Baby Gang in Iraq armati di bazooka e mitra sfidano la sorveglianza speciale

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Baby Gang in Iraq armati di bazooka e mitra sfidano la sorveglianza speciale

Un quadro investigativo di rilievo descrive l’attività di un rapper noto come Baby Gang, al centro di un’ordinanza che segnala presunte attività criminali legate a armi da guerra, ricettazione, rapine e lesioni aggravate. L’indagine segnala una rete organizzata in grado di detenere e diffondere armi, accompagnata da episodi di violenza mirata e da una gestione dell’immagine pubblica legata al mondo della musica trap.

baby gang: contesto investigativo e arresto

La documentazione, redatta dal gip di Lecco Gianluca Piantadosi, descrive un arresto per gestione e utilizzo di armi e altri reati, quale sviluppo di una nuova fase investigativa. L’indagine è nata in continuità con un precedente fermo a Milano per possesso di arma con matricola abrasa, associato al medesimo contesto criminoso. Nell’inchiesta emerge l’esistenza di un gruppo organizzato che avrebbe detenuto e fatto circolare diverse armi, connessa ad azioni punitive nei confronti di soggetti ritenuti concorrenti.

È stata evidenziata anche la presenza di un mitragliatore AK47 individuato in passato, collegato a componenti della rete e utilizzato durante video musicali realizzati dal rapper e da un collega, Simba La Rue. L’insieme delle acquisizioni documenta una dinamica in cui la violenza e la materialità delle armi hanno accompagnato l’andamento criminale.

baby gang: dinamiche violente e episodi contestati

Secondo l’ordinanza, Baby Gang avrebbe costituito e promosso un’immagine di persona violenta, incline all’uso di armi, utilizzata anche a fini di promozione del personaggio pubblico. Tra gli episodi contestati figura un’aggressione del 15 giugno 2025 ai danni di tre romeni, trascinati all’interno di un ingresso secondario e oggetto di pestaggio. Altre accuse riguardano tentativi di rapina mirati a sottrarre beni quali un bancomat, un badge e un cellulare, associati ad altri indagati.

Le intercettazioni indicano che l’indagato avrebbe continuato a farne uso nonostante la vigilanza, con riferimenti a video contenenti armi da guerra pubblicati sul profilo sociale. L’insieme delle tracce acquisite sottolinea una relazione tra condotta criminale e l’immagine pubblica.

baby gang: viaggi, sorveglianza e contenuti video

Le indagini hanno riportato spostamenti significativi, tra cui viaggi in Marocco e Spagna per concerti, nonché un’attività documentata in Iraq durante periodi in cui era soggetto a misure di sorveglianza speciale. Dalle conversazioni intercettate emergono anche progetti di fuga all’estero, alimentati dall’insieme delle contestazioni pendenti e dalle ore di lavori socialmente utili a cui è stato inviato.

La ricostruzione descrive un contesto in cui l’uso di armi e la gestione dell’immagine hanno avuto un impatto diretto sulla scena pubblica del rapper e sulle procedure giudiziarie in corso.

baby gang: profilo pubblico e stato delle imputazioni

La narrazione descrive una coesistenza tra la figura pubblica di Baby Gang e la gestione di contenuti che enfatizzano una postura violenta, con la quale si è cercato di alimentare una narrativa di coraggio e aggressività. Non è stata esclusa la possibilità di ulteriori sviluppi giudiziari, nonostante dichiarazioni iniziali sull’intento di concentrarsi esclusivamente sulla musica.

Per il giudizio sull’intera vicenda, l’inchiesta evidenzia l’impatto di tali condotte sull’immagine pubblica e sulla relazione tra comportamento criminale e diffusione mediatica, con la stessa persona al centro di un percorso investigativo che continua ad evolversi.

personaggi citati nell’ordinanza:

  • Baby Gang — Zaccaria Mouhib
  • Simba La Rue
  • Ezio Domenico Basso — procuratore capo di Lecco
  • Gianluca Piantadosi — gip di Lecco
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