Atene, il Eldorado per gli investitori immobiliari israeliani

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Atene, il Eldorado per gli investitori immobiliari israeliani

Un notevole fenomeno di investimento estero sta rimodellando il paesaggio urbano di Atene e dei quartieri centrali, con una particolare presenza di operatori israeliani nel mercato immobiliare e nel settore alberghiero. Le trasformazioni hanno rilievo sia sul piano economico sia in termini sociali, incidendo sul costo della casa, sull’offerta di alloggi e sulla vivibilità del centro cittadino.

investimenti israeliani in grecia: espansione a athene e nei quartieri centrali

Exarchia è oggi delimitata da barriere e reti metalliche alte tre metri, e il cantiere della nuova stazione della metropolitana è sorvegliato da forze di sicurezza in assetto antisommossa. La finalizzazione è prevista tra il 2029 e il 2030 come parte di un più ampio progetto di sviluppo urbano volto a rimodernare le aree vicine al centro. Fino al 2022, quel punto della città era ancora un triangolo verde di mercati e incontri civici; oggi i segni della gentrificazione sono visibili in locali dall’estetica americano e in palazzi destinati a affitti a breve termine tramite piattaforme come Airbnb.

exarchia e la gentrificazione: segnali e dinamiche

Nel tessuto urbano si assiste all’ingresso di caffè in stile americano e di appartamenti ipotizzati per affitti brevi, fenomeno guidato dalla domanda internazionale e dall’arretramento del valore immobiliare registrato durante la crisi economica. In molte zone centrali, tra cui Exarchia, Koukaki e Kolonaki, la trasformazione ha intensificato la pressione sul mercato degli alloggi, con una carenza di disponibilità e un aumento dei prezzi che ha interessato residenti e nuovi arrivati.

attori israeliani nel mercato immobiliare ateniese

Nel contesto ateniese, aziende israeliane hanno intensificato la loro presenza: uno degli operatori principali è Zoia Living, collegata al gruppo Zoia, attiva in città con numerosi appartamenti gestiti da una sede operativa esterna ma con management israeliano. L’azienda risulta tra i principali gestori di AirBnB nella zona, con una presenza significativa soprattutto nell’area centrale.

Un altro fronte è rappresentato dal gruppo Finders, che attraverso il marchio Vision ha convertito palazzi tra Gazi, Omonia e Metaxourgio in complessi turistici e piccoli hotel, con oltre 70 unità documentate.

In parallelo operano investitori su scala esterna con progetti rilevanti: il gruppo Golden Horizon, tramite la società ellenica Gnosis Investments, ha annunciato investimenti per circa 300 milioni di euro e l’acquisto di oltre 100.000 metri quadrati di immobili in Atene, Pireo e Attica, tra cui la riconversione dell’ex edificio Keranis per più di 400 appartamenti.

Anche il comparto alberghiero ha visto una forte presenza israeliana, con gruppi come Fattal e Israel Canada Hotels attivi in centro città, tra cui NYX Esperia Palace, riaperto nel 2023 dopo una ristrutturazione di circa 25 milioni di euro.

contesto economico e politiche pubbliche

La crescita degli investimenti si inserisce in un quadro geopolitico regionale in cui Atene e Tel Aviv hanno rafforzato i legami, sviluppando un asse mediterraneo orientale basato su cooperazione energetica e militare. Nel 2025 la Grecia è diventata la prima destinazione turistica per i visitatori israeliani, con oltre 2,2 milioni di turisti.

Gli incentivi di soggiorno riservati a investitori extra-Ue, noti come Golden Visa, hanno mostrato un’impennata significativa: nel 2025 sono stati rilasciati 8.879 permessi, con un aumento del 95% rispetto al 2024. Tra i cittadini extra-UE che hanno ottenuto tali permessi, gli israeliani hanno registrato un aumento del 91,5%, arrivando a 636 richieste.

Questi indicatori accompagnano una percezione della Grecia come porto sicuro per investimenti e potenziale residenza, soprattutto in un contesto di tensione regionale. Tuttavia, l’apertura agli investimenti esteri ha generato effetti sociali e abitativi rilevanti: la mancanza di un sistema di housing sociale gestito dallo Stato espone segmenti a reddito basso alle oscillazioni del mercato immobiliare.

Nel 2025 si sono registrate 228 mila unità di affitto a breve termine e circa 20 mila proprietà legate al programma dei Golden Visa, soprattutto ad Atene. Secondo la Banca del Pireo, le principali città greche soffrono una carenza di 180 mila alloggi in affitto o in vendita, accentuando una situazione di pressione sui prezzi e sui salari, a fronte di una spesa abitativa che raggiunge intorno al 35% del reddito familiare, la quota più alta nell’Unione europea.

Le vie della metropoli raccontano la storia di una spinta estera che sta modificando l’assetto urbano: cassette di sicurezza per chi affitta appartamenti, nuove dinamiche di spostamento dal centro verso quartieri periferici e la costa, e una realtà in cui molti migranti convivono con risorse limitate, talvolta senza le infrastrutture di supporto necessarie.

riflessi sul tessuto cittadino

Le trasformazioni hanno introdotto una nuova normalità nelle strade di Exarchia, Koukaki e Kolonaki, in cui il patrimonio edilizio è affiancato da pratiche di gestione immobiliare mirate agli investitori internazionali. Il fenomeno è destinato a proseguire: la migrazione interna dalla zona centrale verso aree come Kypseli è già in corso, con implicazioni per la domanda di alloggi e per la qualità della vita locale. Chi non ha accesso alle risorse per investimenti resta esposto alle fluttuazioni del mercato, spesso in condizioni precarie.

Nomi di rilievo citati nell’analisi:

  • Thomas Maloutas
Gli immobiliaristi israeliani mettono le mani sulla Grecia: investimenti raddoppiati in un anno. E “si comprano” anche il quartiere anarchico e pro-Pal

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