Accise: urso cambia idea e rende necessarie entro 7 giorni dopo l inefficacia
Tra la definizione di un taglio delle accise come “inefficace” e il successivo varo di un decreto che riduce il costo del carburante, emerge un cambio di impostazione attribuito ad Adolfo Urso nel giro di pochi giorni, tra il 12 e il 18 marzo. Nel primo passaggio, durante il question time, il ministro delle Imprese ha collegato l’intervento a un presunto vantaggio per i ceti più benestanti. Nel secondo momento, all’interno del consiglio dei ministri, il governo Meloni, con Urso tra i presenti, ha approvato un provvedimento che agisce riducendo le accise di 25 centesimi al litro. A fronte di questa svolta, non risultano spiegazioni puntuali sulle ragioni del voltafaccia e sul ricorso a un intervento omnibus a pochi giorni dal referendum sulla giustizia.
adolfo urso in senato: taglio delle accise giudicato inefficace
Per ricostruire l’impianto argomentativo, tornano centrali le dichiarazioni rese in Senato da Adolfo Urso, quando riteneva necessario agire in maniera mirata per evitare sprechi di risorse. Come premessa, Urso ha evidenziato che Germania, Francia e Spagna, a differenza dell’Italia, avrebbero mostrato un aumento dei prezzi carburante senza prevedere tagli alle accise. Secondo la sua impostazione, in quei paesi sarebbero state invece attivate misure di controllo urgente sulla filiera distributiva, analoghe a quelle introdotte in Italia nel gennaio 2023, definite efficaci.
il paragone con marzo 2022 e l’extragettito iva
Nel merito della scelta di non tagliare le accise, Urso ha richiamato il contesto di marzo 2022, associato all’incremento dei prezzi dell’energia per effetto dell’invasione russa dell’Ucraina. In quell’occasione, ha indicato, il governo Draghi sarebbe stato “colto impreparato” e, di fronte ai rincari, si sarebbe deciso di destinare l’aumento dell’extragettito Iva al taglio delle accise: 30,5 centesimi al litro, con Iva inclusa, per un costo per le casse dello Stato stimato in quasi un miliardo di euro al mese.
l’inflazione non frenata e l’iniquità del beneficio
Urso ha sostenuto che quella manovra sarebbe stata “del tutto inefficace”, perché non avrebbe arrestato la spirale inflazionistica. Secondo la ricostruzione riportata, nei mesi successivi l’inflazione sarebbe cresciuta fino ad arrivare al 12,6% a ottobre, valore indicato come quello determinato dai governi precedenti. Nello stesso ragionamento, è stato posto l’accento sull’iniquità di un intervento a pioggia, ricordando il ruolo dell’Ufficio parlamentare di bilancio: il beneficio si sarebbe concentrato soprattutto sui ceti più benestanti, dal momento che le famiglie con consumi più elevati avrebbero redditi maggiori.
calcolo upb: riduzione accise e ripartizione tra fasce di reddito
Secondo il calcolo citato, la riduzione delle accise destinata al 10% più ricco avrebbe avuto un valore pari a circa 2,6% delle risorse complessivamente distribuite, mentre al 10% più povero sarebbe andato lo 0,4%. La logica richiamata è che chi consuma più carburante ottiene un beneficio proporzionale allo stesso livello di utilizzo.
da misura mirata a decreto omnibus: differenze nelle scelte di governo
Le premesse del racconto parlamentare si collegano all’intenzione, attribuita al governo di destra, di adottare interventi più attenti agli effetti redistributivi. In Senato, Urso ha affermato l’obiettivo di predisporre misure di compensazione rivolte ai redditi più bassi e strumenti di contenimento dei costi per le aziende di autotrasporto, con l’auspicio che risultassero davvero efficaci.
bozze iniziali: bonus una tantum da 100 euro
Le prime bozze del decreto, come viene riportato, prevedevano un bonus una tantum di 100 euro destinato ai nuclei con Isee inferiore a 15mila euro, collegati a chi ha diritto alla card Dedicata a te.
ripensamento e varo del cdm: riduzione accise da 25 centesimi
La narrazione descrive un ripensamento in extremis: la convocazione del consiglio dei ministri viene collocata alle 19 di mercoledì e il decreto sarebbe stato varato in tempo utile per consentire a Giorgia Meloni di annunciare al Tg1 il taglio delle accise. Nel passaggio, si registra un confronto tra valori: Draghi avrebbe previsto 20 centesimi contro 25 citati nel nuovo decreto. L’obiettivo dichiarato sarebbe l’arginare l’aumento dei prezzi, anche nella fase in cui la corsa dei costi proseguiva.
assenza di misure ad hoc per i nuclei più in difficoltà
Nel testo del decreto, viene segnalata nessuna traccia di interventi specifici per i nuclei più in difficoltà, elemento messo in relazione con l’idea iniziale di compensazioni rivolte ai redditi più bassi. La distanza tra l’impostazione delle dichiarazioni precedenti e la configurazione finale del provvedimento viene sottolineata attraverso il confronto tra misure mirate annunciate in precedenza e l’esito del decreto approvato.
cabina di regia e commissione allerta rapida prezzi carburanti
Adolfo Urso risulta oggi impegnato in una nuova cabina di regia della Commissione Allerta Rapida dedicata all’andamento dei prezzi dei carburanti. Il quadro complessivo mette in evidenza il susseguirsi di passaggi in cui vengono tematizzate efficacia delle misure, redistribuzione degli effetti e gestione dell’aumento dei costi, con un focus esplicito sul confronto tra scelte di taglio delle accise e modelli di controllo della filiera distributiva.
persone citate
Nel contenuto risultano menzionati:
- Adolfo Urso
- Giorgia Meloni
- Mario Draghi
