviario. Le ipotesi riguardano anche Terna Spa, società controllata dallo Stato tramite Cassa Depositi e Prestiti.

Nel periodo compreso tra dicembre 2023 e aprile 2024, per i pm, Dattola avrebbe favorito l’inserimento della piattaforma informatica RedHat negli appalti di Terna. L’attenzione si concentra su una gara del valore di 6 milioni di euro, con 2 milioni di euro destinati a Nsr.

Per gli inquirenti, il risultato sarebbe stato ottenuto anche attraverso la corruzione accertata di un manager di Terna: il capo delle Tecnologie e Sistemi di Processo Enrico Senatore.

enrico senatore e la sponsorizzazione tramite data care: contestazione su una società sportiva

A Senatore viene contestata la sponsorizzazione, legata a una società denominata Data Care srl, riconducibile a Dattola, a favore di una società sportiva romana: Sporting Eur. Secondo le contestazioni, Senatore ricoprirebbe il ruolo di vice presidente all’interno della stessa società.

polo strategico nazionale e cloud di stato: inserimento di redhat nel catalogo dei servizi

Un ulteriore passaggio riguarderebbe il Polo Strategico Nazionale, la partecipata nata nel 2022 con l’obiettivo di realizzare il cloud di Stato. Secondo la ricostruzione, RedHat e, a cascata, Nsr avrebbero ottenuto spazio grazie a Dattola.

Tra i soggetti indicati dagli inquirenti per turbativa d’asta figura anche Emanuele Iannetti, amministratore delegato del Psn.

antonio spalletta e indebite intercessioni: inserimento nel listino nonostante l’esclusione

La ricostruzione dei pm attribuisce il ruolo di “apripista” ad Antonio Spalletta e indica, sulla base delle ipotesi formulate, la presenza di “indebite intercessioni” verso un ufficiale di Marina dirigente del Ministero della Difesa.

In questo scenario, Dattola avrebbe contribuito a far entrare RedHat nel listino o catalogo dei servizi del Psn, malgrado gli stessi sarebbero stati espressamente esclusi dalla procedura. Anche per questa parte, le contestazioni restano da riscontrare nella fase processuale.

quadro dei principali soggetti citati

La ricostruzione menziona diversi ruoli e responsabilità all’interno di società pubbliche e partecipate coinvolte nelle ipotesi di reato:

  • Francesco Dattola (amministratore di fatto di Nsr srl)
  • Riccardo Barrile (responsabile cyber security, Rfi)
  • Carlo Antonello Bisi (responsabile Tim per la rete ferroviaria)
  • Enrico Senatore (capo delle Tecnologie e Sistemi di Processo, Terna)
  • Emanuele Iannetti (amministratore delegato, Psn)
  • Antonio Spalletta (apripista nella ricostruzione)
“Appalti pilotati”, la Procura di Roma indaga sulla gara da 400 milioni sulla gestione informatica della rete ferroviaria. Coinvolti due manager di Rfi

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