Procura chiede arresti per corruzione su fondi europei

• Pubblicato il • 2 min
Procura chiede arresti per corruzione su fondi europei

In ambito di una più ampia verifica sui fondi europei destinati al sistema scolastico, la Procura Europea ha chiesto l’arresto di 16 persone, tra docenti, ricercatori, insegnanti e figure manageriali di società informatiche. Le accuse avanzate riguardano corruzione propria e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, in relazione a forniture e assegnazioni legate a finanziamenti fondi europei destinati all’istruzione. L’attenzione investigativa è concentrata su reati che coinvolgono istituzioni scolastiche e universitarie, con un focus su aree del territorio come Sicilia e Campania.

corruzione fondi ue: richiesto l’arresto di 16 persone

Le indagini hanno delineato un modello operativo in cui l’assegnazione di contratti e forniture sembrerebbe legata a una rete di interessi, correnti tra dipartimenti accademici e fornitori di tecnologia educativa. L’impianto accusatorio fa leva su una gestione irregolare di contributi europei destinati all’istruzione, con ripercussioni su mense scolastiche e sull’acquisto di strumenti tecnologici.

Le prime comunicazioni emergono dal 2023, quando furono posti agli arresti domiciliari Daniela Lo Verde, dirigente della scuola Falcone del quartiere Zen di Palermo, insieme al suo vice e a una dipendente della R-Store Spa. Secondo l’accusa, la dirigente avrebbe trattenuto parte dei fondi destinati alla mensa scolastica e avrebbe proceduto all’acquisto di PC e dispositivi per gli alunni presso il negozio della suddetta società, ricevendo in cambio telefoni cellulari e computer per sé e per i familiari.

Le rivelazioni della dipendente hanno permesso agli inquirenti di allargare l’inchiesta, scoprendo che lo stesso schema operava anche in altre facoltà universitarie e in alcune scuole di Napoli. La R-Store Spa sarebbe risultata interessata a fondi Pnrr destinati all’istruzione, facendo emergere un modus operandi volto a superare i limiti di una normale attività commerciale.

In particolare, l’indagine descriveva un meccanismo in cui veniva imposto l’acquisto di prodotti della società coinvolta, in cambio di utilità quali iPhone da 2mila euro, buoni spesa, stampanti e smart TV.

La maggior parte degli sviluppi riguarda il Sud, con un’ampia porzione di attenzione su Sicilia, Campania e una particolare attenzione a Napoli, dove si sarebbero manifestati alcuni degli episodi descritti.

persone coinvolte principali

  • Daniela Lo Verde – dirigente della scuola Falcone, Palermo
  • un vice della preside
  • una dipendente della R-Store Spa
Bandiera Unione Europea

Per te