Addio al tremore: la rivoluzione degli ultrasuoni senza bisturi né anestesia
Nel contesto clinico milanese, una procedura non invasiva unisce ultrasuoni focalizzati e guida mediante risonanza magnetica per intervenire su tremori invalidanti e su patologie neurologiche correlate. L’innovazione, ospitata dall’Istituto Neurologico Carlo Besta, ha introdotto una versione evoluta che, grazie al sistema Exablate Prime, si sta sperimentando anche per tumori cerebrali e per alcune malattie neurodegenerative. Operando senza incisioni, il paziente resta sveglio durante l’intervento e i riscontri sui sintomi si manifestano in tempi relativamente rapidi, offrendo una finestra di valutazione immediata per il team sanitario.
mrgfus guidata dalla risonanza magnetica: una tecnica di precisione
descrizione dell’intervento e delle fasi chiave
La tecnica trasforma gli ultrasuoni in uno strumento chirurgico estremamente preciso, capace di agire senza praticare tagli. Il dispositivo indossato assomiglia a un casco, fissato al cranio mediante anestesia locale. Sotto supervisione continua della risonanza magnetica, un team composto da neurologo, neurochirurgo e neuroradiologo calibra con attenzione le coordinate del bersaglio. L’obiettivo è individuare le aree cerebrali che non funzionano correttamente e agire su di esse per ripristinare la normalità delle funzioni motorie e cognitive.
sicurezza, tempi e risultati
La verifica preliminare avviene tramite un riscaldamento di prova: la zona viene scaldata per 10-15 secondi per osservare l’effetto e accertarsi che non emergano disturbi come formicolii o difficoltà di parola. Se l’esito è positivo, si procede con la lesione definitiva a 55 gradi. L’aggiornamento tecnologico con Exablate Prime ha ridotto la durata dell’intervento, passando da oltre tre ore a circa un’ora e mezza. I rischi sono contenuti e gli effetti collaterali, quando presenti, sono transitori, descritti come una breve sensazione di vertigine o mal di testa durante l’erogazione degli ultrasuoni. I dati clinici indicano che una quota significativa di pazienti non manifesta più tremore essenziale entro l’orizzonte di un anno, con riscontri positivi che restano elevati anche oltre i cinque anni.
applique e potenzialità future della tecnologia
permeabilità della barriera emato-encefalica e terapie mirate
Un aspetto particolarmente rilevante è l’uso della MRgFUS a bassa frequenza per rendere permeabile la barriera emato-encefalica. Questo passaggio potrebbe facilitare l’ingresso di chemioterapici, di composti innovativi o persino di cellule staminali in zone del cervello altrimenti inaccessibili. All’Istituto Besta si sta sperimentando questa applicazione su pazienti affetti da glioblastoma ed è in corso la valutazione di impieghi per la degradazione di proteine tossiche legate all’Alzheimer o per colpire reticoli epilettici.
prospettive operative e dati di processo
Dal 2019 sono state eseguite oltre 400 procedure utilizzando la tecnologia MRgFUS. L’istituto mira ora a trattare oltre 130 pazienti all’anno, confermandosi come il primo centro in Europa a integrare questa tecnologia in una sala operatoria dotata di risonanza magnetica.
In ambito clinico, la descrizione dei progressi e delle applicazioni risulta centrata sull’efficacia della tecnica per i tremori e sulle potenzialità di un utilizzo esteso alle terapie mirate, aprendo nuove vie di intervento neuronale.
personaggi chiave:
- Roberto Eleopra — direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Besta
