Aurelio De Laurentiis durissimo sul italiano: accuse di furto di soldi pubblici

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Aurelio De Laurentiis durissimo sul  italiano: accuse di furto di soldi pubblici

Roma è stata teatro di un intervento acceso durante la presentazione di Scuola di Seduzione di Carlo Verdone. Aurelio De Laurentiis ha affrontato con tono diretto la situazione del cinema italiano, concentrandosi in particolare sulla gestione dei fondi pubblici destinati alla settima arte dalla politica, con critiche nette e senza attenuanti.

aurélio de laurentiis critica la gestione dei fondi per il cinema

Nel corso dell’incontro a Roma, il patron della Filmauro ha contestato l’impostazione adottata per la ripartizione delle risorse. Secondo quanto riportato, il riferimento centrale riguarda l’attuale gestione politica e la capacità di distribuire i finanziamenti in modo coerente con le reali competenze del settore.

La critica si traduce in una bocciatura frontale: quando vengono indicati 650 milioni all’anno senza una suddivisione per competenze differenziate, il risultato, secondo De Laurentiis, sarebbe l’inadeguatezza a ricoprire un ruolo decisionale. L’intervento ribadisce quindi l’esigenza di una competenza tecnica più allineata al settore audiovisivo.

attacco al ministro della cultura giuli e richiesta di confronto

Al centro della contestazione c’è l’operato del ministro della cultura Giuli. De Laurentiis attribuisce all’attuale gestione scelte poco efficaci, arrivando a definire in modo esplicito un insieme di decisioni come “ca**ate”. La posizione assunta è legata anche a un tema di responsabilità: chi gestisce risorse pubbliche, nel racconto del presidente della SSC Napoli, dovrebbe evitare di esporsi a rischi come derubare o gestire senza competenze.

mancato coinvolgimento di chi conosce davvero il mestiere

Un passaggio importante dell’intervento riguarda il metodo. De Laurentiis sostiene che il cinema italiano, in molti casi, avrebbe derubato i soldi pubblici e chiede perché non vengano coinvolte quelle figure che conoscono il mestiere. Nel suo racconto, si tratta di professionisti capaci di trasformare idee in progetti, con ricadute su un’industria di beni immateriali, descritta come complessa e quindi bisognosa di un approccio qualificato.

La richiesta formale è chiara: perché non chiedere a chi opera nel settore quali film finanziare, con quali modalità e con quale criterio?

leggi e criteri sui fondi: proposta legata alla frequenza in sala

Nel suo intervento De Laurentiis collega le critiche anche alle leggi impostate dal precedente ministro Franceschini. Il nodo è la distribuzione dei fondi e l’eventuale capacità di legare le risorse a parametri di risposta del pubblico.

destinare il 50% in base al gradimento e alla verifica dei progetti

Secondo quanto riportato, l’idea avanzata prevede di destinare il 50% dei fondi in base alla frequenza in sala, quindi al gradimento del pubblico, includendo anche una verifica sulla reale imprenditorialità dei progetti. Nel ragionamento dell’intervenuto, questa impostazione renderebbe più semplice intervenire su diversi aspetti del sistema, modificandone la logica.

superare la logica del finanziamento scollegato dal settore

Il discorso prosegue con un’indicazione rivolta a Giuli: viene suggerita la necessità di confrontarsi con il mondo dell’audiovisivo. Il punto centrale è capire cosa c’entri l’attività del ministro con il settore e come intenda farlo crescere.

In questa cornice, De Laurentiis contrappone la soluzione proposta a una gestione percepita come impropria, esprimendo l’idea di dover risolvere problemi legati all’imprenditoria italiana che, secondo le sue parole, merita rispetto. Al tempo stesso viene criticata la prospettiva di finanziare film con caratteristiche definite in modo negativo, con l’obiettivo di evitare che tali opere vengano portate sugli schermi.

nomi citati nell’intervento durante la presentazione

Nel contesto dell’intervento vengono richiamati diversi protagonisti del mondo istituzionale e cinematografico, con riferimenti specifici ai ruoli ricoperti.

  • Aurelio De Laurentiis
  • Carlo Verdone
  • Giuli
  • Franceschini
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