Laura pausini non ho inciso io canto 2 per fare soldi voglio stare bene e evitare ricadute emotive
Laura Pausini si prepara a trasformare l’uscita discografica in un grande evento live: dopo il lancio internazionale dell’ultimo album “Io Canto 2”, l’artista avvia un tour mondiale che prende il via il 27 marzo da Pamplona, in Spagna, alla Navarra Arena. Il progetto di concerti è pensato come un percorso capace di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine, unendo la dimensione musicale a un’impostazione scenica immersiva.
tour mondiale di laura pausini: avvio a pamplona e format immersivo
Il tour mondiale entra nel vivo con una partenza fissata per il 27 marzo, con tappa a Pamplona nella Navarra Arena. Nel corso di un’intervista raccolta da El País, Laura Pausini ha spiegato come verrà costruita l’esperienza del concerto: un format immersivo in grado di superare la semplice esecuzione dei brani in scaletta.
La durata prevista è di due ore e mezza, con un elemento di impostazione che sposta l’attenzione sul pubblico: l’evento non inizia nel momento in cui l’artista sale sul palco, ma prende avvio quando il pubblico entra. In questo modo l’atmosfera viene attivata prima dell’inizio della performance vera e propria.
repertorio del tour: “io canto 2” e successi dal percorso musicale
La scaletta, secondo quanto dichiarato, si basa su un equilibrio preciso tra nuovo materiale e brani chiave della carriera. Il repertorio combina infatti metà di “Io Canto 2” con successi più rappresentativi tratti da periodi diversi.
Tra i titoli citati emergono “Strani amori” e “Invece no”, indicati come riferimenti importanti per costruire un percorso che valorizza sia l’album appena lanciato sia i momenti più noti della discografia di Laura Pausini.
io canto 2 e pandemia: difficoltà emotive, terapia e senso di responsabilità
Nel racconto personale collegato al periodo di pandemia, Laura Pausini ha descritto una fase particolarmente complessa: un momento in cui sentiva di aver già completato tutto e di non avere più nulla da aggiungere alla propria vita. In quell’epoca, l’artista ha riportato sentimenti di inutilità e una chiusura che si traduceva anche nella difficoltà a mantenere energia e desiderio di cantare.
Secondo le sue parole, il sostegno arrivava da diverse figure: il marito, la madre e la terapeuta continuavano a ripetere di concedersi “il lusso” di fare ciò che si desidera, sostenendo l’idea che fosse possibile riconquistare spazio per i propri bisogni.
Laura Pausini ha poi chiarito un punto centrale sul significato dell’album: “Io Canto 2” non è stato realizzato per soldi. Pur non avendo necessità economiche, la cantante ha spiegato che per lei quel progetto rappresentava una necessità legata al benessere e alla prevenzione di ricadute.
Il disagio descritto non viene definito come una vera e propria depressione legata a farmaci, ma come un forte stato emotivo negativo capace di tenere chiusa in casa e di sottrarre anche la voglia di cantare.
ritrovare equilibrio: coraggio, tranquillità e ascolto di corpo e mente
Uscire da quella situazione, per Laura Pausini, ha significato anche riscoprire momenti che prima non venivano affrontati per mancanza di coraggio o per scelte condizionate dalla responsabilità. L’artista ha collegato questo cambiamento a un tratto caratteriale: il senso di responsabilità e il rispetto verso le persone con cui lavora.
Guardando al presente, ha dichiarato di percepire un cambiamento concreto: oggi prova più coraggio e più tranquillità, con una maggiore possibilità di decidere liberamente cosa fare. In ogni scenario, anche se dovessero presentarsi difficoltà, ha ribadito l’intenzione di agire in base alle proprie necessità interiori.
Il principio guida resta l’attenzione ai segnali del proprio organismo: ascoltare attentamente il corpo e la mente.
scelte creative e libertà con warner music italia: rischio delle cover e fiducia negli alleati
Un ulteriore passaggio riguarda il rapporto con la casa discografica. Laura Pausini ha raccontato che la sua etichetta Warner Music Italia pensava che avrebbe smesso di lavorare per un anno. In seguito, invece, è stata concessa la libertà di fare ciò che si voleva.
La cantante ha inoltre sottolineato una prospettiva personale: si definisce anche una fan e conosce la complessità dei progetti discografici di questo tipo. Realizzare un album fondato su canzoni particolarmente note può essere rischioso perché, davanti al repertorio, può sorgere la domanda “Perché ascoltare Laura Pausini?”.
Allo stesso tempo, ha dichiarato di avere ottimi alleati e di voler rimanere fedele al rapporto costruito con la propria etichetta.
nomi citati nel racconto di laura pausini
Nel racconto emergono diverse figure e riferimenti nominativi legati al privato e al progetto discografico:
- Laura Pausini
- El País
- Warner Music Italia
- marito
- madre
- terapeuta


