Modello integrato in Toscana per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori migranti
interventi integrati contro lo sfruttamento lavorativo e sociale in toscana
Un fronte concertato per contrastare lo sfruttamento nel mondo del lavoro e promuovere l’inclusione sociale si sta consolidando in Toscana, grazie a un progetto innovativo che vede la partecipazione di enti pubblici, organizzazioni sindacali e associazioni del terzo settore. L’obiettivo principale consiste nel garantire un percorso di **presa in carico globale** di coloro che sono vittime di sfruttamento, con un focus particolare sui settori dell’agricoltura, della moda, dei servizi e della nautica, dove si concentrano numerosi casi di illegalità e abusi.
il progetto soleil e il modello di intervento toscano
caratteristiche e obiettivi del progetto soleil
Il progetto Soleil si sviluppa attraverso i finanziamenti europei, nazionali e regionali ed è promosso da un’ampia rete di partner che include la regione Toscana, sindacati come la Cgil, associazioni come L’Altro Diritto, Caritas, Arci, Oxfam e altre ancora. La sua azione si basa su un approccio **integrato**, che combina interventi di tutela, formazione, contrattazione e tutela legale, con l’intento di creare un sistema di supporto **sostenibile**, capace di intervenire efficacemente contro ogni forma di sfruttamento.
approccio di contrasto e strumenti innovativi
Il modello toscano mette in relazione **presa in carico individuale** e azione collettiva, con l’obiettivo di rendere più efficace la lotta allo sfruttamento e di promuovere condizioni di **sostenibilità** e **legalità**. Si propone, inoltre, di passare da fasi sperimentali a una **struttura normativa stabile**, con risorse dedicate e **indici di coerenza** specifici per settori critici come l’agricoltura, seguendo l’esempio di altre regioni italiane che hanno già adottato strumenti simili.
risultati e azioni concrete nel settore lavorativo e sociale
statistiche e impatti recenti
Nei ultimi diciotto mesi, il progetto Soleil ha coinvolto oltre **mille persone**, offrendo loro strumenti di tutela e percorsi di emancipazione. Parallelamente, sono state attivate azioni sindacali specifiche nel settore moda del distretto fiorentino, dove più di **cinquecento lavoratori** hanno beneficiato di interventi di internalizzazione o ricollocamento, e sono stati stipulati circa **quindici accordi di reinserimento** con aziende e associazioni datoriali.
esperienze di tutela e testimonianze dirette
Sul campo si sono susseguite testimonianze di **lavoratori**, sia attraverso interventi diretti che video, che hanno raccontato le proprie storie di **emancipazione** e reinserimento. Le azioni di formazione, con oltre cento partecipanti ai corsi organizzati da SMILE Toscana, hanno rappresentato un elemento centrale nella riabilitazione di coloro che erano stati coinvolti in situazioni di **sfruttamento** nel settore agricolo, dei trasporti e dei servizi.
il ruolo delle istituzioni e delle organizzazioni
convegno “tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento”
Per condividere i risultati raggiunti e delineare le strategie future, si è svolto un importante convegno a Firenze, promosso da Cgil Toscana, Soleil e Regione Toscana. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti istituzionali e sindacali di primo piano, tra cui:
- Maurizio Landini, segretario generale Cgil
- Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica a Prato
- Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana
- Alberto Lenzi, assessore al lavoro della Regione Toscana
Il meeting ha evidenziato come la collaborazione tra enti e sindacati rappresenti la chiave per rafforzare la tutela di **diritti fondamentali** e combattere ogni forma di sfruttamento in modo efficace e strutturato.
prospettive e sviluppo futuro
innovazione e rafforzamento delle reti antifrutto
Una delle strategie centrali per il triennio 2026 si basa sul progetto “FaQ – Facciamo Quadrato”, volto a consolidare le reti di coordinamento territoriale e rafforzare le azioni di contrasto allo sfruttamento. La Regione Toscana si propone di diventare la prima in Italia a includere, nella legislazione anti-sfruttamento, **indici di coerenza** per il settore agricolo, in analogia a quanto già fatto in altre regioni come l’Umbria.
