Pericolo dell’ia al servizio del pentagono: baruffa dietro le quinte degli oscar tra jeremy o. harris e sam altman

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Pericolo dell’ia al servizio del pentagono: baruffa dietro le quinte degli oscar tra jeremy o. harris e sam altman

Dietro l’eco della notte degli Oscar, a Los Angeles, una serata legata al mondo dello spettacolo ha ospitato uno scontro che ha spostato l’attenzione dal cinema alle scelte che circondano l’intelligenza artificiale. Al party di Vanity Fair, il drammaturgo Jeremy O. Harris ha rivolto accuse pubbliche al CEO di OpenAI, Sam Altman, sostenendo che vi sarebbe stato un tradimento dello spirito originario della “creatura” di cui Altman è a capo.

scontro a vanity fair: jeremy o. harris contro sam altman

Secondo quanto riportato da Maureen Dowd del New York Times, la scena non si è svolta in modo ordinario: davanti a numerose personalità di Hollywood, Harris ha lanciato un attacco frontale, definito dalle cronache incalzante e quasi teatrale. Tra i presenti sarebbero stati indicati Timothée Chalamet, Kylie Jenner, Jane Fonda e Jeff Bezos.

Le accuse non avrebbero riguardato un singolo punto, ma un insieme di questioni collegate alla direzione assunta dal progetto di cui Altman è figura centrale. Harris avrebbe puntato in particolare su rapporti con il Pentagono, sulla trasformazione di un’iniziativa nata come non profit e su un presunto tradimento attribuito anche a figure come Dario Amodei.

le accuse sui rapporti con il pentagono e la svolta del progetto

Nel resoconto, Sam Altman risulterebbe colto di sorpresa. In un primo momento avrebbe evitato lo scontro diretto, per poi tentare una risposta con toni più tecnici, cercando di difendere le proprie scelte. Da quanto riferito, l’atmosfera sarebbe comunque risultata già orientata: più che un confronto, si sarebbe trattato di un atto d’accusa.

il nucleo morale delle frasi di harris

Le parole di Harris, riportate nel racconto, spingono il tema oltre la dimensione personale. L’autore avrebbe affermato che lasciare consapevolmente che una tecnologia pericolosa venga adottata dalla società equivarrebbe, di per sé, a un comportamento malvagio. Il passaggio successivo avrebbe rafforzato l’accusa sul rischio e sulle conseguenze, con un riferimento ad Altman davanti allo “specchio” e alla consegna della tecnologia a un dipartimento definito come Dipartimento della Guerra.

Nel resoconto si menziona inoltre che, secondo Harris, quel dipartimento avrebbe “appena ucciso 175 persone”. La formulazione attribuita al drammaturgo rende evidente l’impianto accusatorio: responsabilità individuale, impatto reale e collegamento tra sviluppo tecnologico e uso finale.

lo scontro che richiama un racconto sul dilemma etico dell’ia

La tensione del party non viene presentata come una semplice parentesi. Nel racconto viene richiamato un precedente legato al teatro: Matthew Libby, con “Data”, avrebbe descritto anni fa un giovane sviluppatore alle prese con un algoritmo pensato per la sorveglianza governativa, diviso tra carriera e coscienza.

Il collegamento serve a trasformare lo scontro in un richiamo simbolico: Harris, secondo quanto riportato, sposterebbe il discorso su ciò che la società può o non può fare nel breve periodo. In particolare, le parole attribuite al drammaturgo includerebbero l’idea che “non c’è molto che qualcuno di noi possa fare” per proteggere le fondamenta su cui si poggia la convivenza, perché certe dinamiche avrebbero la capacità di erodere tali basi.

responsabilità verso il futuro tecnologico

Il resoconto sottolinea che la richiesta lanciata dal mondo culturale americano sarebbe orientata alla responsabilità di chi costruisce il futuro tecnologico. Il messaggio viene descritto come sempre più esplicito e si presenta con un contrasto netto: la richiesta arriva in un contesto di formalità hollywoodiana, caratterizzata anche dall’uso di smoking, ma punta al centro del dibattito contemporaneo.

persone presenti e figure citate nello scontro

Nel racconto vengono richiamati diversi nominativi legati al contesto e alle accuse rivolte durante la serata.

  • Jeremy O. Harris
  • Sam Altman
  • Maureen Dowd
  • Timothée Chalamet
  • Kylie Jenner
  • Jane Fonda
  • Jeff Bezos
  • Dario Amodei
  • Matthew Libby
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