Bidello di Catania arrestato per foto e deepfake di studentesse

• Pubblicato il • 2 min
Bidello di Catania arrestato per foto e deepfake di studentesse

Una vicenda legata all’uso improprio di contenuti digitali e alla tutela dei minori è emersa dall’attività investigativa della Polizia Postale di Catania. Un dipendente scolastico, un bidello di cinquantottenni residente nella provincia etnea, è stato arrestato con l’accusa di detenzione di ingente materiale pedopornografico. L’indagine, avviata grazie a una segnalazione internazionale, ha coinvolto strutture specializzate e ha portato al ritrovamento di prove significative sui supporti in uso dall’indagato. Il materiale recuperato ha evidenziato la presenza di contenuti legati a minori, con accuse e circostanze che hanno portato all’intervento delle autorità competenti. Il caso è stato seguito dall’Autorità Giudiziaria competente, che ha disposto misure urgenti a fronte delle evidenze acquisite durante le attività di perquisizione.

arresto di un bidello cinquantenottenne a catania per detenzione di ingente materiale pedopornografico

Le attività investigative hanno preso avvio a seguito di una segnalazione della National Centre for Missing Exploited Children (NCMEC), inoltrata al Centro Nazionale Contrasto della Pedopornografia On-line (CNCPO) della Polizia Postale di Roma e trasmessa alla Sezione di Catania per approfondimenti. Le verifiche hanno consentito di identificare l’indagato, collaboratore scolastico presso una scuola secondaria della provincia. Al termine di una perquisizione personale ed informatica su dispositivi in suo uso, sono state rinvenute immagini e video pedopornografici di notevole entità, con vittime in età infantile o riferimenti a pratiche sconosciute, che hanno determinato l’arresto in flagranza di reato, successivamente convalidato dal Gip di Catania. L’uomo è ora agli ai domiciliari.

procedura investigativa e contenuti rinvenuti

Le analisi degli esperti informatici della Polizia di Stato hanno permesso di ricostruire l’ampiezza della raccolta illegale conservata sui dispositivi in uso all’indagato. Oltre al materiale pedopornografico, sono emerse fotografie digitali realizzate all’interno dei locali scolastici che ritraggono alunne minorenni, alcune scattate senza il loro consenso. Parte dei contenuti è stata successivamente modificata tramite strumenti di intelligenza artificiale per denudare le minori, posizionandole accanto all’immagine dell’indagato in una rappresentazione non autorizzata.

esiti procedurali e stato dell’indagine

All’esito delle operazioni, la magistratura ha convalidato l’arresto in flagranza. L’indagato è stato posto agli ai domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le valutazioni successive. L’indagine prosegue per accertare ulteriori circostanze relative all’uso dei dispositivi e ai contenuti conservati, nonché per individuare eventuali altre responsabilità connesse a reati affini.

Per te