Luciana littizzetto intercetta le lettere di meloni a delmastro e santanchè e attacca: incazzata nera per la situazione
Luciana Littizzetto, nel consueto intervento a Che tempo che fa, ha dato voce a un’ironia serrata legata alle richieste di dimissioni rivolte da Giorgia Meloni a Delmastro e Santanché. L’attenzione si è concentrata su un presunto “terremoto interno” nel governo, trasformato in chiave tragi-comica tramite la lettura e la riscrittura immaginaria di lettere attribuite alla presidente del Consiglio.
luciana littizzetto a che tempo che fa e le “lettere” di meloni
Littizzetto ha presentato l’idea di aver intercettato le missive con cui Meloni avrebbe chiesto le dimissioni di Delmastro e Santanché. Il tono dell’esibizione ha preso forma attraverso una recitazione dell’incipit, costruito come se si trattasse di comunicazioni formali: “Stimatissimi colleghi, persone incappate in trascurabili momenti di illegalità”, con un passaggio centrale sull’assenza di rabbia per la sconfitta, sostituita da un sentimento descritto con forza, “non sono arrabbiata, sono incazzata nera”.
meloni-littizzetto contro delmastro: parole e ironia sul “disastro”
Nella parte dedicata a Delmastro, l’ironia si è sviluppata attraverso riferimenti a difese già in circolazione e a una catena di giustificazioni presentate come precedenti. Littizzetto ha attaccato il personaggio servendosi della rima tra Delmastro e disastro, delineando un ritratto comico fondato su eventi e risposte già utilizzate in passato. Il comizio recitato ha ricordato:
- la difesa legata a “succede” dopo le chiacchierate con Donzelli;
- la difesa legata a “sfortuna” dopo gli spari a capodanno;
- la difesa legata a “è una leggerezza” dopo l’apertura di un ristorante con una 18enne prestanome.
La chiusura del bersaglio contro Delmastro ha assunto il tono di un’affermazione teatrale: l’idea di un prossimo passo in cui Delmastro diventerebbe “l’agnello da fare alla brace”, come ulteriore motivo di scherno.
meloni-littizzetto contro santanché: “sorseggiando xanax” e accuse di passo indietro
La seconda parte dell’intervento ha riguardato Daniela Santanché. La comica ha raccontato di aver letto la lettera attribuita a Meloni mentre avrebbe sorseggiato Xanax, presentando Santanché come un “dito nella piaga” nelle considerazioni di Meloni-Littizzetto.
Nel copione recitato, il nodo principale è stato ricondotto a una richiesta precedente formulata a Santanché: un passo indietro che, secondo la narrazione teatrale, sarebbe stato invece ignorato. Ne è derivata l’accusa di aver costretto Meloni a subire una figuraccia, descritta come “la figura della pappamolla”. Il passaggio culminante ha indicato che sarebbe stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
l’ironia su la russa e il “giorno più nero”
Nel seguito, Littizzetto ha inserito un’ulteriore scena comica: si sarebbe aggiunto anche La Russa nel distacco da Santanché. Il racconto ha collocato questo passaggio nel “giorno più nero”, quando Ignazio avrebbe incontrato la famiglia nel bosco. All’interno della rappresentazione, viene ricordato che Ignazio avrebbe inseguito gli hippy con un forcone fino al giorno prima, accentuando l’impianto satirico della messa in scena.
chiusura: “un tempo per l’amicizia” e l’invito a santanché
L’intervento si è concluso con una frase scandita in stile politico, costruita come un riepilogo di valori e priorità: “C’è un tempo per l’amicizia e uno per il potere”, con un’idea secondo cui esisterebbe un momento in cui “la causa” sarebbe “la mia”.
La chiusura ha portato anche una formula d’indicazione diretta, con l’invito rivolto a Santanché ad andare “via dai maronation”, chiudendo il monologo satirico nel segno dell’ironia e della contrapposizione tra ordini, conseguenze e fiducia interna.
Nominativi citati
- Luciana Littizzetto
- Giorgia Meloni
- Delmastro
- Santanché
- Daniela Santanché
- Donzelli
- La Russa
- Ignazio


