Alfonso Signorini lascia 'Chi' dopo 16 anni: si apre un capitolo

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Alfonso Signorini lascia 'Chi' dopo 16 anni: si apre un capitolo

Un capitolo importante della storia editoriale di Chi si chiude con la decisione di Alfonso Signorini di lasciare la direzione. L’annuncio arriva tramite un editoriale nel numero in uscita, segnando una svolta personale e professionale dopo oltre due decenni al timone di uno dei settimanali più letti in Italia. Questo addio, descritto come un bilancio di un percorso intenso, apre una fase nuova sia per l’autore sia per la redazione e per i lettori.

alfonso signorini lascia la direzione editoriale di chi

un bilancio personale e professionale che ripercorre gli anni di lavoro, i tratti distintivi della redazione e i rapporti costruiti con figure pubbliche e amici che hanno accompagnato la carriera. L’analisi di Signorini mette in luce come l’esperienza abbia consentito di raccontare storie incredibili e di entrare nella vita di personaggi significativi, tra interviste esclusive e confessioni che hanno trovato spazio anche altrove.

La narrazione del vissuto professionale è accompagnata da una riflessione sulle motivazioni intime del passo: è successo all’improvviso. Il cambiamento non è stato graduale, ma è maturato in un periodo in cui l’autore ha sentito che la priorità del lavoro non potesse più coincidere con le stesse esigenze interiori di una volta. Il richiamo della nuova vita ha preso piede in modo deciso, soprattutto a partire dal periodo della pandemia.

il contesto del cambiamento trova radici nel lockdown e nelle modifiche di abitudini e di ritmo quotidiano. L’isolamento forzato, la percezione di fragilità e la riscoperta della solitudine hanno influito sulla percezione del lavoro, portando a una riconsiderazione di cosa significhi dedicarsi completamente a una voce, a una testata e a un pubblico.

Una scelta discussa con l’azienda circa tre anni prima della pubblicazione dell’editoriale: la decisione di lasciare chi era già presente nel percorso di riflessione, ma si è concretizzata solo quando è stato possibile accettare una nuova fase della vita professionale senza compromessi sul piano personale.

Signorini precisa che le polemiche legate al cosiddetto caso Corona non hanno influenzato la decisione, sottolineando che alcune questioni meritano di essere discusse altrove e in sedi idonee. La sua scelta è presentata come un capitolo autonomo, plasmato da una visione di futuro diverso ma fedele a una passione per la narrazione di storie che continuano a muovere i lettori. Nel saluto finale emerge un ringraziamento sentito nei confronti di chi ha guidato Mondadori nel corso degli anni e di chi ha accompagnato la crescita professionale lungo il percorso.

Tra i nomi citati a memoria nell’intero percorso, Signorini menziona figure iconiche e referenti che hanno influenzato la sua crescita, descrivendole come riferimenti importanti nel panorama pubblico e culturale. Un ritratto che rimanda a rapporti di fiducia, lealtà e stima reciproca, intrecciati con la storia del settimanale e con l’evoluzione di una narrativa rivolta a un pubblico ampio e variegato.

ringraziamenti e riferimenti chiave sono arricchiti da una menzione affettuosa ai vertici che hanno accompagnato la sua attività, tra cui l’editore e altre figure di rilievo, definite come pilastri della crescita professionale e del dialogo tra la testata e i lettori. La chiusura richiama l’augurio di nuove occasioni e nuove pagine da scrivere, mantenendo viva la promessa di raccontare intrecci e emozioni con la stessa intensità del passato.

nominativi citati nell’articolazione del racconto:

  • luciano pavarotti
  • nicoletta mantovani
  • marcello mastroianni
  • felicissimo felini? (riscrivere correttamente: federico fellini)
  • giulietta masina
  • mara venier
  • maria de filippi
  • valeria marini
  • silvio berlusconi
  • marina berlusconi
  • silvana giacobini
  • carlo rossella
  • pietro calabrese

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