Test del sangue predice l'insorgenza dell'Alzheimer anni prima dei sintomi

• Pubblicato il • 3 min
Test del sangue predice l'insorgenza dell'Alzheimer anni prima dei sintomi

Una prospettiva emergente nel campo delle malattie neurodegenerative riguarda la possibilità di anticipare l’insorgenza dei sintomi dell’Alzheimer tramite analisi del sangue. Un lavoro condotto dall’équipe della WashU School of Medicine ha sviluppato modelli-orologio capaci di stimare l’età di manifestazione della malattia con un margine di errore di circa 3-4 anni, offrendo una finestra di previsione utile sia per la ricerca sia per la pianificazione clinica.

prevedere l'insorgenza dell'alzheimer tramite esami del sangue

I modelli si basano sulla p-tau217 plasmatica, proteina misurabile nel plasma che già supporta la diagnosi di Alzheimer in pazienti con decadimento cognitivo. Analisi condotte su un insieme di volontari anziani, provenienti da due studi indipendenti, hanno interessato 603 partecipanti nel loro complesso. Le misurazioni sono state eseguite sia con un test diagnostico clinicamente disponibile sviluppato da una startup WashU sia con test di altre aziende, incluso uno approvato dalla FDA.

i modelli-orologio basati su p-tau217 nel plasma

La p-tau217 plasmatica è stata dimostrata fortemente correlata all’accumulo cerebrale delle proteine amiloide e tau, indicatori principali dell’Alzheimer. I risultati indicano che, nelle persone più anziane, l’intervallo tra elevati livelli di p-tau217 e l’insorgenza dei sintomi è minore rispetto a chi è più giovane, suggerendo una possibile diversa suscettibilità cerebrale e una progressione della malattia che potrebbe iniziare a livelli di danno menor rispetto alle coorti più giovani. Ad esempio, una persona con livelli elevati a 60 anni potrebbe sviluppare sintomi circa 20 anni dopo, mentre se i livelli restano non elevati fino agli 80 anni i sintomi potrebbero presentarsi circa 11 anni dopo. I ricercatori hanno osservato che il modello funziona con diversi test basati su p-tau217, dimostrando robustezza e generalizzabilità dell’approccio. Inoltre, i codici utilizzati per costruire i modelli sono stati condivisi per permettere ulteriori miglioramenti da parte della comunità scientifica, e è stata sviluppata anche un’applicazione web per un’analisi più dettagliata.

contesto clinico e potenziali applicazioni

Attualmente questi test non sono raccomandati per persone cognitivamente sane al di fuori di studi clinici. L’obiettivo a breve termine è accelerare la ricerca e i trial clinici valutando terapie potenzialmente capaci di prevenire o rallentare la malattia, identificando i pazienti che potrebbero trarre maggior beneficio da tali interventi. I test diagnostici plasmatici si propongono come strumenti più economici e più accessibili rispetto a esami di neuroimaging avanzato o alla somministrazione di liquido spinale, aprendo la possibilità di una previsione meno onerosa su larga scala e di una gestione clinica più mirata.

metodologia, dati e prospettive

Lo studio rientra in un’iniziativa pubblica-privata promossa dalla Foundation for the NIH Biomarkers Consortium, con WashU Medicine come membro. L’approccio ha dimostrato robustezza e generalizzabilità attraverso diversi test diagnostici e ha facilitato la diffusione di risorse aperte per ulteriori refinimenti. Le implicazioni riguardano una possibile predizione individuale dell’insorgenza dei sintomi, che potrebbe guidare proattivamente piani di prevenzione e intervento, nonché la selezione di partecipanti a studi clinici mirati a terapie preventive o rallentanti.

Figura chiave della ricerca:

  • Suzanne E. Schindler
  • Kellen K. Petersen

Per te