Batman v superman compie 10 anni: 3 cose che sono invecchiate male
Batman v Superman ha lasciato un segno profondo sin dalla sua uscita, diventando un titolo capace di polarizzare opinioni in modo netto tra critica e pubblico. A dieci anni di distanza, emergono alcuni elementi che sembrano aver accumulato nel tempo un peso difficile da ignorare, soprattutto sul piano della resa narrativa e delle scelte di regia. Una pellicola che resta discussa, ma che oggi viene spesso analizzata con maggiore lucidità proprio per ciò che funziona meno sullo schermo.
violenza cieca: perché la crudezza invecchia male
Batman non è estraneo a un certo rigore nel modo in cui affronta i nemici, ma nel film del 2016 la componente violenta si presenta senza sfumature. La visione di uomini eliminati senza pietà, già allora capace di far storcere il naso a una parte del pubblico, oggi risulta ancora più problematica. La percezione cambia anche per il contesto interpretativo: l’evoluzione del personaggio in altre versioni, inclusa la presenza di Robert Pattinson, contribuisce a rendere meno convincente quella freddezza.
Stona inoltre la rapidità con cui Bruce Wayne, interpretato da Ben Affleck, arriva a stabilire che Superman debba essere ucciso. La motivazione si appoggia al fatto che Superman sarebbe un alieno onnipotente, ma la stessa dinamica stride con il comportamento già mostrato: Superman appare già in grado di mostrare attenzione per la sorte degli esseri umani. Questo contrasto tra giudizio immediato e segnali precedenti rende la scelta più dura da accettare nel tempo.
troppe storyline: lo scontro e la morte di superman sacrificati
Un secondo punto riguarda la struttura complessiva. Il film tenta di condurre in un’unica narrazione due storie di grande importanza: lo scontro tra Batman e Superman e la drammatica, amatissima morte di Superman. Anche con un minutaggio rilevante, Batman v Superman fatica a dare lo spazio necessario a entrambi i filoni.
La conseguenza più evidente è un disequilibrio: a pagare il prezzo dello schiacciamento tra eventi risulta soprattutto lo scontro decisivo con Doomsday. Il peso drammatico che dovrebbe emergere dalla costruzione progressiva del conflitto viene percepito come limitato, perché le energie del film vengono distribuite su più traiettorie contemporanee.
lex luthor: quando la performance non basta
La terza criticità è legata alla caratterizzazione del personaggio di Lex Luthor. Jesse Eisenberg è indicato come un grande attore e, all’epoca, la qualità interpretativa era già nota. Nel tempo, però, viene sottolineato che il suo Lex Luthor non riesce a diventare pienamente credibile: per gran parte della durata sembra di seguire un personaggio che non coincide davvero con l’essenza attesa.
Il confronto con altri adattamenti rafforza la percezione del problema. In precedenza anche Gene Hackman e Michael Rosenbaum si erano discostati dalla figura dei fumetti, ma erano riusciti a coglierne l’identità. Nel caso specifico, il nodo viene individuato nella scrittura, ritenuta penalizzante rispetto alla performance di Eisenberg.
lo sguardo del regista e la percezione del pubblico
Pur riconoscendo i difetti, emerge anche un elemento di prospettiva: Zack Snyder si è dichiarato convinto che una parte del pubblico non abbia compreso Batman v Superman. Questa visione riguarda il modo in cui il film è stato accolto e letto, suggerendo che il mancato allineamento tra intenzioni e ricezione abbia influito sulla valutazione generale.
personaggi principali menzionati
- Batman
- Superman
- Bruce Wayne
- Lex Luthor
- Doomsday
- Robert Pattinson
- Ben Affleck
- Jesse Eisenberg
- Gene Hackman
- Michael Rosenbaum
- Zack Snyder


