Antonello Montante patteggia e sfugge al carcere per corruzione
Un caso giudiziario di rilievo coinvolge l’ex leader di Confindustria Sicilia, la cui vicenda ha visto condanne, rinvii e una revisione della pena. L’evoluzione processuale ha portato a valutare l’opzione di un concordato in appello, con un esito che potrebbe incidere sul tempo di detenzione e sulle possibili misure alternative.
antonello montante: vicenda giudiziaria e concordato in appello
Nel corso del procedimento, condannato a 14 anni in giudizio abbreviato, l’imputato ha visto successivamente una pena di 8 anni in appello. La Corte di Cassazione ha disposto un rinvio ad altra sezione per il ricalcolo della pena, dichiarando non accertate alcune accuse relative ad associazione a delinquere, rivelazione del segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico, contestate insieme alla corruzione negli altri gradi di giudizio.
La decisione è stata messa in esecuzione dalla Procura generale di Caltanissetta a settembre, e Montante si è presentato nel carcere di Bollate (Milano) per scontare la pena. In una nuova fase di appello, finalizzata al ricalcolo imposto dalla Cassazione, che aveva sospeso la scarcerazione in attesa di un nuovo processo, gli avvocati hanno avanzato la proposta di concordato. Poiché una parte della detenzione era già stata scontata in custodia cautelare, la pena finale è risultata inferiore a 4 anni, valore considerato come soglia per eventuali misure alternative al carcere.
dettagli dell’iter giudiziario
La vicenda ha origine da un’inchiesta del 2015 nel contesto mafioso, quando Montante era al vertice del potere imprenditoriale. Riconosciuto come figura di riferimento tra gli industriali siciliani, era stato indicato come componente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie. Tre anni dopo è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. In apertura di processo abbreviato la sentenza di primo grado è stata di 14 anni, ridotta in appello a 8 anni quando è decaduta l’accusa di violenza privata. Secondo l’accusa, avrebbe condotto un’attività di dossieraggio mirata a colpire avversari, dando vita a una rete di potere orientata a condizionare la scena politica regionale.
contesto e origini
Montante emerse nell’inchiesta del 2015 in un periodo di forte confronto tra potere politico e ambienti imprenditoriali siciliani. Considerato simbolo della ribellione degli imprenditori contro i racket dei clan, fu designato membro del board dell’ente che gestisce beni confiscati alle mafie. L’arresto avvenne tre anni dopo, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. L’iter giudiziario, iniziato con l’abbreviato, portò a una condanna iniziale di 14 anni che fu poi rivista in 8 anni in appello con la caduta dell’imputazione per violenza privata. L’indagine e le accuse hanno delineato una rete di dossieraggio e condizionamento politico mirata a influenzare la politica regionale.
persone citate nel testo
- antonello montante
