Figlio di carlo verdone racconta: papà si arrabbiava per visite mediche e inscenò una telefonata di totti per ferirlo
Rapporto padre-figlio, ricordi domestici e intrecci nati sul set: Paolo Verdone, secondogenito di Carlo Verdone, ricostruisce in un racconto articolato la quotidianità con il padre e le dinamiche familiari che hanno attraversato infanzia e giovinezza. Ne emergono un genitore presente e attento, ma anche capace di trasformare la vita in un continuo gioco di scherzi e divertimento.
paolo verdone e carlo verdone: un legame fatto di presenza e apprensione
Paolo Verdone descrive Carlo Verdone come un padre partecipe e molto apprensivo. Pur non avendo un’abitudine costante nel prelevare i figli a scuola, Carlo si informava comunque sull’andamento della giornata, mantenendo un contatto quotidiano fatto di attenzione e curiosità. Il ricordo restituisce un clima familiare in cui la cura si manifesta anche nei dettagli, fino a includere una specifica reazione all’imprevisto: “Se prenoto una visita medica senza avvertirlo, si arrabbia”.
giochi in salotto e piccoli incidenti: l’infanzia con il padre
Nelle ore trascorse in casa, il rapporto si arricchiva di momenti ludici. Paolo racconta che in salotto si svolgevano tiri in porta, con l’esito tipico di ogni partita: ogni azione portava con sé la rottura di un oggetto, come vasi o cornici. A quel punto interveniva una dinamica precisa: Paolo correva a distrarre la madre mentre Carlo provava a ricomporre ciò che era andato in frantumi.
il cinema come passaggio naturale: da gallo cedrone ai film legati ai ricordi
Paolo Verdone ricorda anche il suo ruolo come comparsa in un film di Carlo, Gallo Cedrone. In quell’occasione interpreta il ragazzino che si infila nella spider del protagonista e gioca a guidare, ricevendo un rimbrotto. La scena richiama, nel racconto, l’energia tipica dell’infanzia e il modo in cui il set riusciva a diventare estensione dei giochi.
maledetto il giorno che t’ho incontrato e sono pazzo di iris blond
Tra i film a cui Paolo risulta più legato emerge Maledetto il giorno che t’ho incontrato, insieme a Sono pazzo di Iris Blond. Sul set di quest’ultimo, a Bruxelles, Paolo fece i capricci perché la lavorazione prevedeva riprese di notte e lui desiderava rimanere sveglio. Il desiderio era legato a una scena specifica: la curiosità di vedere il momento in cui Carlo bacia un’attrice, indicata nel racconto come Andréa Ferréol.
c’era un cinese in coma: la rivalutazione del film
Un altro riferimento importante riguarda C’era un cinese in coma. Paolo racconta che col tempo l’opera è stata rivalutata. Alla sua uscita, Carlo tornò a casa comunicando ai familiari un pensiero preoccupato: disse di non sapere cosa sarebbe accaduto in futuro e ipotizzò che potesse trattarsi di una fase calante della sua carriera. Il racconto aggiunge un dato sul ritmo produttivo: dopo quel film e quello successivo, tra i due periodi ne passarono tre, evidenziando una pausa e un rallentamento.
gli scherzi di carlo verdone: una telefonata che porta fino a trigoria
Le memorie dedicate al lato ironico del padre includono anche uno scherzo che prese di mira proprio Paolo. Il racconto colloca l’episodio quando aveva 10 anni e giocava a calcio nel Valle Aurelia. Davanti a Carlo fece una doppietta e la scena sembrava normale nel contesto di una giornata sportiva, soprattutto in un’abitudine familiare romana: a casa si seguiva la Roma.
La mattina successiva arrivò una telefonata: una voce sosteneva di essere l’agente di Totti, dichiarando di averlo visto giocare e proponendo la convocazione a Trigoria per un provino. Paolo rimase colpito, ma la rivelazione arrivò poco dopo: la telefonata era in realtà opera dello sceneggiatore di Carlo, Pasquale Plastino. Successivamente Carlo, preso il telefono, intervenne per chiarire: “Paolo è uno scherzo, sono io!!”. Paolo riferisce di essere rimasto di sasso: ricevette anche le scuse e dichiarò di essersi sentito offeso, arrivando a perdonare solo quando Carlo lo portò davvero a conoscere Totti.
personaggi citati
- Paolo Verdone
- Carlo Verdone
- Gianna Scarpelli
- Andréa Ferréol
- Pasquale Plastino
- Totò Totti


