Crisi idrica a Gaza: famiglie ridotte a 3 litri d'acqua al giorno

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Crisi idrica a Gaza: famiglie ridotte a 3 litri d'acqua al giorno

una crisi idrica gravissima sta ridefinendo la quotidianità a gaza: file lunghe, taniche improvvisate e una dipendenza quotidiana da autocisterne che definiscono la sopravvivenza di ogni famiglia. in un contesto di distruzione infrastrutturale e isolamento, la disponibilità di acqua potabile è limitata al minimo indispensabile, con effetti profondi sulla salute e sulla vita di comunità intere.

acqua potabile a gaza: crisi idrica e impatti umanitari

confintrii infrastrutturali e rottura diffusa

circa 80% delle reti idriche è compromesso o distrutto, e nel nord della striscia la disponibilità di acqua è estremamente contenuta. le conseguenze si accompagnano a danni a pozzi, serbatoi e impianti di depurazione, causati anche da anni di raid che hanno indebolito la capacità di trattamento e distribuzione.

accesso all’acqua e consumo giornaliero

attualmente, la popolazione è costretta a fare affidamento su rifornimenti esterni per gran parte del fabbisogno quotidiano. in una parte significativa del territorio, due milioni di sfollati convivono con condizioni di sovraffollamento e vulnerabilità crescente. in alcune zone del nord, l’apporto idrico disponibile si aggira attorno a 3 litri al giorno per persona, una quota ben al di sotto della quantità minima raccomandata dall’organizzazione mondiale della sanità. uno studio condotto da Oxfam indica che quasi 9 persone su 10 dipendono completamente dal rifornimento tramite autocisterne, e l’87% della popolazione non ha accesso a servizi essenziali.

sfide sanitarie e vulnerabilità della popolazione

la scarsità d’acqua pulita comporta rischi sanitari significativi, con epidemie e malattie infettive in aumento. il sistema sanitario, fortemente compromesso, conta poco più di 30 ospedali funzionanti, mentre la chiusura regolare dei valichi ostacola l’arrivo di medicinali, attrezzature e carburante. secondo le stime, l’84% delle famiglie ha segnalato nuove criticità sanitarie, e l’acqua sporca viene descritta come una minaccia tale da superare i danni diretti causati dai conflitti nel lungo periodo.

scenario logistico e disponibilità di carburante

la chiusura dei valichi ha prodotto un aumento dei prezzi dei generi alimentari e una notevole riduzione degli aiuti, inclusi forniture petrolifere necessarie al funzionamento di ospedali e infrastrutture essenziali. le operazioni delle autocisterne dipendono dall’accesso al carburante, che risulta progressivamente meno disponibile in contesti di blocco e di instabilità regionale.

campagna di sostegno e risposte umanitarie

da tempo, oxfam lavora per garantire acqua potabile alle popolazioni colpite da crisi complesse. in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, una campagna promossa dalla Fondazione Il Fatto Quotidiano e da oxfam italia sostiene la risposta umanitaria nelle aree di gaza, della Cisgiordania e del libano, estendendo l’impegno alla fornitura di acqua pulita e a servizi igienici adeguati. l’iniziativa, attiva dal 18 al 26 marzo, mira a rafforzare le capacità di intervento in una situazione caratterizzata dall’escalation del conflitto e dall’aggravarsi delle condizioni di vita.

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