Vittorio Feltri spiega perché non guarda Sanremo

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Vittorio Feltri spiega perché non guarda Sanremo

Nel 2026 il Festival di Sanremo ha acceso una serie di commenti forti e posizioni nette nel dibattito pubblico. Tra queste, quella di Vittorio Feltri emerge per chiarezza e fermezza: una critica senza mezzi termini all’evento, spiegata in un editoriale pubblicato su Il Giornale. La sua presa di posizione invita a riflettere sui contenuti e sulle dinamiche che accompagnano la manifestazione.

feltri su sanremo 2026: una posizione netta

In chiave critica, Feltri individua nel Festival un inizio che per lui equivale a una specie di lutto perché, secondo il suo punto di vista, non lo sopporta. Ricorda che la kermesse è un evento che va avanti da decenni, e da bambino lo ha visto nascere, mentre oggi la trova antipatica.

Nella sua analisi, la scena televisiva viene descritta con toni severi: parla di gente che starnazza e sottolinea che molti partecipanti guadagnano somme considerevoli, elemento che suscita irritazione nel lettore. Non esprime ostilità verso chi segue la manifestazione, ma non la digerisce e assicura che non guarderà neanche cinque minuti dello spettacolo, prevedendo che la maggioranza degli italiani lo seguirà e ne discuterà comunque.

Conclude osservando di non ricordare una canzone che lo abbia toccato e invita a tornare al lavoro, sostenendo che la musica non debba imporre priorità sociali significative. La critica mira a smontare l’appeal mediatico del festival, ponendo l’accento su ritmo, senso pratico e impegno quotidiano.

In sintesi, la posizione espressa riflette una visione molto critica verso la manifestazione, mettendo in discussione l’impatto mediatico e sfidando la percezione diffusa di coinvolgimento collettivo.

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