Cybersecurity, l'intelligenza artificiale come nuova frontiera degli attacchi informatici
La trasformazione della cybersecurity si compone di nuove dinamiche in cui l’intelligenza artificiale funge da elemento operativo, non solo da strumento. A Roma, Cybersec 2026 ha riunito esperti internazionali, professionisti del settore e rappresentanti delle forze dell’ordine per analizzare come l’IA influenzi l’attacco e la difesa, con particolare attenzione a norme, geopolitica e strategie di difesa comune.
cybersec 2026: l’intelligenza artificiale come arma e come strumento
contesto e temi principali
La conferenza internazionale, promossa dal quotidiano Cybersecurity Italia e realizzata presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma in collaborazione con la Polizia di Stato, ha esaminato in modo esteso il fenomeno del cybercrime e della cyberwar. Le sessioni hanno messo in risalto la necessità di armonizzare norme nazionali e internazionali con l’evoluzione rapida delle tecnologie, evidenziando la cybersecurity come difesa comune e responsabilità condivisa tra pubblico e privato. Le analisi hanno sottolineato come l’intelligenza artificiale possa rimodellare le superfici di attacco e le modalità con cui si difendono le organizzazioni.
l’IA come superficie d’attacco
L’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento: può diventare una componente operativa inserita nei sistemi, capace di indirizzare processi se guidata dall’avversario. In tale quadro, le aziende devono rafforzare i controlli, la governance dell’IA e i processi di resilienza, includendo monitoraggio continuo, verifica delle decisioni generate dall’AI e riduzione delle dipendenze da fornitori terzi.
ruolo e contributi degli esperti
Gli interventi hanno offerto una lettura aggiornata delle minacce, con riferimenti alle dinamiche geopolitiche e alle norme emergenti. L’attenzione è ricaduta sulla necessità di una cooperazione multilivello tra istituzioni, aziende e cittadini per costruire una difesa comune più efficace. Si è parlato di integrazione tra tecnologie, regole e pratiche operative per fronteggiare minacce sempre più complesse e veloci.
Durante l'intervento è emersa una visione radicale sul ruolo dell’IA nelle infrastrutture digitali: Diego Fasano, CEO di Ermetix, ha sottolineato che l’IA non è più soltanto uno strumento in mano ai cybercriminali, ma una componente della superficie di attacco che, se orientata, può pilotare direttamente un processo all’interno dei sistemi.
- Diego Fasano – CEO di Ermetix