La pet economy in Italia: trend in crescita e impatto sul mercato

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La pet economy in Italia: trend in crescita e impatto sul mercato

La crescita della pet economy in Italia sta ridefinendo abitudini familiari, modelli di consumo e prospettive occupazionali. Un’analisi recente focalizza l’entità della convivenza con animali da compagnia, l’ampiezza del mercato, e le ricadute economiche e sociali a livello nazionale.

pet economy in italia: quadro del mercato degli animali domestici

La presenza di animali nelle abitazioni italiane è diffusa su larga scala: circa 10 milioni di famiglie possiedono almeno un animale, corrispondenti al 37,7% del totale delle famiglie. Tra queste, i felini risultano particolarmente strategici: 1.740.000 famiglie convivono con almeno un gatto, pari al 17,4% di quelle con animali. La quota dedicata ai cani è del 22,1%, mentre gli altri animali coprono l’8,1%. Nel complesso, la quota di famiglie con animali da compagnia è aumentata di 1,5 punti percentuali rispetto al 2015.

spesa e consumi nella pet economy

La spesa destinata al settore segna una crescita significativa: nel 2024 è prevista una spesa totale di 6.747 milioni di euro, con l’80,3% impiegato per prodotti come alimenti e articoli per la toelettatura, e il restante 19,7% per servizi veterinari, addestramento e ospitalità. Negli ultimi dieci anni, la spesa per animali da compagnia è aumentata del 76%, ben oltre il ritmo complessivo delle famiglie (+9,4%).

impatto sulle imprese artigiane e occupazione

Il tessuto imprenditoriale legato agli animali da compagnia vede una presenza consistente di imprese artigiane: sono 3.440 le aziende attive nei servizi di cura degli animali, rappresentando il 59% del totale del comparto. Queste imprese assorbono 4.231 addetti, ovvero il 53,9% dell’occupazione nel settore. In dieci anni, il numero di aziende artigiane è quasi raddoppiato, con una crescita pari a 92,3%.

dinamiche regionali e provinciali della pet economy

La ripartizione della spesa per regione segnala la Lombardia in testa con circa 1.396 milioni di euro, seguita da Lazio e Veneto. A livello provinciale, le posizioni di vertice sono occupate da Roma, Milano e Torino. In termini di dinamiche, le regioni Piemonte, Puglia e Lazio mostrano una crescita superiore alla media, mentre tra le province spiccano Bergamo e Torino. In aree come Brescia e Venezia, l’incremento risulta a doppia cifra.

Tra i protagonisti citati nell’analisi, emerge la figura di Marco Granelli, presidente di Confartigianato, per il quale la pet economy rappresenta una componente strutturale del tessuto produttivo e dell’occupazione a livello nazionale.

  • Marco Granelli, presidente di Confartigianato
Una bambina che dà un bacio al gatto grigio che tiene in braccio.
Categorie: Economia

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