Batteri resistenti in aumento: la sfida di oggi e domani spiegata infettivologo falcone

• Pubblicato il • 4 min
Batteri resistenti in aumento: la sfida di oggi e domani spiegata  infettivologo falcone

Le infezioni resistenti agli antibiotici stanno diventando una delle urgenze più decisive dell’infettivologia moderna, con effetti che si estendono oltre l’ambito ospedaliero e incidono in modo crescente sulla salute pubblica. Nel quadro della terza edizione di “Top5 in Infectious Diseases”, in corso a Venezia fino al 28 marzo, l’attenzione si concentra su nuove terapie, strumenti diagnostici e strategie assistenziali capaci di rafforzare la gestione delle infezioni nella pratica clinica quotidiana.

antibiotico-resistenza: sfida centrale per l’infettivologia

Secondo Marco Falcone, presidente del congresso “Top5 in Infectious Diseases” e segretario della Simit, la priorità dell’infettivologia di oggi e del futuro è rappresentata dall’antibiotico-resistenza. L’Italia viene indicata come uno dei Paesi europei con il più alto tasso di infezioni sostenute da batteri resistenti agli antibiotici, seconda solo alla Grecia.

Il problema viene descritto come una minaccia non limitata agli ambienti ospedalieri: il numero di batteri resistenti aumenta anche in comunità. Un esempio riguarda infezioni considerate spesso banali, come la cistite nelle donne, con resistenze agli antibiotici comunemente impiegati nell’ordine del 30-50%, anche in giovani donne che non hanno mai assunto antibiotici. In presenza di batteri resistenti, l’utilizzo di antibiotici tradizionali inefficaci può favorire complicanze, rallentare la guarigione e, nei casi più gravi, determinare evoluzioni verso sepsi e shock settico.

nuove cure e strategie non antibiotiche al congresso

Nel confronto tra esperti internazionali, il programma include sia lo sviluppo di nuovi antibiotici sia strategie non antibiotiche. Tra gli argomenti principali figurano la fagoterapia, basata sull’impiego di batteriofagi—virus selezionati in grado di uccidere i batteri—e l’uso di anticorpi monoclonali sviluppati anche contro batteri multiresistenti.

Un ulteriore capitolo riguarda le strategie vaccinali finalizzate a proteggere da infezioni causate da patogeni resistenti. In Europa queste infezioni, secondo quanto riportato, determinano ogni anno oltre 35mila decessi.

tecnologie digitali e dati: uso appropriato nei percorsi di cura

Nel contesto delle innovazioni presentate, viene evidenziata anche l’importanza delle tecnologie digitali e dell’analisi dei dati. Tali strumenti, secondo l’impostazione descritta, possono cambiare radicalmente la gestione delle infezioni, ma solo se vengono utilizzati in modo appropriato e integrati nei percorsi di cura.

linee guida su sepsi e shock settico e focus su funghi resistenti

Al centro dell’attenzione degli specialisti ci sono anche le linee guida mondiali sulla sepsi e sullo shock settico, pubblicate recentemente. È prevista una sessione dedicata con gli autori delle guideline, oltre a focus specifici su funghi resistenti agli antifungini.

antimicrobial stewardship e rischio nelle categorie più fragili

Tra i temi discussi rientra l’antimicrobial stewardship, definita come il corretto utilizzo degli antibiotici. L’obiettivo è migliorare l’approccio complessivo, anche attraverso la condivisione di esperienza: la British Society of Antimicrobial Chemotherapy porterà il proprio contributo per supportare un perfezionamento dell’approccio italiano.

La problematica dell’antimicrobico-resistenza viene collegata soprattutto ai pazienti più fragili. Tra le categorie a maggior rischio vengono indicati pazienti oncologici, onco-ematologici e immunodepressi in generale. In questa popolazione, vengono riportate condizioni in cui si impiegano terapie immunosoppressive non solo per neoplasie e leucemie, ma anche per psoriasi, malattie infiammatorie intestinali, sclerosi multipla e artrite reumatoide.

La maggiore suscettibilità si accompagna a una frequenza ospedaliera che può facilitare l’acquisizione di batteri multiresistenti. In oncologia, lo sviluppo di farmaci innovativi può aumentare la sopravvivenza, ma l’eventuale immunosoppressione associata può esporre a complicanze infettive anche con esito fatale. Per questo motivo, vengono citati percorsi in costruzione che integrano controllo delle infezioni e innovazione terapeutica, insieme alle società scientifiche degli oncologi.

resistimit: progetto multicentrico e dati per le istituzioni

Un ruolo significativo è attribuito a Resistimit, progetto multicentrico italiano nato sotto l’egida della Società italiana di malattie infettive. L’iniziativa include quasi 60 ospedali, con un registro dinamico che monitora le infezioni e conta quasi 3.000 pazienti inseriti. I dati raccolti consentono di analizzare le infezioni da bacilli gram-negativi multiresistenti, individuare strategie e fornire informazioni alle istituzioni, incluso il ministero della Salute.

infezioni come ostacolo alle terapie avanzate

Le infezioni vengono descritte come un fattore in grado di interrompere terapie oncologiche o procedure di trapianto, con conseguenze rilevanti anche in contesti complessi. Nel racconto vengono richiamati casi che collegano infezioni ospedaliere a gravi criticità cliniche, tra cui situazioni legate a pazienti ustionati e altri eventi in cui l’infezione ha rappresentato una controindicazione o un elemento determinante.

In particolare, viene citato il caso di un bambino del Monaldi di Napoli, in cui un’infezione da Pseudomonas aeruginosa risulta indicata tra le controindicazioni relative all’esecuzione del secondo trapianto per sostituire il cuore danneggiato. Viene inoltre richiamato un episodio relativo a pazienti ustionati provenienti dalla Svizzera, con gravissimi problemi di infezioni ospedaliere dopo un rogo di Capodanno a Cras-Montana. Tali esempi consolidano l’idea che le infezioni costituiscano una vera sfida per la medicina avanzata.

personalità coinvolte

Nel contesto dei temi affrontati, compare il seguente nominativo:

  • Marco Falcone

Per te