Cortina studio: giochi che hanno riportato al centro lo sport femminile
Le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina non sono solo un appuntamento sportivo: sono anche uno specchio capace di riflettere come lo sport venga raccontato e percepito dal grande pubblico. A mettere a fuoco questa dinamica interviene una ricerca dedicata al tema della parità di genere e alla rappresentazione nei media, con l’obiettivo di osservare in modo strutturato la narrazione televisiva italiana legata ai Giochi, analizzando immagini, linguaggi e protagonisti messi in primo piano.
Lo studio, promosso da Comitato Olimpico Internazionale e Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, affronta una serie di interrogativi concreti: come si costruisce il racconto mainstream dei Giochi? Quali figure emergono nella copertura televisiva? Il modo di rappresentare donne e uomini risulta realmente bilanciato? Il focus sull’informazione sportiva consente di misurare la presenza e il modo in cui le atlete vengono narrate nel tempo.
ricerca su parità di genere e rappresentazione nei media
La ricerca intende offrire una visione organica del racconto sportivo televisivo, concentrandosi sulla copertura nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026. L’analisi segue un percorso articolato: dai Giochi di Parigi, passando per un periodo di informazione ordinaria, fino ad arrivare alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. In questo modo si costruisce una fotografia del presente e, allo stesso tempo, si raccolgono elementi utili per indirizzare buone pratiche future.
osservatorio di pavia e metodo di analisi televisiva
Lo studio è realizzato dall’Osservatorio di Pavia, istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione. L’obiettivo è analizzare come lo sport e i suoi protagonisti vengono raccontati nei telegiornali italiani, adottando un approccio quantitativo e qualitativo. La ricerca valuta anche in che misura il sistema mediatico contribuisca a modellare il racconto dello sport, verificando se le narrazioni televisive riescano a essere inclusive e sensibili al tema della parità di genere.
copertura mediatica e attenzione alle atlete nel periodo osservato
Nel monitoraggio confluiscono elementi chiave come immagini, linguaggi e voci presenti nelle notizie dedicate allo sport. La scelta di osservare telegiornali e informazione sportiva consente di collegare la presenza delle atlete alla costruzione complessiva del racconto.
Durante i Giochi di Parigi 2024, la copertura dei telegiornali italiani evidenzia un’attenzione relativamente equilibrata tra sport femminili e sport maschili. La presenza delle atlete nella narrazione risulta significativa, e una quota rilevante delle notizie sportive è associata ai telegiornali: il 75% delle notizie.
risultati sul livello di partecipazione femminile e messaggi di inclusione
La ricerca si intreccia con considerazioni sul profilo di partecipazione ai Giochi invernali e con l’attenzione alle dimensioni di uguaglianza e inclusione. Vengono infatti richiamati dati e riflessioni istituzionali sul valore della presenza femminile nello sport.
quote di atlete e protagonismo nel medagliere
Il quadro internazionale e nazionale viene descritto anche attraverso indicatori numerici. In relazione ai Giochi Milano-Cortina 2026, è ricordato che il livello di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali risulta elevato: 47,9% degli atleti erano donne, con un protagonismo che include il ruolo nel medagliere.
eguaglianza di genere come opportunità e cambiamento
Un passaggio centrale riguarda il significato del dato in termini di prospettive. È sottolineata la rilevanza di un progresso che non si limita alla statistica, ma viene collegato a opportunità in crescita, barriere che diminuiscono e a un futuro in cui ogni ragazza possa riconoscersi nel campo di gioco.
attenzione differenziata tra olimpiadi e paralimpiadi nella narrazione televisiva
La copertura mediatica viene letta anche attraverso il confronto tra Olimpiadi e Paralimpiadi. Secondo quanto evidenziato, alle grandi competizioni spesso si associa una forte visibilità mediatica; dopo il picco informativo, tende però a instaurarsi un silenzio che non valorizza con continuità le storie sportive.
Nel caso delle Paralimpiadi, viene evidenziato che l’attenzione ricevuta risulta minore rispetto alle Olimpiadi. Nonostante ciò, vengono richiamate le storie di coraggio e determinazione come elementi che meritano valorizzazione nel racconto, soprattutto per atleti e atlete con disabilità.
impegno di fondazione e organizzazione: progetti e obiettivi di legacy
La ricerca inserisce il tema della parità di genere in un percorso più ampio di promozione e responsabilità organizzativa. La Fondazione Milano Cortina 2026 viene indicata come parte attiva già nella fase di candidatura, con un impegno orientato alla parità di genere sia all’interno dell’organizzazione sia verso gli stakeholder esterni.
progetti lungo il percorso di avvicinamento ai giochi
Tra le azioni richiamate figurano progetti sviluppati lungo tutto il cammino verso i Giochi. Con il supporto del CIO, vengono citati risultati relativi ai Giochi Olimpici Invernali 2026, tra cui un record storico di partecipazione femminile e l’aumento del numero di ufficiali e capi missione donne. Tali risultati vengono presentati come potenziale fonte di ispirazione per le generazioni future.
presentazione dei risultati e partecipanti all’anteprima dello studio
I risultati della ricerca sono stati presentati in anteprima presso la Sala Stampa di Palazzo Regione Lombardia. Erano presenti diversi rappresentanti istituzionali, tra cui figure legate al mondo olimpico, sportivo e alla comunicazione, oltre a membri dell’Osservatorio di Pavia e atleti coinvolti nei programmi di ambassador.
partecipanti citati nell’evento di presentazione
- Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco
- Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale
- Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia
- Federica Picchi, Sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia
- Elena Lattuada, Delegata del Sindaco del Comune di Milano alle Pari opportunità di genere
- Andrea Monti, Chief Communications Officer, Fondazione Milano Cortina 2026
- Greta Barbone, Human Rights Manager, Fondazione Milano Cortina 2026
- Valentina Marchei, atleta olimpica, Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, Presidente della Commissione Atleti del Coni
- Monia Azzalini, Responsabile settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia
volti delle atlete e narrazione delle imprese sportive invernali
Le testimonianze riportate richiamano con forza la dimensione del protagonismo femminile nello sport invernale, collegando l’attenzione mediatica alle performance. Diana Bracco ha sottolineato l’emozione legata ai volti delle atlete azzurre e ai risultati ottenuti con impegno e merito, citando successi e contributi al record di podi della squadra italiana.
Il riferimento alle imprese sportive femminili include nomi di atlete, indicate come esempi di tenacia e determinazione. Tra le storie ricordate compaiono anche figure che rappresentano discipline diverse e che, secondo quanto riportato, hanno saputo imporsi anche nell’attenzione dei media.
atlete citate come protagoniste
- Chiara Mazzel
- Federica Brignone
- Francesca Lollobrigida
- Sofia Goggia
- Arianna Fontana
- Lisa Vittozzi
costruzione del racconto nel sistema mediatico televisivo
La ricerca attribuisce al racconto televisivo un ruolo capace di influenzare il modo in cui lo sport viene osservato e interpretato. Il monitoraggio avviato in occasione dei Giochi di Parigi 2024 è stato esteso fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, tracciando tendenze principali nella copertura mediatica: progressi, criticità e nuove prospettive.
Il filo conduttore resta la verifica dell’inclusività della narrazione, con l’attenzione alla presenza delle atlete e al bilanciamento del racconto tra sport femminile e maschile, lungo l’intera finestra temporale osservata.
Alla luce dei risultati riportati, la direzione indicata mette al centro una rappresentazione che mantenga la visibilità anche oltre le giornate di gara, valorizzando continuamente storie di talento, resilienza e forza, con particolare attenzione agli atleti e atlete con disabilità.