Pfas: irreversibili per acqua e terra per generazioni
Un’analisi multidisciplinare valuta le emissioni e gli impatti dei PFAS tradizionali ed emergenti provenienti dall’impianto di fluoropolimeri di Spinetta Marengo, fornendo una visione integrata della diffusione ambientale, dei percorsi di esposizione potenziali e delle implicazioni normative. Il quadro evidenzia la persistenza di questi composti lungo diverse vie di contaminazione e la necessità di strategie di gestione mirate e monitoraggio continuo.
pfas tradizionali ed emergenti: diffusione e impatti ambientali
Il panorama dei PFAS comprende sia i cosiddetti legacy sia gli emergenti, con componenti come PFOA e sostituti quali C6O4 e la miscela Cl-PFPECA. Questi composti sono stati rilevati in molte matrici: acque reflue, acque di fiume, depositi atmosferici, sedimenti, suoli, vegetazione, lombrichi, pesci e uova di uccelli, permettendo una ricostruzione coerente dei percorsi di emissione, del trasporto e del trasferimento trofico.
trasporto e destino dei PFAS
Le emissioni dall’impianto si diffondono sia a livello locale sia su distanze significative, con potenziali effetti sull’acqua potabile. L’analisi individua modelli di diffusione che coinvolgono sia le vie idriche sia quelle atmosferiche, correlati a deposizione e accumulo nei sedimenti e nei terreni.
vie di esposizione e rischi potenziali per le popolazioni
La valutazione identifica molteplici vie di esposizione per le popolazioni residenti nelle vicinanze: acqua sotterranea contaminata per uso potabile o irrigazione, consumo di prodotti alimentari locali, inalazione di aria contaminata e particolato, oltre al contatto con terreni e polveri.
analisi multimediale e parametri chiave
Analisi integrate mostrano che gli emergenti PFAS presentano persistenza ambientale, mobilità e bioaccumulo ampiamente analoghi a quelli dei composti tradizionali regolamentati, offrendo prove rilevanti per i quadri normativi in corso di discussione sulle sostituzioni e sull’uso considerato essenziale o deplorevole.
implicazioni normative e gestione del rischio
Dal punto di vista gestionale, gli autori sottolineano l’urgenza di procedure di monitoraggio efficaci e di quadri normativi solidi, comprensivi di prescrizioni e valori limite di emissione sia per l’aria sia per l’acqua, per prevenire contaminazioni diffuse e persistenti.
L’indagine evidenzia che l’impatto ambientale a lungo termine della produzione di fluoropolimeri richiede un approccio integrato volto a limitare l’esposizione nelle aree acquatiche e terrestri, affiancato da una normativa chiara e da un monitoraggio costante.
La cornice normativa auspicata mira a definire un quadro di riferimento affidabile per gestire la contaminazione e ridurre l’esposizione cronica potenziale legata al sito.
gli autori principali coinvolti nello studio sono:
- Sara Valsecchi
- Marco Pasolini
- Stefano Polesello
- Michelangelo Morganti
- Maria Teresa Palumbo
- Claudio Roscioli
- Beatrice De Felice
- Marianna Rusconi