Meningite nel kent allarme per i casi in aumento e focus sulla diffusione
Un focolaio di meningite da meningococco di sierogruppo B (MenB) nel Kent, nel Regno Unito, ha acceso un allarme sanitario rapidissimo e sostenuto dai numeri. A lanciare la segnalazione, direttamente da Bruxelles, è Matteo Bassetti, docente di Malattie Infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, sottolineando la velocità di diffusione e la necessità di intervenire con tempestività.
allarme meningite meningococco menb nel kent: casi, decessi e sorveglianza
Secondo quanto riportato, il focolaio nel Kent risulta associato a due ragazzi morti e a circa altre venti persone colpite, con una stretta osservazione per i contatti. La situazione comprende anche un caso in Francia e un piano di prevenzione che coinvolge circa 30mila persone sottoposte a profilassi.
La UKHSA (Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria) definisce la condizione come una malattia grave ma rara causata dal batterio meningococco. Viene evidenziato che l’esordio può essere improvviso, rendendo decisiva la capacità di riconoscere segni e sintomi e di attivare azioni immediate. In assenza di diagnosi e cura rapide, la malattia può portare anche alla morte.
matteo bassetti e la prevenzione: antibiotici e vaccinazione
Matteo Bassetti ha spiegato che esistono due strumenti per fermare il contagio che colpisce soprattutto i giovani: da un lato la profilassi antibiotica dei contagi diretti, dall’altro la vaccinazione. Nel messaggio viene riportata l’immagine di ragazzi in fila per ricevere il vaccino, indicata come segnale positivo per il futuro e come prova dell’importanza della scienza nel contenere i focolai.
Nel suo intervento Bassetti richiama con forza la necessità di orientare la prevenzione verso azioni concrete, includendo la disponibilità dei vaccini. La meningite B viene descritta come un’infezione batterica grave e fulminante causata da Neisseria meningitidis sierogruppo B, con coinvolgimento delle membrane del cervello (meningi) e del sangue (sepsi). L’indicazione di rischio è particolarmente elevata per neonati e adolescenti, con possibilità di danni permanenti o decesso in poche ore.
clusters nelle comunità: cinque scuole e due università coinvolte
Al momento risulta coinvolto un contesto educativo con cinque scuole e due università, tra casi sospetti e casi confermati. Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, ha precisato che l’andamento osservato non corrisponde necessariamente a un’epidemia in senso classico, ma a un cluster che può emergere in ambienti chiusi o semi-chiusi come università, dormitori e luoghi di aggregazione giovanile, dove il contatto stretto favorisce la trasmissione.
Secondo la stessa nota, il meningococco si trasmette per via respiratoria, ma non è altamente contagioso come alcuni virus respiratori, ad esempio influenza o Covid-19. La criticità resta legata alla rapidità di progressione della malattia.
prevenzione efficace e sintomi precoci da riconoscere
Su un punto la valutazione converge: la vaccinazione resta la vera arma di prevenzione. I vaccini risultano disponibili per diversi sierogruppi (A, B, C, W, Y) e viene richiamato che l’uso ampio ha già mostrato una riduzione significativa dei casi nei Paesi dove l’immunizzazione è stata implementata.
La comunicazione sottolinea anche l’importanza di aumentare la consapevolezza sui sintomi precoci. Tra gli elementi indicati figurano febbre alta, rigidità nucale, alterazioni dello stato di coscienza e petecchie. La diagnosi tempestiva viene presentata come fattore determinante per distinguere tra vita e morte.
rischio in europa: stima bassa e dati 2024 dell’ecdc
Alla domanda su un possibile impatto in Europa, viene riportata una valutazione di rischio molto basso, legata alla bassissima probabilità di esposizione e infezione. La stima è attribuita all’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) tramite una nota.
Restano comunque disponibili dati quantitativi: secondo gli ultimi numeri dell’Ecdc, nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo, nel 2024 si sono verificati 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva, con 202 decessi. Il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi.
figure citate nel quadro di prevenzione e valutazione
- Matteo Bassetti
- Fabrizio Pregliasco
